Infodramma, guerra e gas

Carlo Cornaglia

Il poter, per agire incontrollato,
ha da sempre un sistema utilizzato:
è l’eterna emergenza, un’invenzione
da sfruttar coi giornali del padrone

e con l’aggiramento di ogni legge.
Il popolo diventa ancor più gregge
e, preda del terror per l’emergenza,
accetta del poter la prepotenza.

Avvien col clima, il covid, l’inflazione,
coi terremoti, con l’immigrazione,
con la guerra che torna micidiale
scatenata da un Putin criminale

alla ricerca non si sa di cosa:
se di una sicurezza men rischiosa,
di un ritorno all’impero, una rovina
o di qualche region dell’Ucraina.

I giornaloni l’hanno coccolata,
descritta prima ancor fosse scoppiata
e nel narrarcela ora per ora
sembra che dicano: “Ancora! Ancora!”

La stan pompando in modo inverecondo:
“Non sarà più quello di prima il mondo!”
“La terza mondial guerra si avvicina!”
e par gli venga in bocca l’acquolina.

Per aumentare l’ansia dei fifoni
aumenta il numero dei paginoni,
i titoli son grandi e spaventosi,
i commenti son sempre più faziosi,

l’informazione è tutta sulla guerra,
null’altro più succede sulla terra.
Le foto, uguali per tutti i giornali,
diventano ogni giorno più infernali:

ecco gli alti palazzi bombardati,
lunghe file di profughi angosciati,
strappa lacrime visi di bambini,
vegliardi ammonticchiati sui confini,

soldati con l’elmetto e la mitraglia,
carri armati in assetto da battaglia
e tanti morti senza sepoltura
per fare sì che aumenti la paura.

Poi ci sono gli attor di questa storia:
Vladimir Putin, posa dittatoria,
Biden Joe degli Usa presidente
e Zelensky, gagliardo combattente,

il difensor della sua Patria amata
che la guerra in mondial vuol trasformata.
Gli american che sono molto scaltri
i froci fan ma con il cul degli altri

e Sleepy Joe fa guerra al dittatore
a spese dell’ucraino grande attore.
È bello far la guerra a rischio altrui
ed evitare i morti e i giorni bui.

Zelensky si è prestato a questo gioco
e da quel dì il vulcano erutta fuoco.
Coinvolge nella guerra tutti quanti,
un passo dopo l’altro, sempre avanti.

A tutti chiede: “Armi! Armi! Armi!
per far sì che nessun possa fermarmi”
pur se la terza mondial guerra arriva.
Nessuno parla più di trattativa

e ogni giorno la pace si allontana
come vuole la Nato americana.
“Vladimiro vuol prendermi il Donbass,
dovete rinunciare al russo gas!”,

ma per sé compera dagli ungheresi
quel gas che dalla Russia si son presi…
Dall’Italia rispondono due tonti:
“Se lo chiede l’Europa siamo pronti!”

Draghi e Di Maio salgon su un cammello
e vanno in Africa con il borsello
a comprar gas. Al Sisi li dileggia
e ghignando gli vende una scorreggia.



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