È iniziata l’operazione militare russa in Ucraina

Attacchi in corso in diverse città. A Kiev combattimenti all'aeroporto internazionale. Distrutte le difese aeree ucraine.

Valerio Nicolosi

Kiev (Ucraina) – L’operazione militare russa è partita. Dopo settimane di tensione sempre più alta, di annunci, di propaganda e discorsi alle nazioni, è iniziata “un’operazione speciale” nella quale gli obiettivi non sono solo lungo il confine est ma anche nelle città. Mentre vi scriviamo da Kiev, si sentono colpi di artiglieria: arrivano dall’aeroporto internazionale dove sembra che dei reparti speciali russi stiano cercando di prendere il controllo dello scalo internazionale in modo da isolare l’Ucraina e schiacciarla nella morsa. “Le difese aree dell’Ucraina sono state distrutte“, ha quindi comunicato il ministero della Difesa russo, citato dalla Tass.

“L’obiettivo è quello di proteggere la popolazione russa” ha dichiarato Putin, mentre è stato convocato il Consiglio di Sicurezza dell’Onu e l’ambasciatore ucraino ha chiesto al suo omologo “perché la Russia non ha ufficialmente dichiarato guerra visto che in questo momento diverse città ucraine sono sotto i bombardamenti”.

Putin ha spiegato, in quella che a tutti gli effetti è la dichiarazione di guerra che sancisce l’inizio delle operazioni russe in Ucraina, che l’obiettivo è “smilitarizzazione e denazificazione” il Paese. Ha quindi invitato l’esercito ucraino a deporre le armi e ha avvertito che seguirà una pronta risposta in caso di intervento straniero.

Dopo un messaggio rivolto ai russi del Donbass, Putin ha annunciato l’inizio di una “operazione militare speciale” il cui scopo è proteggere le persone che per otto anni sono state esposte all’umiliazione e al genocidio del regime di Kiev. Per questo cercheremo la smilitarizzazione e la denazificazione dell’Ucraina, e faremo pressioni anche per assicurare alla giustizia coloro che hanno commesso numerosi crimini sanguinosi contro civili pacifici, compresi i cittadini russi”.

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LA GIORNATA DI IERI – Già ieri si era capito che la Russia avrebbe attaccato a stretto giro: dalla comunicazione che le truppe non avrebbero più comunicato via radio ma solo via internet e con sistemi cifrati. Nell’assemblea generale dell’Onu di ieri, il ministro degli Esteri di Kiev, Dmytro Kuleba, ha dichiarato che “l’Ucraina non ha e non ha mai avuto piani per un’offensiva militare in Donbass, né per provocazioni o atti di sabotaggio”, e ha aggiunto che questa crisi “è stata creata unilateralmente e aggravata dalla Federazione russa perché l’Ucraina non ha mai minacciato o attaccato nessuno”. Una presa di posizione netta dopo il discorso di Putin che ha negato il diritto alla sovranità e all’autodeterminazione. La diplomazia intanto continua a muoversi nonostante le riunioni tra Usa e Russia siano state annullate. Il segretario generale delle Nazioni Unite, António Guterres, nel suo intervento all’assemblea generale ha detto che “la decisione della Federazione Russa di riconoscere la cosiddetta ‘indipendenza’ delle regioni di Donetsk e Luhansk sono violazioni dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Ucraina e non coerenti con i principi della Carta delle Nazioni Unite”, prendendo quindi posizione sulla crisi. Mentre Polonia e Lituania, direttamente interessate dalla minaccia russa nel Mar Baltico con l’avamposto di Kaliningrad, hanno proposto che l’Ucraina sia candidata a entrare nell’Unione Europea, obiettivo di Kiev dal 2014 insieme all’ingresso nella Nato e scintilla di questa crisi.

In foto: veicoli blindati russi alla stazione ferroviaria di Rostov, 23 febbraio 2022 (EPA/STRINGER)



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