Amarcord: il Ponte sullo Stretto

In vista delle elezioni amministrative del 12 giugno Forza Italia ha presentato al Senato un disegno di legge che rilancia la realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Carlo Cornaglia

Iniziò Silvio il reietto
quando un dì da Vespa ha detto:
“Come prova del mio affetto,
italiani, vi prometto

che un bel Ponte sullo Stretto
quanto prima verrà eretto.
Ho già chiesto a un architetto
alle Infrastrutture addetto

che prepari un buon progetto”.
Grazie al Ponte sullo Stretto
conta di essere rieletto.
Poi fu pessimo il verdetto:

il caiman non fu rieletto
ed il Ponte sullo Stretto
Prodi chiuse in un cassetto.
Pochi anni e fu rieletto.

In tivù tornò l’ometto:
“Faccio il Ponte sullo Stretto!”
Da premier non fu perfetto
e nel far di qualche annetto

lo spread fece lo sgambetto
all’ignobile ducetto.
Giorgio Re, a busto eretto,
scelse un uomo di intelletto

per cacciare il bolso ometto
ed il bocconian provetto
fatto capo in fretta, ha detto:
“Io sul Ponte sullo Stretto

la mia faccia non ci metto!”
e lo splendido progetto
ritornò nel suo cassetto.
Elezion. Dopo un annetto

dal suo Colle prediletto
il fenomenal nonnetto
fa premier un poveretto,
Letta, uom serio e corretto,

giovane di bell’aspetto,
ma con il grave difetto
d’essere al potere inetto.
Un destino maledetto

porta di Giorgio al cospetto
un boy scout, grado lupetto
che divien premier provetto.
In funzion del nuovo assetto,

Renzi scrisse il bel progetto,
per le allodole specchietto,
per sanare ogni difetto:
referendum maledetto!

Perché il Sì vinca di netto
e il domani sia perfetto
in tivù disse il ducetto:
“Farò il Ponte sullo Stretto!

Se riaprite quel cassetto
ove sta il vecchio progetto
e lo date a un architetto
che col lapis e il bianchetto

ne corregga ogni difetto,
costruttori, vi prometto
che, se Sì sarà il verdetto
cosicché non mi dimetto,

un secondo non aspetto,
un tweet subito cinguetto
e al mio colpo di fischietto
quel bel Ponte sarà eretto,

senza il minimo difetto,
delizioso nell’aspetto,
antisismico di assetto,
funzional, lungo, perfetto.

Chi vorrà, senza traghetto
in Sicilia andrà diretto
per lavoro, per diletto,
per amore, per affetto,

in un bar per un cicchetto,
un caffè molto ristretto,
un cannolo od un cornetto,
per un polpo nel guazzetto,

per il mare che è perfetto.
A ogni siculo permetto
di viaggiare al Nord diretto
senza l’uso del traghetto.

E poi fanno un bell’effetto
mafia e ‘ndrangheta a braccetto
e pertanto è ben accetto
anche sotto questo aspetto.

Certo, spesso il rubinetto
manda sol qualche schizzetto,
il binario del diretto
corre unico e soletto,

l’autostrada è un trabocchetto,
l’ospedale è un po’ negletto,
ma, spiacente, non defletto
e col Ponte sullo Stretto

spero il Sì raggiunga il tetto”.
Lo raggiunse il No e il progetto
per un Ponte sullo Stretto
è tornato in un cassetto.

(immagine di Edoardo Baraldi)



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