“La scienza è una questione di metodo”: il volume 5/2023 di MicroMega

In questo volume di MicroMega scienziati di diverse discipline e filosofi della scienza cercano di fare chiarezza su cos’è (e cosa non è) il metodo scientifico e, di conseguenza, su cosa si può (e cosa non si può) chiedere alla scienza.

Redazione

La vita di ciascuno di noi è sempre più permeata dall’utilizzo di tecnologie avanzate, figlie delle straordinarie conoscenze che la scienza ci ha consentito di ottenere. Durante la pandemia da Covid-19 abbiamo anche assistito quasi in diretta al rapido sviluppo di vaccini che ci hanno permesso di superarla in tempi relativamente brevi. Eppure mai come in questo periodo lo scetticismo nei confronti della scienza e degli scienziati galoppa. E quando la scienza non viene attaccata, si cerca di piegarla ai propri interessi politici e ideologici.

Una delle cause di questo paradosso è una diffusa ignoranza sul metodo scientifico, ossia su quali siano le logiche e i criteri che la scienza impiega per indagare la realtà. In questo volume di MicroMega, in libreria dal 28 settembre, scienziati di diverse discipline e filosofi della scienza cercano di fare chiarezza su cos’è (e cosa non è) il metodo scientifico e, di conseguenza, su cosa si può (e cosa non si può) chiedere alla scienza.

Dalla paleontologia alla scienza del clima, quello che distingue un lavoro scientifico – pur nella diversità di approcci, domande e tecniche – da una qualunque opinione è il metodo con cui si raccolgono, analizzano e verificano i dati. Una maggiore consapevolezza di questo metodo sia fra i cittadini sia fra i decisori politici sarebbe non solo auspicabile, ma anche indispensabile per affrontare le sfide enormi che ci attendono, a partire naturalmente da quella posta dal cambiamento climatico. Se oggi infatti sappiamo di vivere un rischio epocale di catastrofe climatica – che è già realtà, come vediamo di continuo e stiamo vedendo in queste ore in Libia – è innanzitutto grazie agli allarmi che scienziati di tutto il mondo, per decenni, hanno lanciato basandosi su meticolose analisi e comparazioni di dati. Ma avere un quadro scientificamente chiaro della situazione non aiuta di per sé a mettere in pratica soluzioni efficaci per frenare il riscaldamento globale, responsabile di eventi catastrofici su scala planetaria. La scienza si scontra e media costantemente con la politica, trovandosi di fronte priorità che spesso divergono.

Il volume è curato da Telmo Pievani e contiene contributi di: Giorgio Vallortigara, Silvano Fuso, Alberto Mantovani, Nico Pitrelli, Mariachiara Tallacchini, Giancarlo Sturloni, Naomi Oreskes, Erik M. Conway, Paolo Vineis, Sofia Belardinelli, Lorenzo Ciccarese, Francesco Suman, Elisa Palazzi, Erle C. Ellis, Silvia Ghirotto, Enza Spinapolice, Andra Meneganzin, Luciano Floridi.

Per informazioni, interviste e anticipazioni scrivere a: redazione@micromega.net

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Micromega 5/23

IL SOMMARIO DEL NUMERO

IL SASSO NELLO STAGNO

Giorgio Vallortigara (conversazione con) – Difendere la scienza dall’ideologia
Il territorio della scienza è sempre più messo in discussione da assunti ideologici, entrati di peso nelle Università, che puntano a impedire lo sviluppo della ricerca della verità, soprattutto per quanto riguarda le scienze della vita, perché di fatto rifiutano l’idea stessa dell’esistenza di una natura umana.

ICEBERG scienza e democrazia 

Silvano FusoCos’è (e cosa non è) il metodo scientifico
La vita di ognuno di noi è sempre più permeata dall’utilizzo di tecnologie avanzate, figlie delle straordinarie conoscenze che la scienza ci ha consentito di ottenere. Ciononostante ben poche persone sanno cosa sia veramente la scienza e quali siano i metodi e i criteri che essa impiega per indagare la realtà. E proprio questa diffusa ignoranza sul metodo scientifico contribuisce alla diffusione di atteggiamenti irrazionali e diffidenti.

Alberto Mantovani Perché la scienza ha bisogno della democrazia (e viceversa)
Solo in società libere e trasparenti quali le democrazie è possibile sviluppare una ricerca scientifica altrettanto libera e trasparente, in cui la comunità abbia la possibilità di verificare avanzamenti e insuccessi e procedere nello sviluppo delle soluzioni ai problemi senza temere il controllo del potere.

Nico Pitrelli e Mariachiara TallacchiniIl posto della scienza in una società democratica
Affermare che la scienza non è democratica è poco più che uno slogan, che ignora le complesse dinamiche dei rapporti tra decisori politici, ricercatori e cittadini. La riflessione più attuale sui rapporti tra scienza e democrazia riguarda piuttosto l’aggiornamento delle strutture di consulenza esperta, in particolare alla luce delle incertezze nella conoscenza, e il riconoscimento dei diritti di cittadinanza scientifica.

