Francia: prima vittoria degli agricoltori, stop all’assedio dei trattori su Parigi

I principali sindacati che stanno conducendo le rivolte degli agricoltori hanno revocato l’assedio dei trattori su Parigi. Dopo oltre una settimane di blocchi stradali e picchetti, il neo primo ministro Attal ha annunciato un pacchetto di circa 50 misure per una copertura totale di 400 milioni a favore degli agricoltori. I sindacati si dicono soddisfatti del risultato, ma, in altre forme, continueranno le mobilitazioni per un divieto dell’acquisto dei prodotti agricoli sotto il prezzo di costo.

Marco Cesario

È certamente una prima sonante vittoria per gli agricoltori in lotta. Dopo una settimana di blocchi stradali, picchetti, notti all’addiaccio, fuochi improvvisati sulle piazzole di sosta per riscaldarsi dal gelo, barricate e minacce di bloccare qualsiasi approvvigionamento verso la capitale con un esercito di trattori pronti a scontrarsi con i blindati e le camionette della gendarmerie, il governo francese alla fine è costretto a cedere. Una settimana dopo i suoi annunci iniziali, ritenuti insufficienti, per disinnescare la crisi agricola, il primo Ministro Attal ha annunciato un nuovo pacchetto di misure per placare la collera degli agricoltori. Il costo di queste misure è stimato dal ministero dell’economia francese a 400 milioni di euro.
Di fronte a una mobilitazione che ha preso piede per tutta la settimana e che ha raggiunto Bruxelles, dove si stava tenendo una riunione del Consiglio europeo, e di fronte al pericolo di vedere Parigi accerchiata con eserciti di trattori pronti a bloccare qualsiasi tipo di approvvigionamento verso la capitale, Gabriel Attal, dopo aver consultato le principali organizzazioni agricole, ha presentato un nuovo pacchetto di misure per aiutare l’agricoltura francese ad uscire da un periodo buio:  tra il 2010 e il 2020, la Francia ha perso il 20% delle sue aziende agricole (101.000), secondo l’ultimo  censimento agricolo. Circa cinquanta le misure presentate dal neo primo ministro, che vanno da un migliore riconoscimento della professione agricola all’aumento del reddito degli agricoltori, dalla semplificazione degli iter amministrativi e dalla risoluzione della questione dei trasferimenti di aziende agricole alla lotta contro la concorrenza sleale.
Tra queste misure figurano anche il rafforzamento dell’applicazione delle cosiddette leggi Egalim
, la sospensione del piano Ecophyto (con grande disappunto delle ONG ambientaliste), un pacchetto di 150 milioni di euro di sostegno fiscale e sociale per gli allevatori, il rafforzamento dell’etichettatura dei prodotti per promuovere meglio il Made in France e il divieto immediato di importazione di frutta e verdura trattate con thiacloprid (vietato in Europa). In totale, secondo le stime di Bercy, queste misure costeranno 400 milioni di euro. Alcune avranno effetto immediato, altre entreranno in vigore prossimamente.
La reazione di FNSEA e Jeunes Agriculteurs, le due principali sigle sindacali che stanno portando avanti la protesta, è stata immediata: blocchi revocati ed assedio della capitale scongiurato. “Abbiamo deciso che in questo momento, alla luce di tutto ciò che è stato annunciato, dobbiamo cambiare i nostri metodi di azione, e quindi chiediamo alle nostre reti di sospendere i blocchi e di intraprendere una nuova forma di mobilitazione”, ha dichiarato Arnaud Gaillot, presidente del sindacato JA, in una conferenza stampa congiunta con Arnaud Rousseau, segretario della FNSEA. Anche Véronique Le Floc’h, presidente del Coordinamento Rurale, altra sigla in lotta per gli agricoltori,  ha chiesto cautamente una “pausa” del movimento. I primi blocchi sono stati già revocati. In controtendenza invece  la Confédération Paysanne che non ha adottato la stessa linea.
“Nonostante gli annunci di Attal e del governo, la Confédération paysanne continua a mobilitarsi intorno alla principale richiesta del movimento: un reddito dignitoso attraverso il divieto di acquistare i nostri prodotti agricoli sotto il prezzo di costo”, ha dichiarato il sindacato alla stampa. I prossimi giorni saranno cruciali per allentare la tensione, a tre settimane dall’apertura del Salone dell’agricoltura. Da Bruxelles intanto Emmanuel Macron ha plaudito agli annunci del suo Primo Ministro, promettendo in particolare d
i essere intransigente con i grandi industriali e i grandi distributori per quanto riguarda il rispetto delle leggi Egalim. Ha inoltre ribadito l’opposizione della Francia al trattato Mercosur e ha chiesto la costruzione di “un nuovo patto con il mondo agricolo”.

CREDITI FOTO: ANSA-ZUMAPRESS  / Matthieu Mirville



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