Blob elettorale / 1

Travolti da un’insolita campagna elettorale in estate, proviamo a riderci su, ma nemmeno tanto, tra candidature giurassiche e promesse irrealizzabili.

Mario Barbati

Campagna elettorale noiosa, afosa, la prima nella storia repubblicana che si svolge in estate, tra gli italiani in vacanza o peggio costretti senza vacanze dall’ansia da carovita e da inflazione. Con l’incredibile paradosso di una destra disunita durante il governo Draghi che, come da tradizione, si ricompatta e le forze avverse alla destra – moderate, liberali, progressiste, paracule e di sinistra – che si dividono dopo che hanno cercato di stare insieme per tre anni. Proviamo a riderci su, ma nemmeno tanto, tra candidature giurassiche, promesse elettorali irrealizzabili che fanno ridere anche chi le pronuncia, e un esito scontato che chiede di capire solo il come: travolti da un’insolita campagna elettorale nell’azzurro mare d’agosto.

19 luglio 2022

“Domani mi sveglio sereno, sarà una bella giornata, ne sono sicuro”. Così stava messo Enrico Letta alla vigilia della disfatta di Draghi al Senato. Tutto il resto è una naturale conseguenza.

21-24 luglio

Marcucci (Pd): “Aprire dialogo con chi lascia Fi: rinnovo grande stima per Renato Brunetta, Maria Stella Gelmini e per i parlamentari che lasceranno una Forza Italia ormai totalmente asservita a Giorgia Meloni” (ansa). Letta: “Impossibili alleanze con chi ha fatto cadere il governo: io penso che con i tre partiti che hanno fatto cadere Draghi è impossibile fare alleanze elettorali in questa tornata” (In onda, la 7). Conte e il campo largo: “Il M5s è una forza progressista, spetta al Pd fare le sue scelte” (ansa). Zanda: “Impossibile andare con il Movimento 5 Stelle che, guidato attivamente da Giuseppe Conte, ha sfiduciato Mario Draghi, non è possibile per il Pd presentarsi assieme alle elezioni” (La Repubblica). Letta: “Con Movimento 5 stelle rottura irreversibile”. La rottura dai 5 stelle “in queste elezioni è irreversibile, lo abbiamo detto, lo avevo detto prima” (Mezz’ora in più, rai tre). Di questa scelta “irreversibile”, “impossibile” ma soprattutto incomprensibile, il Pd dovrà dare delle spiegazioni non tanto ai suoi elettori (abituati a tracannare di tutto e da anni) ma al Paese che non si riconosce in Giorgia Meloni e nel nazionalismo di destra. Una follia politica comprensibile solo se si volesse spiegare Draghi non come il governo di unità nazionale ma come garante di determinati interessi, a cui a un certo punto il M5s si è sottratto.

22 luglio

Jobs Act, la Consulta chiede di aumentare le tutele contro i licenziamenti illegittimi. La Corte costituzionale sollecita una riforma della materia” (rainews.it). Ma il governo dei Migliori, che si è distinto per il suo alto “senso di responsabilità”, proprio questo se l’è dimenticato. Anzi, il governo dei Migliori è stato voluto proprio da quel Renzi che ha distrutto quel che restava della sinistra e del mondo del lavoro.

Proprio in questi giorni stavo finendo di preparare il programma di Forza Italia…sono otto punti fondamentali per far ripartire l’Italia: meno tasse, meno burocrazia, meno processi, più sicurezza, per i giovani, per gli anziani, per l’ambiente e poi la nostra politica estera…Ci sarà l’aumento di tutte le pensioni ad almeno 1.000 euro al mese, la pensione alle nostre mamme che sono le persone che hanno lavorato di più alla sera, al sabato, alla domenica, nei periodi delle ferie e che hanno diritto di avere una vecchiaia serena e dignitosa. Ma anche l’impegno a piantare ogni anno almeno un milione di alberi su tutto il territorio nazionale” (Silvio Berlusconi al Tg5, 22 luglio). Siore e siori, non c’è trucco non c’è inganno, regalo quello che volete a chi lo volete!

