Il Brasile di Lula nel quadro di un rischioso conflitto globale

L’ascesa di Lula per la sua storia personale e per l’importanza del Brasile nel subcontinente americano crea una situazione nuova non solo all’interno del paese ma anche negli equilibri globali, a cominciare dalla guerra in Ucraina nel cuore dell’Europa.

Antonio Lettieri

Lula da Silva è tornato alla presidenza del Brasile in un mondo completamente diverso da quello lasciato alla fine del 2010.La sua elezione non solo rappresenta una novità per il Brasile, trattandosi di un leader che occupa la presidenza per la terza volta, evento senza precedenti. Il suo ritorno cambia la collocazione del Brasile nell’America Latina. Ne hanno tenuto conto gli Stati Uniti con la posizione adottata da Biden di sostegno a Lula dopo il fallito tentativo di sovversione con l’attacco ai palazzi rappresentativi del potere democratico nella capitale Brasilia.

1.    Il compito di Lula non è facile dopo gli anni dominati dalla estrema destra di Bolsonaro. Lula si è proposto, come uno dei primi obiettivi del suo programma, di invertire la politica di deforestazione e privatizzazione di parti crescenti dell’Amazzonia. Dovrà, inoltre, affrontare gli squilibri segnati dall’impoverimento di una parte crescente della popolazione. È questo un compito che Lula ha già affrontato nel coso della sua presidenza nel primo decennio del secolo instaurando la Bolsa Familia, una politica sociale di grande risonanza internazionale, toccando milioni di famiglie povere delle periferie delle grandi città brasiliane.

L’ ascesa di Lula per la sua storia personale e per l’importanza del Brasile nel subcontinente americano crea una situazione nuova non solo all’interno del paese ma anche negli equilibri globali, a cominciare dalla guerra in Ucraina nel cuore dell’Europa.

La guerra ha finora avuto come protagonisti principali, da un lato, la Russia in alleanza con la Cina; dall’altro, gli Stati Uniti e i paesi europei. L’ingresso del Brasile, il maggior paese dell’America latina, e l’autorevolezza di Lula introducono nuovi fattori nello svolgimento del conflitto.

Il Brasile, rimasto finora sostanzialmente estraneo alla crisi assume un ruolo importante nella sfera dei rapporti internazionali, ponendosi alla guida dell’America latina. Il 10 febbraio si terrà a Washington l’incontro fra Biden e Lula, incontro nel quale si discuteranno i rapporti fra i due paesi ma, indubbiamente, anche il conflitto in corso con la Russia.

Il presidente del Brasile potrà esprimersi come rappresentante dell’America latina dopo la riunione di Buenos Aires del 25 gennaio, che ha visto la partecipazione di tutti i paesi del subcontinente – riunione nella quale Lula ha sottolineato la volontà del Brasile di consolidare i rapporti fra i paesi che ne fanno parte insieme con la volontà di riannodare le relazioni con il Venezuela e con Cuba. Non si tratta solo dei rapporti nel contesto latino-americano.

Il 20 dicembre Lula ha avuto una conversazione telefonica con Vladimir Putin che lo ha chiamato per congratularsi per la rielezione alla presidenza del Brasile manifestando l’interesse a riprendere e “rafforzare le relazioni e i rapporti di collaborazione fra i nostri paesi”. E Lula, secondo il resoconto della stampa russa, ha, a sua volta, manifestato la sua fiducia nel consolidamento e rafforzamento degli accordi di cooperazione fra i due paesi sulla scena internazionale.

A sua volta, il presidente della Cina Xi Jinping gli ha espresso le sue felicitazioni per la rielezione, sottolineando l’importanza dei rapporti di amicizia fra i due paesi e la volontà di rilanciare i rapporti di collaborazione nell’ambito del gruppo BRIC –   il patto di cooperazione che comprende insieme col Brasile la Cina, l’India, l’Indonesia e il Sud Africa.

2. In questo contesto Lula si accinge a svolgere un ruolo importante nel conflitto in Ucraina. Un ruolo che investe i principali paesi europei e, in primo luogo, la Germania come possibile punta di lancia nel conflitto con la Russia. La Germania dispone di un armamento particolare costituito dai più moderni e potenti carri armati dell’Europa occidentale.

Gli Stati Uniti sin dalla scorsa estate hanno chiesto alla Germania di metterli a disposizione dell’Ucraina nello scontro con la Russia. Ma il cancelliere Schultz si è rifiutato di assumere questa decisione. Si sarebbe, infatti, trattato per la prima vola nella storia tedesca dopo la Seconda guerra mondiale, di assumere direttamente la direzione di un conflitto armato In sostanza, il ruolo primario nel conflitto sarebbe spettato agli Stati Uniti. La Germania si riservava di assumere una pozione di sostegno, riducendo il proprio ruolo a una funzione collaterale.

