Insistere, insistere, insistere

Per fermare le destre l’accordo tra Letta e Conte per l'uninominale è più che mai necessario dopo il voltafaccia di Calenda.

Paolo Flores d'Arcais

Insistere, insistere, insistere. Fino all’ultimo istante tecnicamente possibile, insistere con Letta e Conte perché diano vita all’accordo “Per la Costituzione”, con candidati comuni nei collegi uninominali (che assegnano oltre un terzo dei seggi), altrimenti per le destre che la Costituzione la odiano sarà una stravittoria.

Insistere inondando i loro indirizzi mail, telefonando alle loro segreterie, facendo il pochissimo, il quasi-nulla, che ciascuno di noi può fare, ma facendolo tutto, questo quasi-nulla, perché la somma e sinergia dei quasi-nulla potrebbe fare il miracolo. Da soli vanno a una duplice catastrofe, e soprattutto alla tragedia per l’Italia di una destra anticostituzionale che avrà i numeri per fare una Costituzione a propria immagine senza dover passare per un referendum.

Calenda, rinnegando un accordo di poche ore prima, ha già vinto il premio Narciso dell’estate (ma per non essere costretto a raccogliere le firme necessarie a presentare le liste dovrà accordarsi con Renzi: Dio li fa e poi li accoppia). Letta e Conte sopprimano dentro sé stessi i demoni del narcisismo anche il più soft, cessino di ammantarlo di motivazioni politiche. Qui si tratta di un accordo elettorale cui si è costretti da una legge elettorale oscena, che azzera i voti dati dai cittadini nei collegi uninominali a liste di non-destre che non abbiano saputo accordarsi, visto che le destre destrissime lo hanno fatto.

Su questo sito nei giorni scorsi personalità diverse come Gustavo Zagrebelsky e Norma Rangeri, hanno espresso con accenti lucidi e accorati la stessa necessità.

Pubblicheremo ogni giorno interventi analoghi, di altre personalità diverse per storie e percorsi. Lanceremo anche un appello pubblico, che ciascuno potrà firmare e far firmare.

Insistiamo, insistete, ne va della nostra Costituzione repubblicana, ne va cioè della democrazia in cui siamo nati e cresciuti.



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