24 luglio

È una vita che vengo violentato per la mia altezza, mi dicono tappo o nano. Ho sofferto su questo e continuo a soffrire, non mi è passata…Non m’era mai riuscito, adesso ne parlo…Non ho scelto di essere alto o basso, sono responsabile delle mie idee e di quello che ho fatto e che faccio. Sono responsabile di questo, non di essere tappo o nano” (Renato Brunetta a Mezz’ora in più, rai tre). Questa è una cosa a cui tengo. Ho una visione la più lontana possibile da quella economico/politica di Brunetta. Ma trovo che le critiche, anche le più feroci, le più colorite, debbano sempre riguardare il merito e i contenuti, mai l’aspetto fisico o i fatti personali. Quelli che parlano bene lo chiamano body shaming, vomitevole sempre e comunque. Piuttosto quando Brunetta dice di rappresentare i colletti bianchi e i colletti blu, dovrebbe ricordarsi di avere dato dei “fannulloni” agli impiegati pubblici, di aver attaccato lo smart working e solo pochi mesi fa insultato vergognosamente un lavoratore dipendente ad un comizio, per coprire la sua nullità politica.

25 luglio

Condividiamo i principi dell’agenda Draghi. Ma nessuno la chiami agenda Draghi perché noi ce l’avevamo prima di Draghi” (Carlo Calenda, alla presentazione del Patto repubblicano di Azione e +Europa). Quel copione di Draghi…

Azione è nata con l’obiettivo di cancellare politicamente i 5 stelle” (sempre Calenda, stessa sede). Per essere il liberale che dice di essere, complimenti.

Letta è il segretario del Pd: decida lui. Fossi al suo posto sceglierei uno bravo a vincere elezioni che sembravano già perse: Stefano Bonaccini” (Matteo Renzi al Corriere della sera). Lui sfascia i governi, i partiti. Anche i giornali come L’unità. Fonda un partito che elettoralmente non esiste. E siccome ha ancora diversi suoi emissari nel Pd, vorrebbe decidere al posto degli altri e nei partiti degli altri. Pensate che un figuro del genere ce lo ritroveremo probabilmente ancora in Parlamento. Vergogniamoci per noi.

L’ultima volta che in Italia ha vinto il centrosinistra è stato il 2006, chi c’era nel 2006? Mastella. E vinsero grazie ai voti della Campania. Quindi non fosse altro che per scaramanzia, per un po’ di iella da evitare, consiglio di fare l’alleanza con noi. Chi non la fa, sono cacchi propri” (Clemente Mastella alla presentazione del simbolo “Noi di Centro”, ansa). Un Mastella è per sempre.

Il partito di Conte è diventato di estrema sinistra, e il centrodestra è un’alleanza di estrema destra. In mezzo c’è l’alleanza dei moderati, noi che dobbiamo dare un’alternativa al Paese, anche nel solco dell’agenda Draghi” (Luigi di Maio a L’aria che tira, la 7). Amaro Di Maio, contro il logorio della vita moderna.

Ho letto il manifesto di Azione. Europeismo e atlantismo, infrastrutture, Pnrr, industria 4.0, revisione del reddito di cittadinanza. È l’agenda Draghi ed è quello che serve all’Italia. Carlo Calenda io ci sono, vediamoci” (Maria Stella Gelmini, twitter). Ho sbagliato tante volte ormai che lo so già/ Che oggi quasi certamente/ Sto sbagliando su di te/ Ma una volta in più che cosa può cambiare/ Nella vita mia/ Accettare questo strano appuntamento/ È stata una pazzia.

