Carabineri nella sede del sindacato Usb alla ricerca di armi

Giorgio Cremaschi: "Gravissima provocazione del Governo Draghi contro l'Unione sindacale di base e tutto il mondo del lavoro".

Redazione

I carabinieri si sono presentati nella sede del sindacato Usb alla ricerca di armi. Come racconta il video, le forze dell’ordine si sono mosse sulla base di alcune segnalazioni anonime contro il sindacato. “Con la stupefacente motivazione di aver ricevuto una denuncia anonima, i carabinieri di Roma hanno proceduto ad una lunga e naturalmente infruttuosa perquisizione nella la sede nazionale del sindacato USB” spiega Giorgio Cremaschi, in un commento inviato alla redazione di MicroMega. “I carabinieri erano alla ricerca di armi, sì proprio così, questa è la motivazione che hanno offerto ai dirigenti sindacali presenti in sede, che sono passati dallo stupore assoluto alla indignazione totale”.

Il comunicato dell’Unione Sindacale di Base
Una denuncia telefonica, una perquisizione a colpo sicuro, una pistola che salta fuori dallo scarico di un water. È la sintesi dell’operazione da film dei carabinieri andata in scena questa mattina contro l’Unione Sindacale di Base.
Poco prima delle 11 i militari si presentano nella sede nazionale di USB, in via dell’Aeroporto 129 a Roma, pretendendo di operare un’ispezione alla ricerca di armi, segnalate telefonicamente da un anonimo al mattino presto.
I dirigenti USB attivano lo staff legale del sindacato e i parlamentari di ManifestA. Si chiede ai militari presenti, che invocano la procedibilità senza mandato in forza dell’articolo 4 della legge 152/1975, un provvedimento scritto dell’autorità giudiziaria.
Le forze dell’ordine vanno a colpo sicuro. L’anonimo segnalatore ha indicato dove trovare “le armi”: lo scarico di un water, “quello” scarico di “quel” water nei bagni riservati al pubblico maschile.
Salta così fuori una pistola malamente avvolta nel cellophane e immersa nell’acqua, depositata lì da mani premurose.
USB denuncia la chiara ed evidente macchinazione contro un sindacato conflittuale, una messa in scena che fa comodo a molti, troppi.
I locali di via dell’Aeroporto sono quotidianamente aperti al pubblico, come tutte le sedi USB. Di certo l’ultimo posto in cui nascondere qualcosa, figurarsi delle armi.
Di certo il primo posto in cui tentare il colpo di mano per screditare un’intera organizzazione e le moltitudini di lavoratori, di disoccupati, di precari, di senza casa che la supportano.

 



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