È comprensibile l’iniziale resistenza americana di fronte a una esplicita partecipazione nello scontro con la Russia. Ma, di fronte alla irremovibile posizione tedesca, Biden ha accettato di mettere in campo 31 carri armati americani Abrams M1. Sulla base della decisione americana, Shultz di ha deliberato l’impiego dei Leopard 2 – i carri armati tedeschi di ultima generazione, particolarmente idonei a un terreno accidentato, con una potenza di fuoco a 360 gradi.

La decisione tedesca consente, tra l’altro, di introdurre i carri armati ceduti alla Polonia secondo la sua esplicita richiesta, e ad altri paesi europei, come i Paesi Bassi e altri che ne dispongono, ma che non potrebbero essere operativi senza il consenso tedesco. Complessivamente, i carri armati destinati all’Ucraina da parte americana ed europea sarebbero poco più di cento disponibili nella prossima primavera. Ma i 31 Adams accordati dagli Stati Uniti non sarebbero disponibili prima della fine dell’anno.

Il numero complessivo e i tempi di impiego sul campo non corrispondono alla richiesta avanzata da l’Ucraina di almeno 300 carri armati di nuova generazione disponibili già nella primavera per aprire una nuova fase nel conflitto. L’obiettivo del governo ucraino è quello di riconquistare insieme con le quattro regioni del sudest, fra le quali le province del Donbass, passate sotto il controllo russo.

In effetti, la decisine della cessione dei carri armati contrasta con la richiesta ucraina, Sia per la relativa esiguità a, sia per i tempi di operatività dei carri armati americani rinviati alla fine dell’anno. Quale che sia l’esito, il conflitto rimarrebbe destinato a durare per un tempo attualmente indeterminato.

In sostanza, sarebbe la conferma che il conflitto ha due attori principali: da un lato, gli Stati Uniti e l’Europa (o una parte dellEuropa) e, dall’atra, la Russia con i suoi alleati e, in primo luogo, la Cina.

3.   L’ anno in corso rimane un anno dagli esti incerti. La fornitura di carri armati tedeschi e americani in una misura ridotta rispetto alle richieste del governo ucraino, e in ogni caso diluita nel tempo, offre ancora uno spazio intermedio prima del coinvolgimento attivo delle maggiori potenze militati a livello globale. L’anno appena aperto si presenta come un anno di passaggio a una fase di guerra che coinvolge definitivamente le maggiori potenze militari in un conflitto che non esclude il ricorso a tutto l’armamento compreso, secondo alcuni esperti, quello nucleare.

L’iniziativa di Lula, per la caratteristica di collocazione del Brasile intermedia tra i paesi al centro del conflitto, indica una possibile strada di negoziato. Il Brasile ha, come abbiamo visto, un rapporto diretto con la Russia e la Cina e, di riflesso, con la vasta alleanza che comprende l’India, l’Indonesia e l’Africa del sud.

È interlocutore degli Stati Uniti, e può esserlo di una parte importante dei paesi europei divisi sulla posizione da tenere nei confronti della Russia. Vi sono paesi, principalmente del nord del continente, che puntano ad accrescere le armi trasferite in Ucraina con l’invio de potenti carri armati europei e americani di ultima generazione.

Nel contempo si discute l’invio di aerei da combattimento insieme con il possibile invio di truppe di terra. Ma il cancelliere Scholz si dichiara contrario all’inasprimento del conflitto. Nel mese di dicembre ha avuto una conversazione telefonica con Putin e si dichiarato favorevole a mantenere i contatti e alla ricerca di una possibile soluzione. Sotto questo profilo il presidente del Brasile trova in Europa un interlocutore importante rispetto al suo disegno tendente a un negoziato.

Le previsioni sono un azzardo. Molte guerre evitabili hanno avuto il loro corso in una storia spesso tragica. Cosa possa essere lo sviluppo della situazione che ormai coinvolge l’intero pianeta non offre facili possibilità di previsione. Ma Il ruolo del Brasile di Lula apre uno scenario nuovo che potrebbe rivelarsi determinante nella ricerca di una soluzione fra le maggiori potenze globali. La chiave di volta sta nella possibilità di un passaggio al negoziato.

L’anno si apre di fronte a uno scenario di guerra tra le maggiori potenze senza precedenti dopo la Seconda guerra mondiale. La possibilità di una soluzione è difficile, ma non impossibile. Il ruolo del Brasile di Lula può essere decisivo in direzione di una mediazione in grado di neutralizzare i rischi correnti di una guerra con caratteristiche globali ed effetti catastrofici.

 

Foto Ansa/EPA



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