Cattive ragazze

Il nuovo libro dell’illustratrice spagnola Maria Hesse è un excursus attraverso la rappresentazione (distorta) della donna nei secoli.

Marilù Oliva

Maria Hesse, illustratrice spagnola nata nel 1982, ha pubblicato in Italia con Solferino diversi libri come “Frida Kahlo. Una biografia” (2018), tradotto in sedici lingue e “Marilyn. Una biografia” (2021). “Cattive ragazze”, da poco uscito, è un excursus attraverso la rappresentazione (distorta) della donna nei secoli, tradotto da Roberta Bovaia. Testi e disegni dell’autrice avanzano attraverso le epoche e le mentalità, analizzando miti, favole, narrazioni ancestrali in cui l’elemento femminile appariva sempre mancante, difettoso, vizioso, pericoloso. E in questa disamina molto acuta non mancano riferimenti al vissuto personale:

«Come tante altre bambine, anch’io sono cresciuta sognando di essere una principessa e di trovare un principe giovane e attraente che mi avrebbe prima salvata a e poi chiesta in sposa, dopodiché avremmo vissuto per sempre felici e contenti. Ovviamente, perché mi desiderasse, dovevo essere buona e bella. Non mi disturbava il fatto che Aurora de la Bella Addormentata fosse la protagonista del film ma non della sua vita, e che per tutto il tempo non avesse fatto altro che dormire, perché tanto sapevamo tutte che Filippo, coraggioso e accecato dalla sua bellezza – non certo dalla sua intelligenza, visto che in occasione del loro primo incontro non scambiano nemmeno una parola –, l’avrebbe salvata».

Quelle che si discostavano dal pensiero comune venivano tacciate di essere perfide o di attentare alla serenità della comunità, etichetta che spesso i filosofi avvallarono, come fece ad esempio Platone quando, ne “La Repubblica” chiarì che la moglie era proprietà del marito e i trattati medici di Ippocrate definivano le donne “maschi incompleti”.

Molte nascite illustri sono emblema di questa inferiorità: Eva sorse da una costola di Adamo, Afrodite dal membro di Urano evirato, per dirne due. Se osavano ribellarsi o mostrarsi sovversive, subito giungeva una punizione. Talvolta anche senza che si fossero macchiate di alcuna colpa volontaria, come avvenne a Medusa, punita da Atena a seguito della violenza inflittale da Poseidone. Tutto questo è raccontato attraverso pagine illustrate con disegni potenti e toccanti, donne dai capelli lunghi e dallo sguardo fiero, piene di grazia e di quella bellezza che esula dagli stereotipi, come Lady Macbeth o Venere quando nasce, di botticelliana memoria, e la dea si tocca la spalla quasi stupita, mentre lo sbocciare di fiori festeggia la sua venuta al mondo.

Streghe, fattucchiere, pioniere ma anche cantanti, scrittrici, artiste recenti: la rassegna include anche le donne messe alla gogna, come Monica Lewinsky, schiacciata dal sexgate. Perché quando accade qualcosa considerato scandaloso, sono sempre le donne a rimetterci, è contro di loro che si dubita e si insinuano pensieri di condanna.

Biancaneve, Pandora, Eva e le altre, fino ad arrivare alle icone cinematografiche e dei fumetti che, nell’immaginario collettivo costituirono un modello e talvolta rispecchiavano soltanto i desideri dei maschi. Ma questo non è solo un libro di denuncia, perché si accenna anche a rivendicazioni e conquiste. E si conclude con un bel proposito:

«Adesso sappiamo che non bisogna avere paura ad uscire dai confini tracciati da altri, e che le donne che hanno aperto nuove brecce e cercato altri orizzonti non erano né pazze né malvagie né di cattivo esempio per le altre».



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