Norma Rangeri: a sinistra, dobbiamo ingoiare il rospo (bello grosso) Letta-Calenda

Quelle che abbiamo davanti, per la direttrice del “manifesto”, sono le elezioni più importanti degli ultimi decenni perché il trio Meloni-Salvini-Berlusconi è una tragedia per il Paese e per la Costituzione della Repubblica.

Redazione

Secondo il direttore di MicroMega l’esito delle prossime elezioni è certo: “Salvo miracolo, l’unico interrogativo è se il governo di quanti hanno ‘in gran dispitto’ la nostra bella Costituzione repubblicana (nata dalla Resistenza antifascista) si chiamerà Meloni-Salvini o Salvini-Meloni”. Per evitare però che le destre non solo vincano ma stravincano, dato il nostro sistema elettorale, per Flores d’Arcais è necessario che a sinistra si trovi a tutti i costi l’accordo per candidati unici nei collegi uninominali. Ne abbiamo parlato con la direttrice del manifesto Norma Rangeri.

Scrive Flores d’Arcais che l’esito delle elezioni di settembre è certo: un governo ex-neo-filo-post-para fascista, condivide questa analisi?
Certo, ne sono persuasa, un fascismo eterno per dirla con Umberto Eco; una biografia della nazione secondo Gobetti. Corriamo il rischio di una vittoria senza appello di una destra intrisa di umori nazionalisti e razzisti, che le culture, socialista, comunista, cattolica e azionista alla base del patto costituzionale, non le hanno mai conosciute. Si può tentare di evitare il disastro solo votando all’uninominale il candidato/a opposto a quello della destra. Con questa sciagurata legge elettorale altra via non la vedo. A meno di non essere iscritti al partito del “tanto peggio tanto meglio”.

Si dirà che non si può fare una coalizione talmente eterogenea (dai 5 Stelle a Calenda, con il Pd come pivot), ma si dimentica che senza di essa avremo cinque anni di governo di destre che odiano la Costituzione. Non è sufficiente per scegliere la “ammucchiata” elettorale?
La destra di Meloni è retriva e con una classe dirigente inadeguata, giudicata pessima dal professor Cardini, amico di Meloni. E se lui dice di temere molto la presa del governo da parte di Fratelli d’Italia, c’è da credergli. A chi, a sinistra, ha dei dubbi sull’ingoiare il rospo (e dopo l’accordo Letta-Calenda si tratta di un rospo bello grosso), consiglio di prendere ogni mattina una pillola di Vox, cioè di vedersi il video dell’intervento di Meloni al congresso di Vox, il partito franchista. Il trio Meloni-Salvini-Berlusconi è una tragedia per il Paese e per la Costituzione della Repubblica. Sono le elezioni più importanti degli ultimi decenni.

Si aspettava la crisi di governo o è stato un fulmine a ciel sereno considerato che la legislatura era prossima al termine?
No, francamente non mi aspettavo la crisi. La forza personale di Draghi, il sostegno delle cancellerie europee e degli Usa mi sembravano ragioni sufficienti a puntellare un governo patrocinato oltre che dal Quirinale, dal contesto internazionale. Poi c’è stato un concorso di cause (l’ingenuità di Conte, la scelta di prendere i pieni poteri della destra), e siamo all’inedito di elezioni in piena estate.

Qual è la sua valutazione dell’operato del governo?
Draghi si è barcamenato. Una riforma fiscale modesta, più vantaggiosa per il ceto medio e medio alto. Concorrenza e catasto sotto totale ipoteca della destra. Un totale fallimento sulle politiche ambientali. Una riforma della giustizia iniqua perché taglia i tempi del processo senza mettere prima l’amministrazione della giustizia nelle condizioni di raggiungere standard europei.

Che contributo può dare la società civile per affrontare cinque anni di governo ex-neo-filo-post-para fascista, e provare a far nascere una sinistra degna di questo nome, giustizia-e-libertà?
La società civile italiana ha poco peso, grazie anche a un’informazione lottizzata tra potentati finanziari e partiti. Più in generale perché non c’è una tradizione di pragmatismo politico come nei Paesi europei avanzati che possa stimolare le domande di una cittadinanza consapevole e informata. Il cittadino italiano è stato considerato più che altro un suddito, un cliente. L’unica vera speranza sono le nuove generazioni. Sono curiosa di vedere quanti dei 5 milioni di maggiorenni voteranno e per chi. Ma soprattutto se voteranno.

(L’intervista è stata rilasciata il 3 agosto)



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