Sono impegnato, nel mio piccolo, per ricostruire le condizioni per l’alleanza tra Pd e M5S. È la priorità assoluta. È un suicidio erigere Draghi a discriminante di fase. Mi sembra di rivivere la fase elettorale di fine 2012, inizio 2013 quando gli stessi sponsor di oggi del rassemblement pro Draghi insistevano sull’agenda Monti come agenda del Pd. È noto l’esito. Per dare un minimo di speranza alle periferie sociali ed evitare che si rassegnino nell’astensione o si affidino alla destra va ricostruita l’alleanza tra Pd e M5S. In vista della Direzione Nazionale del Pd di domani, faccio appello ai dirigenti del Pd e del M5S affinché aprano uno spiraglio di valutazione” (Stefano Fassina, deputato uscente di LeU, ad Agorà su rai tre). Non è andata così, ma personalmente condivido.

Patto Repubblicano ma senza Tizio, Caio e Sempronio. Agenda Draghi, ma senza agenda sociale. Scissioni che impongono condizioni. Correnti interne che dettano le linee politiche ai segretari. Raggruppamenti politici per metà al Governo e per metà all’opposizione. Partiti senza posizioni che tentano di posizionarsi. Transfughi in cerca di seggi sicuri. Era questa l’unità nazionale? Che gran casino” (Stefano Patuanelli, ministro dell’Agricoltura, su Facebook). “La sinistra italiana compie sempre gli stessi errori, si divide nel momento della verità… La cosa che fa più male è vedere il Pd che si sposta a destra. Pochi quanto me avevano creduto in un campo vero di centrosinistra animato da noi e dai dem…Ci sono troppi abitudinari dei palazzi romani che riescono in qualche modo a dettare l’agenda del centrosinistra. Il loro scopo è dividere le energie progressiste e puntualmente il Pd ci casca. È innegabile che l’unione di dem e Movimento abbia spaventato certi mondi” (sempre Patuanelli ma il 28 luglio al Fatto quotidiano). Analisi ineccepibile anche questa.

26 luglio

Per la Lega alle elezioni non mi accontento di meno del 20%” (Matteo Salvini, Rtl 102.5). Così di primo mattino, senza mojito.

Giorgia Meloni sarebbe un premier autorevole, con credenziali democratiche ineccepibili, di un governo credibile in Europa e leale con l’Occidente” (Silvio Berlusconi, Corriere della sera). Nazionalismo, oscurantismo, cancellazione dei diritti sociali e civili, ricette economiche a tutto vantaggio delle classi più agiate, ribaltamento della forma di governo parlamentare e di Stato unitario. Certo se la paragoniamo a un puttaniere condannato per evasione, che pagava la mafia e le olgettine per tacere, verrebbe quasi da pensarci su.

Passare al centrosinistra? Vedremo. Se Meloni o Salvini o Berlusconi, o chi decide ora, ci convocherà rifletteremo. Penso che potremo essere molto utili se la stabilità della prossima coalizione di governo ballerà su 2-3 senatori”. (Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria, al Corriere della sera). Quando si dice fare politica per un ideale…

O vince l’Europa comunitaria, del Next generation Eu, dell’Erasmus e della speranza, oppure vince l’Europa di Orban, Vox e Marine Le Pen” (Enrico Letta, alla direzione nazionale del Pd). Ma a Letta gliel’hanno detto che si vota in Italia e ci vogliono proposte anche e soprattutto per l’Italia? Ah già, lui ha l’agenda di Draghi sotto al braccio.

Quando mi chiedono perché votare Pd, beh perché il Pd è il più grande partito ambientalista d’Europa” (Enrico Letta, alla direzione nazionale del Pd). Ma quando? In Italia non se n’è accorto nessuno…

