Ddl Ghirra: il cambiamento necessario per i servizi di inclusione scolastica

Una proposta per il passaggio dei servizi di inclusione scolastica degli alunni disabili al ministero dell'Istruzione, superando il modello attuale affidato ai Comuni e alle cooperative sociali. L'obiettivo è stabilizzare i 70.000 lavoratori coinvolti e fornire un servizio omogeneo su tutto il territorio nazionale.

Germano Monti

Francesca Ghirra, deputata dell’Alleanza Verdi Sinistra, è la prima firmataria di un Disegno di Legge, depositato lo scorso 3 luglio, che propone il passaggio dei servizi di inclusione scolastica degli alunni disabili al Ministero dell’Istruzione, superando l’attuale modello di gestione, che li affida ai Comuni i quali, a loro volta, li esternalizzano alle cosiddette cooperative sociali. Si tratta del secondo ddl presentato in questa legislatura, dopo quello depositato in Senato nell’ottobre scorso dalla Senatrice Carmela Bucalo, di Fratelli d’Italia, per il quale si sono già tenute diverse audizioni di sindacati e centrali cooperative. Entrambi i ddl puntano a stabilizzare i circa 70.000 lavoratori e lavoratrici impiegati dalle cooperative sociali in condizioni inaccettabili ed a fornire agli alunni un servizio efficiente e omogeneo su tutto il territorio nazionale, superando le diseguaglianze che ora lo caratterizzano.

Francesca Ghirra nel 2021 ha partecipato alle mobilitazioni dei lavoratori promosse da Cgil e UIL nella sua città, Cagliari, dove è anche Consigliera comunale. “Sulla scia di queste mobilitazioni, siamo stati contattati da un gruppo di operatori di Sassari, che ci ha informato che erano stati presentate due proposte di legge, a firma, rispettivamente, di Carnevali e Bucalo. Quando sono stata eletta alla Camera, i lavoratori mi hanno sollecitato a presentare una proposta che operasse una sorta di sintesi fra quelle di Carnevali e Bucalo, poiché la prima riguardava esclusivamente la definizione di un profilo professionale unico per gli operatori in tutta Italia. Siamo partiti da quei due testi, cercando di migliorarli, anche secondo i suggerimenti di vari gruppi locali della CGIL e di Sinistra Italiana… oltre a Cagliari e Sassari, abbiamo lavorato con Torino, Fermo e Roma e ne è uscita una bozza scritta a più mani”.
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Per quanto riguarda la stabilizzazione dei lavoratori e delle lavoratrici già impiegati, il ddl Ghirra prevede – come il ddl Bucalo – la sanatoria per tutti coloro che abbiano prestato almeno 36 mesi di servizio, anche non continuativi, con la possibilità per chi non li avesse ancora maturati di farlo entro il 31 dicembre 2025.
“A differenza delle altre due proposte di legge – continua Francesca Ghirra – abbiamo indicato come reperire la necessaria copertura finanziaria in riferimento a tutti quelli che verranno internalizzati, sia dal Ministero che dai Comuni”. Secondo il ddl Ghirra, infatti, i lavoratori che operano nelle scuole primaria e secondaria (le vecchie elementari e medie) dovrebbero essere internalizzati al Ministero dell’Istruzione, mentre quelli che operano nelle scuole materne dovrebbero esserlo dai rispettivi Comuni, perché, dice Ghirra “Questa differenziazione è stata introdotta dopo che ci è stato fatto presente che molti Comuni – fra i quali Messina, Chieti, comuni della Lombardia e della Val d’Aosta – hanno già strutturato il servizio in questo modo ed è stato, quindi, necessario individuare questi due canali paralleli per garantire l’internalizzazione di tutti”.

I due ddl presenti ora in Parlamento – quello di Fratelli d’Italia al Senato e quello dell’Alleanza Verdi Sinistra alla Camera – entreranno dunque entrambi nel dibattito parlamentare. L’auspicio di Francesca Ghirra è che in quel dibattito gli elementi migliorativi presenti nel suo ddl vengano riconosciuti e accolti dalla maggioranza dei parlamentari.
Rispetto al ddl Bucalo, è già possibile avere un quadro, sia pure parziale, del posizionamento di sindacati e partiti, oltre che delle centrali cooperative, poiché hanno preso la parola nel corso delle audizioni tenutesi in Senato. Per quanto  riguarda le organizzazioni sindacali, si sono schierate tutte a favore del ddl, da Cgil e Uil ai sindacati di base cub e Usb, dall’Ugl allo Snals, con la sola eccezione della Cisl, che si è dichiarata fieramente contraria, probabilmente – dicono i maligni – a causa dei suoi stretti legami con le cooperative “bianche” affiliate alla Compagnia delle Opere ed a Confcooperative, quest’ultima a sua volta schieratasi contro il ddl insieme alle altre due associazioni datoriali, la “rossa” Legacoop e l’Agci. Dal punto di vista dei partiti, scontato il sostegno della maggioranza parlamentare di destra, il Movimento 5 Stelle non ha preso parte alle audizioni, mentre per il Partito Democratico sono intervenute le senatrici Susanna Camusso (ex segretaria generale della Cgil) e Cecilia D’Elia, senza esprimere un orientamento definito. Sulle scelte del Pd, Ghirra dice “Non so quale sua l’orientamento del Pd, spero che sostengano la nostra proposta. Noi chiederemo a tutti i gruppi di sottoscriverla perché siamo convinti che sia necessario un cambiamento. Pensiamo soprattutto ai bambini che hanno diritto ad un servizio di qualità e continuativo, che il sistema attuale non garantisce, nonostante l’impegno degli operatori, che sono professionisti e hanno diritto a lavorare in una condizione di pari dignità con le altre figure del mondo della scuola. Noi porteremo avanti la nostra iniziativa con convinzione perché pensiamo che affronti un problema che riguarda tutti, anche se si tratta di un tema che la sinistra, fino ad ora, non ha mai affrontato”.

Foto Intervento dell’ On. Francesca Ghirra alla Camera del 18/07/2023



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