Giancarlo Sturloni Comunicare il rischio: gli interessi della scienza e quelli della politica
La comunicazione dei rischi è sempre stata oggetto di dibattito all’interno della comunità scientifica, spesso divisa fra una tentazione di “oggettivismo” escludente verso i cittadini e le loro preoccupazioni e la necessità di relazionarsi alla politica, la quale a sua volta più spesso si preoccupa della propaganda e della ricerca del consenso che non di garantire alla cittadinanza il diritto all’informazione e alla consapevolezza.

SAGGIO 1 

Naomi Oreskes e Erik M. ConwayI conservatori americani contro la scienza
In base ai dati empirici raccolti di recente, negli Usa la crisi di fiducia nella scienza non è generalizzata ma si registra soprattutto nei settori politicamente più conservatori. Questa sfiducia è stata alimentata dagli industriali di area conservatrice per quasi un secolo, ma si è consolidata in particolare durante l’amministrazione Reagan, principalmente in risposta alle evidenze scientifiche sulle crisi ambientali, che spingevano per incisivi interventi governativi.

ICEBERG 2 scienza, politica, ambiente 

Paolo Vineis Clima, ambiente, salute: per una politica globale scientificamente informata
Non c’è solo l’aumento delle temperature. La crisi nella quale si trova il nostro Pianeta va ben oltre, includendo anche, per esempio, l’acidificazione degli oceani e la perdita di biodiversità. Tutti elementi che hanno un effetto anche sulla salute umana.
Per questo gli interventi devono essere sistemici, come è nello spirito del Green Deal europeo.

Sofia Belardinelli e Lorenzo CiccareseLa questione ambientale, una sfida diplomatica globale
Cambiamento climatico e declino della biodiversità, emersione di nuove malattie infettive, insicurezza alimentare, povertà, proliferazione di armi nucleari: oggi le società umane si trovano ad affrontare sfide di portata inedita, la cui dimensione globale richiede inevitabilmente azioni e soluzioni altrettanto globali, che non possono prescindere da cooperazione e collaborazione
a livello internazionale.

Francesco Suman Compensazioni di emissioni: un problema di metodo
Un’inchiesta giornalistica e scientifica ha rivelato che gran parte dei crediti carbonici associati a progetti forestali in grado di assorbire CO2 in realtà non portano alcun beneficio al clima. Il problema risiede nel metodo con cui vengono conteggiate le emissioni e gli stessi crediti: è come aver immesso nel mercato una tecnologia finanziaria non sufficientemente sviluppata e sul cui funzionamento non c’è consenso, specialmente all’interno della comunità scientifica.

Elisa Palazzi I dati sul clima e la loro interpretazione
La misurabilità dei dati sul cambiamento climatico e la possibilità di risalire anche alle variazioni climatiche del passato sono una risorsa inestimabile per comprendere le sfide attuali. Ma affinché questi dati si traducano in attive politiche di contrasto al cambiamento climatico occorre trovare un modo di raccontarli che accenda anche il coinvolgimento emotivo delle persone.

SAGGIO 2

Erle C. EllisDodicimila anni di trasformazioni
La trasformazione della Terra attraverso l’uso del suolo è iniziata ben prima dell’avvento dell’agricoltura, e ha seguito percorsi diversi, complessi e non lineari che variano in maniera notevole da regione a regione. Le società umane hanno plasmato gli ecosistemi e i processi evolutivi in paesaggi culturali eterogenei e multifunzionali con l’obiettivo di autosostenersi. Oggi, il destino di ogni forma di vita su questo Pianeta – noi compresi – dipende dalla capacità delle società umane di modificare questi paesaggi culturali in modo che siano in grado di garantire sostentamento alle persone e al resto della vita sulla Terra.

DIALOGO

Silvia Ghirotto, Enza Spinapolice in conversazione con Andra Meneganzin Metodi in evoluzione: comprendere e comunicare la scienza delle nostre origini
Nonostante la curiosità e non di rado il sensazionalismo che si accompagnano alle scoperte paleoantropologiche, raramente lo studio dell’evoluzione umana viene interrogato nei suoi complessi ma fondamentali aspetti metodologici. Come funziona esattamente la scienza delle nostre origini? Su cosa poggia l’affidabilità delle ricostruzioni che i ricercatori avanzano sulla base di dati ed evidenze spesso poco generosi? E cosa ne garantisce il progresso incrementale, in cui per una nuova risposta data, vengono mappati nuovi territori dell’inesplorato?

FUORISACCO

Luciano Floridi Agenti non intelligenti: riconsiderare la natura di ChatGPT
L’introduzione di ChatGPT ha scatenato un terremoto tra le Big Tech, innescando un dibattito sull’impatto dell’intelligenza artificiale. Per orientarsi all’interno di un complesso tessuto mediatico e proclami non di rado catastrofisti, risulta fondamentale comprendere i meccanismi di addestramento e “apprendimento” di ChatGPT. La discussione sugli usi, gli errori e la regolamentazione degli odierni e futuri software di Ia ci invita a fare i conti con forme di agency senza intelligenza.

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