Ddl Zan, non si gioca con i diritti

Punita l’ingenuità di Enrico Letta. Una trattativa con il Centrodestra sugli articoli 1, 4 e 7 del ddl, effettivamente imbarazzanti, avrebbe evitato quest’ennesima pagina nera.

Mauro Barberis

Come previsto, il Centrosinistra più Cinquestelle è caduto nella “tagliola” tesagli dal Centrodestra sul ddl Zan contro l’omotransfobia. Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, a cui nel voto segreto potrebbero essersi aggiunti voti Pd, Cinquestelle o renziani, si sono presi la loro rivincita – meschina, perché ottenuta a spese dei diritti dei più deboli – per la vittoria ottenuta da Enrico Letta alle comunali. Ora una legge decente sui diritti LGBT – i nostri fratelle o sorelle che qualcuno chiama ancora diversi, come se non fossimo tutti diversi l’uno dall’altro – dovrà ricominciare da capo, o magari si dovrà tornare, come nel Novecento, a referendum, azioni giudiziarie, ricorsi alle corti europee – visto che, come ho scritto più volte, il Parlamento si rivela l’ultimo posto al mondo dove cercare di difendere i diritti.

Viene così punita l’ingenuità e anche la sprovvedutezza del leader del Pd, trasformato dalla stampa e dai media in uno statista dalla vittoria alle Comunali. Sarebbe bastata un po’ di buona vecchia politica politicante, trattare con il Centrodestra sulla redazione degli articoli 1, 4 e 7 del Ddl, effettivamente imbarazzanti, benché non più della media dei provvedimenti approvati da questo Parlamento, non andare alla conta in Senato, con una Presidente dello stesso ovviamente ostile, ignorando i numeri di cui si disponeva nel voto segreto, accontentarsi di aver piegato il Centrodestra ad approvare, o a non impedire l’approvazione, di un provvedimento che sarebbe stato comunque, almeno simbolicamente, un segnale di civiltà, e quest’ennesima pagina nera della nostra vita pubblica si sarebbe potuta evitare.

Viene punita così anche l’arroganza intellettuale di noi progressisti, garantisti e liberali, a cui sembra ovvio che l’omotransfobia sia orribile, un retaggio dei secoli bui, mentre la maggior parte degli italiani neppure sa cosa significhi, la parola “omotransfobia”. Così si lascia questa mano al Centrodestra, in particolare a Salvini, che può permettersi di apparire ecumenico, di dire che sono gli altri ad aver forzato, che lui era ed è dalla parte del Papa (Papa Francesco, figuriamoci), delle famiglie, del buonsenso, mica come quei radical chic della sinistra.

Ma a perderci davvero non sono né Letta né i Cinquestelle né tutte le persone di buona volontà di questo paese bensì – per metterla giù solennemente – la democrazia e i diritti.

La democrazia: un provvedimento di civiltà viene affossato ancora una volta nel segreto dell’urna, con il voto segreto, come, faccio per dire, l’elezione di Prodi a Presidente della Repubblica, ricordate?, il che fra l’altro getta un’ombra inquietante sulle elezioni del prossimo Presidente della Repubblica, se gli strateghi del Centrosinistra le affrontano così che Dio ce la mandi buona.

Ma a perdere di più, ovviamente, sono i diritti: che sono di tutti, ovviamente, non solo dei nostri amici, figli, nipoti, parenti, colleghi, conoscenti gay. Tanto di tutti che i sondaggi davano il ddl Zan come apprezzato, tollerato, o non considerato insultante, anche dalle persone della destra meno becera ed estremista, e comunque da una larga maggioranza di italiani e italiani. Complimentoni: tutto questo è stato vanificato da un colossale errore politico di Letta, che forse pensava di essere ancora a Science Po, Parigi, mentre la politica è questa, è sangue e un’altra cosa, che su queste pagine non vorrei nominare.

 

(credit foto ANSA/GIUSEPPE LAMI)



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