“La cultura può rinascere dalle ferite!”

Un appello della comunità artistica della capitale per la stesura di un Piano culturale pluriennale volta al rilancio di Roma attraverso la cultura.

Federazione Italiana Artisti

Roma è ferita! Questo è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti, da cui trarre considerazioni e quesiti a cui è ormai imprescindibile trovare risposte. Non parliamo di provvedimenti/tampone circoscritti alla contingenza, di obiettivi limitati, dei consueti “aggiustamenti”. Le Sigle e gli Operatori che firmano questa lettera intendono adottare un approccio da sempre costruttivo e spingere le Amministrazioni Comunali e Regionali – e le Istituzioni Culturali – verso azioni legate a una visione, a un piano di progettazione capace di guardare, di percepire, di conoscere, di coinvolgere i territori e i loro abitanti in un contesto di assoluta qualità.
La Cultura e lo Spettacolo dal Vivo della Città più colma di arte al mondo devono essere patrimonio di tutti. Riteniamo quindi che sia arrivato il tempo di indicare gli errori ma, allo stesso tempo, di contribuire a tracciare nuove rotte per trovare vie giuste per un vitale rinnovamento. La contingenza ci parla di problemi di gestione/controllo e di problemi interni alla struttura tecnica del Teatro di Roma affrontati con approssimazione (e in un clima di schermaglia politica che non giova certo al prestigio e all’efficacia del nostro Stabile), di affidamenti diretti a soggetti privati (con cifre cospicue e avulse dalla abituale prassi amministrativa), di tanti teatri chiusi o in difficoltà, di bandi che prevedono modalità burocratiche farraginose e potremmo continuare l’elenco. Per tutti noi da queste criticità – se diventano fattori di consapevolezza e di determinazione- può e deve scaturire un cambio di passo ormai indispensabile per evitare la totale irrilevanza di Roma in questo campo. Roma ha risorse e talento per tornare ad essere il polo creativo importante che è per vocazione.
UN PIANO CULTURALE PLURIENNALE
Per un rinnovamento che si attende da troppi anni!
In questa lettera chiediamo alle altre forze del mondo romano della cultura e ai responsabili politici di Comune e Regione di collaborare e di agire in funzione di un rinnovamento che si basi su un vero e proprio Piano Culturale Pluriennale che, attraverso una serie di innovazioni e di rigenerazioni, possa rilanciare il “fenomeno Roma”.
Vogliamo in prospettiva agire all’interno di una visione di Città attraente, policentrica e ben strutturata, che percepisca la Cultura come servizio pubblico e in cui:
● i servizi culturali siano efficaci, coerenti e, per quanto possibile, permanenti. Che non siano considerati alla stregua di meri appalti, ma come funzioni imprescindibili (nelle varie declinazioni), capaci di accompagnare i cittadini nella crescita culturale quotidiana, per una migliore qualità della vita. In questo caso, se inseriti in un progetto organico, gli affidamenti diretti potrebbero avere anche un effetto fortemente positivo, se fossero fruibili da più realtà premiando la varietà e originalità delle attività sul territorio.
● gli eventi e la gestione degli spazi culturali possano avere certezze, capacità di programmazione e acquistare in efficienza e autorevolezza.
In sintesi: un grande piano culturale, pluriennale, organico, di sviluppo cittadino, organizzato a diversi livelli e suddiviso in decisioni, soluzioni, azioni, interventi e tempistiche, a seconda degli ambiti.
NON SI PUÒ PIÙ ASPETTARE! TAVOLI DI CONFRONTO AL PIÙ PRESTO.
Quali sono gli strumenti che si possono usare per l’elaborazione del Piano culturale pluriennale? Co-programmazione e co-progettazione affidate a tavoli, commissioni miste? Sappiamo bene che l’uso di questi strumenti può essere minato da complicazioni e lungaggini burocratiche. Sta alla Politica assumersi l’onere della semplificazione burocratico/amministrativa, basta che voglia farlo e basta che il confronto non venga vissuto dagli uffici pubblici come uno scontro, ma come un laboratorio indispensabile. Potrebbero avere una rilevanza la programmazione di incontri
inter-assessorili con – ad esempio – rappresentanti delle scuole d’arte su temi convergenti, o incontri con dirigenti ministeriali.
In ogni caso questo piano dovrà avere la qualità positiva di non essere rigido, dovrà leggere rinnovamenti e rigenerazioni da inserire nel piano programmatico approvato, dovrà agire da strumento contemporaneo e dinamico al servizio della Città e dei suoi cittadini.
Con una piattaforma programmatica seria e pluriennale si potrà scommettere, con esiti lusinghieri, che Roma diventi una meta turistica decisamente più attrattiva in quanto polo culturale di valore internazionale.
E NON CI SI FERMERÀ ALLA REALTÀ ROMANA
È necessario per tutti noi che queste istanze siano portate anche agli organi nazionali preposti alla cultura, perché la necessità di rinnovamento permea certamente tutti i livelli di interazione. Anche in questo caso si auspica la partecipazione e la collaborazione di altri operatori culturali.
NOI SIAMO QUI
Disposti a raccogliere l’interesse e le capacità di know-how delle tante Associazioni Rappresentative, di chi agisce sul territorio con cui collaboriamo normalmente (teatri, scuole artistiche e performative, produzioni e organizzatori di manifestazioni ed eventi).
Nell’attesa stiamo già organizzando incontri e dibattiti per individuare linee guida condivise.

 



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