Dal Globe Theatre occupato l’urlo dei precari dello spettacolo: “Serve un reddito di continuità”

Da Roma parte la battaglia per riconoscere reddito e ammortizzatori sociali veri a chi ha un lavoro discontinuo. "Non vogliamo tornare alla vita di prima", denunciano gli occupanti, "perché la vita di prima era il problema".

Valerio Nicolosi

Precari e lavoratori dello spettacolo, il 14 aprile, hanno occupato il Globe Theatre di Roma, nel cuore di Villa Borghese. L’obiettivo: rivendicare il diritto al reddito e agli ammortizzatori sociali per chi ha un lavoro discontinuo.

“I bonus sono insufficienti, perché non coprono tutti i mesi di non lavoro”. Il problema, denunciano i lavoratori, viene però da lontano, da prima della pandemia, ed è strutturale in un sistema che fa del lavoro nero e della precarietà la normalità.

“La nostra preoccupazione principale è di non tornare, a fine pandemia, alla vita di prima, come in tanti ripetono, alle condizioni economiche e lavorative precedenti”. Per questo chiedono un reddito di continuità che copra i mesi di non lavoro. “Nel momento in cui non stiamo sul palco, nel momento in cui ci formiamo, in cui studiamo, stiamo lavorando. Sono questi momenti che vanno tutelati. L’arte e lo spettacolo in generale sono il campo perfetto per sperimentare una simile misura che può essere estesa a tutti i lavoratori precari nelle nostre condizioni”.

 

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