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L'America? Non esiste più. La Nato? Non esiste più. E non esistono più l'Onu, l'Europa, la Russia. E la pace.

Furio Colombo

L’America non esiste più. Qualcuno dice che sia da rimpiangere, qualcuno festeggia. Ma certo il pianeta è diverso. Ricordate l’America di cui in tanti dicevano “questo non si può fare, l’America non lo permetterebbe mai”? Quell’America si è mostrata all’improvviso come una folla disordinata che corre all’aeroporto di Kabul, abbandonando persino le armi, abbandonando chi aveva partecipato al sogno americano. Ha smontato tutto in un solo giorno, come un circo in transito, dopo due decenni di tenace e testardo radicamento a difesa della democrazia. Eppure gli americani avevano solennemente promesso nuova vita, proposito confermato per migliaia di giorni con il sacro alza-bandiera del vessillo a stelle e strisce su Paesi liberati o convertiti. L’America, che per la sua storia, la sua potenza e l’onda lunga della sua vittoria su nazismo e fascismo, era in grado di dire o impedire che certe cose accadessero, ha deciso, da sola, di abbassare la saracinesca sulla sua portentosa offerta.

La Nato non esiste più. Ha assistito senza obiezioni a un massacro di donne e bambini proprio sotto i suoi confini e ha deciso di non immischiarsi perchè altrimenti sarebbe scoppiata una guerra. È vero, e da cittadini inermi noi, da questa parte del mondo, possiamo anche apprezzare la cauta decisione. Ma da quando in qua una alleanza armata, costituita proprio per impedire spazio libero alla guerra, decide di tenersi lontano, non per decisione politica o militare, ma per prudenza?

Le Nazioni Unite non esistono più. Nel suo vuoto risuona l’eco dei passi di leader e responsabili che non ci sono più, non uno. Domina all’interno della grande organizzazione di garanzia, il disastro del diritto di veto che le cinque potenze fondatrici si sono date, un diritto insensato che impedisce, nei suoi momenti, più gravi, ogni tentativo di soluzione.

La pace non esiste più, non può più esistere se non come intervallo o corridoio umanitario donato occasionalmente, sul campo, qualche volta, secondo logiche di convenienza, dal più forte al più debole, e a condizioni non trattabili. Ossia una versione antica legata alla misericordia, mettere o non mettere la spada del vincitore sulla bilancia.

L’Europa non esiste più, se non come finzione benevola, nel senso che il nodo di attrazione-repulsione che ha tenuto L’Unione Europea faticosamente composta da molti Paesi non sempre democratici, ciascuno dotato di destre estreme, adesso è reso inattivo dalla contrapposizione aspra e profonda per e contro la Russia. E la Russia può giocare con ciascun Paese i tre giochi della politica, della economia e della guerra nucleare. Fra gli Stati componenti dell’Unione Europea, ciascuno è dotato di una estrema destra che punta sulla Russia, rende continuamente squilibrata l’Unione, e inutile il richiamo alla guerra di liberazione dal fascismo e nazismo da cui tutto origina.

La forza, ritenuta universale, della Chiesa cattolica non esiste più, non nella sua potente e a volte minacciosa autorevolezza, non nella secolare percezione della Istituzione impossibile da scalfire. Nonostante lo straordinario coraggio del Papa, non ha preti, non ha suore. I cardinali in guerra contro il Papa non credono nella pace e devono confrontarsi con la tenacia di Francesco, che non accetta alcun tipo di resa.
È un paesaggio vuoto quello che credevamo gremito di istituzioni molte delle quali ci sembravamo benevole. Nel vuoto è inevitabile che i cittadini vadano, come zombie, in cerca di protezione e del potere di qualcuno che faccia da scudo, anche se è guerra.

La Russia non esiste più. Era una immensa pianura dove si fabbricava storia. È una vasta aggregazione guidata da un cieco che che ordina di colpire ancora e di fare più male. Quale sia la ragione o se si allargherà la strage, non è dato di sapere.


Credit Image: © Yevhen Kotenko/Ukrinform via ZUMA Press Wire

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