Io ho la sensazione che mai, dal 1948 a oggi, il voto italiano è stato così determinante sugli equilibri continentali. Ho la sensazione che sarà il voto più determinante di sempre per la storia europea” (Enrico Letta, alla direzione nazionale del Pd). Sempre Letta, qualche giorno prima a Mezz’ora in più su rai tre, aveva detto: “Farò una relazione in cui chiederò a tutti di avere gli occhi di tigre…Io in questo momento ho gli occhi di tigre…Son qui, sto facendo questa campagna elettorale e la sto impostando, io non ho nessuna intenzione di perderla, io farò di tutto per vincerla perché è nell’interesse degli italiani…Voglio solo candidati con gli occhi di tigre”. Sarà per questo che Tiger man Letta ha rinunciato all’alleato con le percentuali più alte, il M5s che nei sondaggi non viene mai dato sotto il 10%. Per provare ad allearsi con cespuglietti politici, alcuni dei quali come Calenda l’hanno anche sontuosamente raggirato. Se avesse davvero ragione Letta, se fossero le elezioni più determinanti dal ‘48 a oggi, anche per gli equilibri europei, il segretario dem avrebbe dovuto trarne le conseguenze.

Forza Italia è un partito con cui abbiamo collaborato al governo, abbiamo lavorato bene… Dobbiamo parlare anche con chi ha votato Fi alle ultime elezioni o le liste civiche” (Enrico Letta, sempre alla direzione nazionale del Pd). Ecco, appunto. Già che ci siete fondetevi in un unico partito, visto che fate le stesse politiche in Parlamento da almeno dieci anni. Altri pochi mesi, massimo un anno o due, e starete di nuovo al governo insieme.

Derubrichiamo questa assurda discussione della premiership ma, se serve, assumo il ruolo di front-runner della nostra campagna elettorale, questa responsabilità, con la massima determinazione” (Enrico Letta, direzione nazionale del Pd). Jacobs sto arrivando…

Vorrei un Pd come un quadro di Van Gogh, con nettezza dei colori. Tutto chiarissimo e tutto bellissimo” (Enrico Letta, direzione nazionale del Pd). Vabbè, ci rinuncio…

A chi ha tentazioni di tornare col M5s, a chi dice ‘ripensiamoci’, l’invito è a guardare a cosa pensano gli elettori, il loro giudizio è lapidario” (Enrico Letta, direzione nazionale del Pd). E chi li ha interpellati gli elettori del Pd? Non ci sono primarie, non ci sono consultazioni sulle alleanze. Questo è quanto si legge nella proposta di regolamento per le candidature approvata all’unanimità dalla direzione: “ai fini di garantire le forme di ampia consultazione democratica” il Segretario nazionale del Pd “promuove un confronto con i Segretari regionali e le presidenti dei Gruppi Parlamentari della Camera dei deputati e del Senato ai fini della selezione delle candidature per le elezioni politiche 2022”. Cioè, la consultazione democratica per loro sarebbe sentire dieci, massimo dodici persone e poi il segretario decide.

Noi pensiamo a un governo Draghi bis ma se domani Draghi dicesse che non è disponibile allora mi candiderei io” (Carlo Calenda a Sky tg24). Il gesto estremo.

Stiamo preparando la Leopolda, che si svolgerà nei giorni 1, 2 e 3 settembre e si chiamerà ‘Dammi il 5’: chiederemo a ciascuno di portare 5 amici” (Matteo Renzi, Adnkronos). Ma non trova nemmeno cinque parenti che lo seguano, infatti la Leopolda sarà annullata.

27 luglio

Io monarchico? Che male c’è, non ho mai rinnegato la mia storia. Essere monarchico non significa nulla. C’è la monarchia in tanti paesi europei. È la verità e non rinnego il mio passato” (Antonio Tajani, The Breakfast club su Radio Capital). Il Re è morto, viva il Re!

Questa legge elettorale una maggioranza la darà e un governo ci sarà, ma può essere di un tipo o dell’altro: sole o luna. Non ci sarà una terza strada che consentirà di fare chissà cosa” (Enrico Letta, alla presentazione del libro di Gianni Cuperlo, Rinascimento europeo). Per questo sole e luna finiscono per governare sempre insieme.

­­(1 – continua)

(immagine di Edoardo Baraldi)



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