La guerra ai poveri delle giunte comunali italiane

A Milano il comune ha sgomberato dei senza tetto senza preavviso e senza dare un’alternativa per la notte. Purtroppo non è un caso isolato, perché la guerra ai poveri dei comuni italiani è trasversale all’arco parlamentare e in passato anche Como e Roma hanno visto fatti simili.

Valerio Nicolosi

Dieci vetture della polizia locale e due camion dell’AMSA, l’azienda pubblica milanese dei servizi ambientali, per sgomberare tre tunnel della Stazione Centrale di Milano dove dormivano non più di quaranta persone, tra migranti transitanti e senza tetto.
La guerra alla povertà si è trasformata in guerra ai poveri nello giorno stesso in cui il Comune di Milano pubblica uno spot che mostra Babbo Natale che si gode lo shopping e la vita notturna milanese, un’idea di comunicazione troppo patinata per permettersi di mostrare le condizioni di vita di qualche decina di persone a pochi metri dall’ingresso della Stazione Centrale.

“I servizi del comune sono arrivati molto dopo l’inizio dello sgombero, iniziato alle 18:00 circa, quando le poche persone presenti erano già state fatte alzare e i materassi e gli oggetti delle altre persone erano già state buttate nei camion dell’AMSA” denuncia Francesca, un’attivista di Mutuo Soccorso Milano, associazione che si occupa di assistenza a chi vive in stazione.

Gli attivisti denunciano che quando sono arrivate polizia e AMSA c’erano appena 10 persone, tutte le altre non hanno potuto neanche recuperare i propri oggetti personali perché l’area è stata chiusa e non è stato permesso di avvicinarsi neanche alla stampa, tanto che un collega di Milano Today, Carmine Ranieri Guarino, ha registrato una conversazione con un agente che minaccia di denunciarlo nonostante avesse mostrato il tesserino dell’Ordine dei Giornalisti.

Il Comune di Milano era presente allo sgombero con il CASC, il Centro Aiuto Stazione Centrale, che a giornalisti e attivisti accorsi sul posto ha dichiarato che l’intento era quello di “accompagnarli al mezzanino” della metropolitana. “Se vuoi dare un’alternativa mandi il giorno prima assistenti sociali e mediatori culturali, non la polizia e l’AMSA senza preavviso” commentano da Mutuo Soccorso Milano che aggiungono: “Noi il mercoledì diamo 120 pasti solo in Stazione Centrale e sappiamo bene che nel mezzanino ci sono poche persone perché di giorno non possono restare. Il comune sta prendendo in giro tutti”. MicroMega ha provato a contattare telefonicamente il CASC ma non ha ricevuto risposta.

Le modalità di questo sgombero ricordano altri episodi accaduti in altri comuni e dei quali le giunte sono state le protagoniste. Nel settembre 2020 Angela Corengia, assessora alle Politiche Sociali di Como in quota Lega Nord, pubblica un video sui propri canali social dove getta le coperte dei senza tetto per agevolare la sanificazione del portico di San Francesco, dove nei mesi precedenti il suo partito aveva proposto di installare delle grate di metallo per evitare l’accesso ai senza tetto.

Un altro caso simile a quello di Milano è avvenuto a Roma lo scorso luglio, quando il Comune di Roma ha installato delle fioriere “anti-bivacco” sotto un porticato all’ingresso della Stazione Tiburtina, dove solitamente dormono dei migranti transitanti sostenuti dall’associazione Baobab Experience che nel comunicato aveva detto: “prima si accoglie e poi si sgombera”. Il giorno successivo all’installazione il Comune aveva gettato tutti gli oggetti personali dei migranti e quelli delle associazioni che servivano alla distribuzione dei pasti.
In quel caso l’artefice è stata Federica Angeli, giornalista di Repubblica che in quel momento aveva la delega alle periferie della sindaca Virginia Raggi.

“Non se ne poteva più del degrado” scriveva Angeli in un post su Facebook e aggiungeva che questa operazione arrivava “dopo 4 mesi di riunioni, sopralluoghi, discussioni e confronti” nei quali però non ha trovato il tempo di incontrare le uniche associazioni che davano sostegno alle persone che vivevano davanti la stazione.
Un progetto articolato con orti urbani, bike sharing, monopattini e tante altre cose ma non quello di un alloggio dignitoso alternativo a qualche coperta davanti una stazione ferroviaria.

In questa fase storica nella quale il neo-liberismo è egemone in ogni settore, la guerra ai poveri assume ogni forma: pubblicità di lavoratori felicemente sfruttati, poveri che devono essere nascosti da una società patinata, screditamento di chi sceglie di scioperare contro una manovra fiscale che va a vantaggio dei ricchi. Il fronte politico è trasversale e ce lo dimostrano i casi di Milano, Como e Roma, rispettivamente governate dal PD, Lega e, all’epoca, Movimento 5 stelle.

(credit foto ANSA/MASSIMO PERCOSSI / DBA)



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