Bellanova 3 – Russia 0

Carlo Cornaglia

Ucraina Russia, buona è l’occasione
di andare della guerra nelle zone
mostrando al mondo d’esser solidali
per conquistare spazi sui giornali.

A spese non si sa bene di chi
partono in carovane tutti i dì,
vanno in Moldavia, in Romania, in Polonia
e ripeton la stessa cerimonia:

foto ai profughi anziani ed ai bambini,
imprecazioni ai russi malandrini,
interviste alle mamme desolate
sulle famiglie che si son spezzate.

In Ucraina van gli ardimentosi
che per il super ego son famosi
come l’eroico Massimo Giletti
senza pari negli speciali effetti:

abbronzatura sempre mattonata,
occhial da sole con lente sfumata,
gilet con scritta press, Hogan ai piedi.
Fra i sacchetti di sabbia lo intravedi,

mentre le bombe cadono su Odessa
del libro di Veltroni si interessa
a dimostrare che di far marchette
ostinato nemmeno in guerra smette.

Per dare su La7 più emozioni
ci fa la cronaca delle esplosioni:
“C’è stato un botto forte!… Eccone un altro!”
“Speriam che cada altrove…” aggiunge scaltro.

Bruno Vespa non perde l’occasione
e da Leopoli la processione
del santo venerdì narra in tivù
mentre a Francesco a Roma fa cucù.

Italia viva con cuore europeo
lascia in Arabia al G.P. Matteo
e va in Moldavia con la Bellanova
di solidarietà dando gran prova.

Con la retorica più spudorata,
con voce dalle lacrime spezzata
e con un pianoforte in sottofondo
la Bellanova parla a tutto il mondo:

“Arrivi su quel ponte e puoi capire
quanto una guerra ti può far soffrire
e al veder tante mamme così tristi
la voglia di reagire ti conquisti.

Senza i proclami, senza le fanfare,
siamo venuti qui per aiutare.
Facile dire un forte no alle armi
dalla tua calda casa senza allarmi,

senza la guerra che spezza le vite,
senza la morte, senza le ferite.”
Ma a un tratto i russi smetton di avanzare,
droni ed aerei smetton di volare,

non sparan più i cannoni e i carri armati
son tutti fermi senza più i soldati.
Cosa è successo? Qui gatta ci cova.
Giunta è la voce che la Bellanova

è già in Moldavia e viene in Ucraina!
Per Vladimiro questa è la rovina,
Teresa Bellanova fa paura
perché è un’arma letale ed assicura

a chi l’ha la vittoria più immediata.
La guerra è persa ormai, la Russia è andata
e tutto quanto torna come prima.
La Bellanova val cento Hiroshima.



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