Enrico Letta non è uomo di sinistra

Per il leader del Partito Democratico (e quindi del centrosinistra) è arrivato il momento di tornare a casa. Cioè a Forza Italia.

Valerio Magrelli

Nel maggio 2017, durante un concorso universitario, trascorsi tre giorni incantevoli con una collega italiana e un collega francese. Finché, durante l’ultima cena… Era il periodo in cui i Cinque Stelle avevano ricevuto ampi consensi, e la mia amica era del Pd. Anch’io ero stato del Pd, prendendone la tessera. L’avevo stracciata, passando a Potere al Popolo, quando il mio ex partito si era alleato con Berlusconi, in quelle che definii “Larghe offese” (nei riguardi di noi iscritti). La collega, dunque, non era troppo distante dalle mie posizioni politiche, almeno in linea di principio. Se non che, con mio enorme stupore, di fronte alla mia generica simpatia per i grillini, reagì inorridita, tanto da paragonarli ai nazisti. Finimmo per urlare al punto tale che l’amico francese, qualche giorno dopo, pubblicò un’intera pagina su “Le Monde” descrivendo le nostre intemperanze, sia pure sotto la veste dell’anonimato, come significative della sinistra italiana.

Se torno a quell’aneddoto è perché rappresentò la prima manifestazione di ciò che avrei dovuto ben presto toccare con mano: l’odio assoluto, viscerale, immotivato di gran parte dei progressisti verso il Movimento Cinque Stelle. Ovviamente non entrerò nel merito della questione, anche se tuttora non riesco a comprendere come si possa dissentire dal reddito di cittadinanza o dal salario minimo: mistero. Ma tutto questo, sotto la guida di Nanni Moretti, mi porta al cuore della questione. Fu lui, infatti, che dopo la caduta del governo Prodi esclamò: “Non capisco perché Berlusconi ringrazi milioni di persone: è sufficiente che ne ringrazi una sola, Fausto Bertinotti”. Bene, io penso che oggi dobbiamo dire più o meno la stessa cosa: “Non capisco perché Giorgia Meloni ringrazi milioni di persone: è sufficiente che ne ringrazi una sola, Enrico Letta”.

Rifiutando la cooperazione con i Cinque Stelle, questa mente irresponsabile ha sancito la sconfitta della sinistra. Ringraziamolo, dunque, e ringraziamolo per la sua completa sudditanza a Draghi, l’espressione della finanza internazionale che tanto ha ammaliato gli iscritti del Pd. Sto parlando di Letta, ossia, guarda caso, lo stesso uomo politico che osò allearsi con Berlusconi: dico Berlusconi! E sì che se ne era anche andato in Francia! Macché, evidentemente lo volevano a tutti i costi, e sono andati a ripescarlo nella Senna!

Io non sono evidentemente un analista politico, ma credo che la creazione del Pd sia consistita nel farcire di democristiani allo sbando il nostro movimento progressista più rappresentativo. E questi sono i risultati. Ecco perché, per restare in Francia, Jean-Luc Mélenchon si rivolge a Luigi De Magistris e al suo Unione Popolare come al suo naturale interlocutore. Morale della favola: Letta torni alla sua casa d’origine, cioè Forza Italia, e la sinistra faccia più attenzione nella scelta dei propri leader, oppure, dopo Renzi, si affidi direttamente alla Renzulli.



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