Israele-Palestina: la redazione di “MicroMega” apre un confronto con lettori, amici e collaboratori

Di fronte alla tragedia che si sta consumando in Palestina la redazione di "MicroMega" ha aperto un momento di confronto interno per capire in che modo dare un contributo alla comprensione dei fenomeni, alla luce dei valori di giustizia, libertà, laicità che hanno da sempre ispirato la nostra storia, invitando lettori, amici, collaboratori, testate italiane e internazionali a dare il proprio contributo a questa riflessione collettiva. Qui di seguito potete trovare il documento originale della redazione e tutte le riflessioni che sono ne sono scaturite.

Redazione

Israele-Palestina: la redazione di “MicroMega” a confronto di Redazione, 13 Marzo 2024
Di fronte alla tragedia che si sta consumando in Palestina ci chiediamo in che modo noi che non siamo un’agenzia stampa né un quotidiano, bensì una rivista di approfondimento culturale, possiamo dare un contributo alla comprensione dei fenomeni, alla luce dei valori di giustizia, libertà, laicità che hanno da sempre ispirato la nostra storia.

Di seguito i contributi arrivati finora:
Fermare il genocidio: oltre il suprematismo colonialista e il “divieto di pensare” di Germano Monti, 25 Marzo 2024
Non si può comprendere l’invasione di Gaza e la colonizzazione della Cisgiordania senza una profonda presa di consapevolezza della natura suprematista del progetto coloniale sionista. La priorità oggi è impedire il genocidio, ma è anche necessario superare l’ormai fallimentare soluzione dei “due popoli due Stati” a favore di una radicale trasformazione della mentalità delle due parti, oltre l’apartheid e il suprematismo israeliano e il “divieto di pensare” oggi diffuso anche tra le linee degli oppositori di Israele.

Due popoli, uno Stato: un’utopia realizzabile di Fabio Armao, 19 Marzo 2024
La spartizione, l’accaparramento e la frammentazione della terra sono state al centro dei conflitti in Israele e Palestina nell’ultimo secolo. Oggi i clan al potere di entrambe le fazioni dipendono dalla guerra per la propria sopravvivenza politica: Hamas aveva bisogno del 7 ottobre per riaffermarsi sugli avversari politici e il governo israeliano continua a bombardare Gaza per rimanere in piedi. Nonostante l’assenza di forze civili organizzate per ribaltare gli attuali governi e l’insipienza della comunità internazionale, la soluzione va cercata testardamente, più che nella terra, nelle istituzioni democratiche adatte per realizzare l’utopia dei due popoli in uno Stato.

I diritti dei palestinesi sono i diritti di tutti di Christian Elia, 18 Marzo 2024
Gli avvenimenti che dal 7 ottobre a oggi hanno riportato Israele e Palestina al centro dell’attenzione globale ci costringono a sviscerare la complessità del contesto. Dalla rappresentanza politica palestinese agli estremismi religiosi ugualmente pericolosi, dalle strumentalizzazioni dietro alle accuse di islamofobia e di antisemitismo alle resistenze sia laiche che religiose ai diversi regimi oppressione in terra santa. Per orientarsi esiste una bussola ed è quella del diritto internazionale e dei diritti umani, emersi anche grazie al lavoro di giuristi ebrei sopravvissuti alla Shoah, che se oggi non sono garantiti al popolo palestinese, non lo saranno per nessun popolo.

Israele fermi la sua espansione territoriale e ponga le basi per la pace di Francesco ‘Pancho’ Pardi, 14 Marzo 2024
“Terra in cambio di pace” è una formula ancora valida per immaginare una soluzione al conflitto tra israeliani e palestinesi. Israele deve accettare che per porre fine alla guerra è necessario fermare l’espansione in terra palestinese. Oltre alla devastazione di Gaza, infatti, la colonizzazione della Cisgiordania e la crescente violenza delle comunità ultraortodosse rappresentano il vero ostacolo alla pace che Israele deve sciogliere. Per il popolo palestinese i problemi sono altri: la propria rappresentanza politica e lo scarso supporto dei Paesi limitrofi, solidali solo a parole. In questo momento Israele può affrontare i suoi ostacoli interni e quindi avviare un processo di pace. Vale lo stesso per il popolo palestinese?

Crediti foto immagine in copertina: EPA/MOHAMMED SABER



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