L’assalto a Capitol Hill un anno dopo

Il 6 gennaio di un anno fa un manipolo di rivoltosi fece irruzione nella sede del Congresso statunitense, nel giorno della proclamazione ufficiale della vittoria di Biden. Un assalto avvenuto all’apice di una giornata molto tesa, in cui migliaia di manifestanti vennero aizzati dal perdente Trump a denunciare brogli e a marciare verso il Campidoglio. Un quasi golpe che ha mostrato tutta la fragilità del sistema politico americano. Ma chi erano quei rivoltosi? E che fine hanno fatto un anno dopo? Una ricostruzione.

Marco Morini

L’assalto compiuto da migliaia di rivoltosi contro il Congresso statunitense il 6 gennaio 2021 è stato uno dei più rilevanti eventi recenti della storia politica americana. Sebbene ci siano stati altri eventi violenti dentro e fuori il Congresso nel XIX e nel XX secolo, l’assalto dello scorso anno rappresenta il più grave atto compiuto contro un’istituzione politica statunitense dall’incendio di Washington D.C. del 1814, che distrusse mezza città e che venne appiccato dai soldati dell’esercito britannico durante la guerra del 1812 1.

La giornata di lavori congressuali prevedeva una seduta comune di Camera e Senato per proclamare i risultati del Collegio elettorale e decretare ufficialmente il vincitore delle elezioni presidenziali del novembre precedente. Una seduta del tutto formale quindi, ma dall’alto valore simbolico: l’avvio dei lavori del nuovo biennio legislativo e l’“incoronazione” di Joe Biden quale 46° presidente degli Stati Uniti d’America.

Sin dal mattino migliaia di manifestanti pro-Trump avevano protestato di fronte al Congresso, inneggiando al presidente uscente e gridando all’illegittimità della vittoria di Biden. Poi, quando un manipolo di rivoltosi è riuscito a superare la male equipaggiata forza di sicurezza posta a difesa del Campidoglio (affidata, per legge, alla polizia locale della città), migliaia di ribelli sono entrati nel palazzo, devastandolo e scontrandosi con la residua resistenza delle forze dell’ordine. Gran parte dei parlamentari e dei lavoratori è riuscita a essere evacuata immediatamente prima dell’attacco, altri si sono barricati nei sotterranei. Cinque persone sono morte, più di 150 sono rimaste ferite, la sede dell’organo legislativo statunitense ha subìto danni per milioni di dollari 2.

Al di là del numero di vittime e di feriti, degli arresti e degli indagati, molta dell’attenzione mediatica è stata attirata dal ruolo del presidente Trump, considerato il diretto ispiratore dell’assalto. Prima, durante e dopo lo scrutinio dei voti, infatti, Trump e altri politici e commentatori repubblicani hanno cercato di sovvertire il risultato elettorale sostenendo che in numerosi Stati, specie in quelli rivelatisi poi più in bilico, erano state commesse frodi elettorali. Il presidente uscente ha tentato in tutti i modi possibili di ribaltare il verdetto delle urne, attraverso appelli, denunce legali, pressioni politiche e imbastendo una martellante campagna comunicativa. Sebbene il voto presidenziale del novembre 2020 sia stato dichiarato regolare e legittimo da tutte le istituzioni preposte al controllo, nei social media le illazioni sul presunto sopruso subìto hanno invaso le pagine dei profili di area conservatrice 3. Ed è in questo contesto comunicativo e politico così radicalizzato che si è compiuto l’assalto al Congresso.

Chi sono i rivoltosi del 6 gennaio?
Nell’anno trascorso da quell’evento, l’Fbi ha operato 604 arresti, accusando molte di queste persone di crimini che potrebbero costare loro il carcere a vita. Le prime condanne (minori) sono arrivate nel giro di pochi mesi 4. Tra i condannati uno dei volti più famosi della rivolta: Jakob Chansley, meglio noto come Jake Angeli detto “lo Sciamano”, che sconterà 41 mesi di carcere per essere entrato nell’edificio e per il suo ruolo di aizzatore della folla (Chansley non era accusato di aggressioni o devastazioni) 5. Mentre per gli arrestati accusati dei reati più gravi i processi potrebbero durare a lungo.
Ma chi sono e da dove vengono gli assalitori del 6 gennaio 2021?
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CREDIT FOTO MICHAEL REYNOLDS/EPA


1 J. Mackay Hitsman (aggiornato da Donald E. Graves), The Incredible War of 1812, Robin Brass Studio, 1999.

2 Lauren Leatherby, Anjali Singhvi, “Critical Moments in the Capitol Siege”, The New York Times, 15 gennaio 2021, nyti.ms/3E9mHK2.

3 Katie Benner, “Report Cites New Details of Trump Pressure on Justice Dept. Over Election”, The New York Times, 6 ottobre 2021, nyti.ms/3EbYjHy.

4 Jan Wolfe, Mark Hosenball, “U.S. Capitol rioter gets 41 months in prison, longest sentence imposed”, Reuters, 10 novembre 2021, reut.rs/31csOPm.

5 Alan Feuer, “Jan. 6 Offender Known as Qanon Shaman Sentenced to 41 Months”, The New York Times, 17 novembre 2021, nyti.ms/3lhfGzt.


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