Brevetti e vaccini, un’occasione persa

L'Europa e gli Stati Uniti continuano a fare ostruzionismo sulla proposta di India e Sud Africa di eliminare la proprietà intellettuale sui vaccini Covid.

Valerio Nicolosi

Mentre l’attenzione della stampa continua a essere concentrata sull’Ucraina, la pandemia da Covid-19 rallenta ma non sparisce. Negli USA i contagi tornano a salire dopo settimane di diminuzione costante, mentre in Europa i nuovi contagi giornalieri sfiorano i 200.000, cifre che non fanno ben sperare per il prossimo autunno, quando non sappiamo se sarà necessaria una quarta dose di vaccino oppure no.

Ma questo è un ragionamento che possiamo fare in Europa o negli USA, appunto, mentre nel resto del mondo ci sono paesi con tassi di vaccinazione bassissimi. Un esempio è la Repubblica Democratica del Congo, con solo l’1,3% della popolazione vaccinata, oppure il Mali e il Niger, terre di passaggio delle rotte migratorie verso l’Europa, con meno del 10% della popolazione coperta da vaccino, oppure paesi con percentuali più alte ma comunque insufficienti, come il Sud Africa con solo il 31% o l’Egitto con il 34%. Cifre basse che dovrebbero aprire una discussione in vista di una possibile ondata nel prossimo autunno, anche solo in forma del tutto egoistica per prevenire una mutazione del virus con l’arrivo di una nuova variante.

Un anno e mezzo fa l’India e il Sud Africa hanno inoltrato al WTO una proposta per eliminare la proprietà intellettuale dei brevetti e, dopo lunghe trattative, sembrava si fosse trovato un accordo lo scorso marzo. Invece, Unione Europea, USA, Svizzera e Gran Bretagna continuano a fare ostruzionismo, prendendo tempo e chiedendo la stesura di altre bozze che a loro volta non saranno approvate. Tutto questo con grandi difficoltà per Ngozi Okonjo-Iweala, direttrice dell’Organizzazione mondiale del commercio che è stata eletta anche e soprattutto con il sostegno di quei paesi che oggi avrebbero bisogno di poter applicare la clausola 9 del Trattato di Marrakech sul commercio internazionale, che prevede la possibilità di togliere la proprietà intellettuale dei brevetti e dare libero accesso ai paesi che ne hanno bisogno.

“La montagna delle trattative ha partorito il topolino” dichiara a MicroMega Nicoletta Dentico, responsabile del programma di salute globale di Society for International Development (SID). “Si parla solo di sospensione dei brevetti dei vaccini e non dei medicinali, la sospensione sarebbe a tempo determinato e per accedervi potrebbero esserci dei parametri, quando invece basterebbe applicare il diritto internazionale” aggiunge Dentico.

L’OMS e il G20 si erano dati dei traguardi molto ambiziosi che sono stati del tutto disattesi: il 40% della popolazione mondiale vaccinata con un ciclo completo, quindi due dosi, entro il 2021 e il 70% entro il 2022. A oggi nei Paesi del Sud del mondo hanno un tasso di vaccinazione completa del 13,1%.

Quando in Europa i governi hanno visto che c’erano troppe dosi in surplus e in scadenza, hanno deciso di inviarle nei paesi africani, con un approccio colonialista e di chi vuole pulirsi la coscienza e far ricadere su questi paesi l’insuccesso. “In Ruanda sono arrivate delle dosi di vaccino che scadevano dopo due settimane. Come fai a organizzare una campagna vaccinale, a trovare il personale e organizzare la logistica in un tempo così breve? Sono le briciole dei ricchi per servire malamente i poveri, è colonialismo” chiosa Dentico.

Con l’emergenza pandemica i governi e le istituzioni sovranazionali potevano cambiare gli assetti geopolitici, guardando verso il basso in un percorso inclusivo basato sui diritti. Le multinazionali hanno invece usufruito dei finanziamenti pubblici per la ricerca e hanno aumentato i profitti una volta trovato il vaccino per il Covid-19. I governi si sono dimenticati di aver investito su quegli stessi prodotti e hanno comprato a cifre importanti miliardi di dosi, escludendo chi non poteva comprarli o chi, come l’India o il Bangladesh, produce i vaccini per conto delle multinazionali che ne detengono la proprietà.

 

(credit foto ANSA/US/OXFAM/EMERGENCY)



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