Lavoro povero nel terzo settore, lettera aperta delle operatrici a Elly Schlein

Lavorare nel terzo settore significa confrontarsi per anni e anni con precariato e povertà e una parte datoriale costituita dalle cooperative sociali, espressione del mondo della sinistra non per questo meno imbevuta di logiche padronali e di sfruttamento. Come MicroMega ha documentato nelle scorse settimane, alcuni disegni di legge prevedono ora processi di reintegrazione nel settore pubblico per alcuni ambiti. Un gruppo di assistenti educative scrive a Elly Schlein per chiedere che il Partito Democratico prenda infine posizione su queste leggi.

Germano Monti

La lettera aperta che segue, indirizzata da un gruppo di lavoratrici alla Segretaria del Partito Democratico Elly Schlein è un documento importante per molti motivi. La lettera, infatti, non si limita a rappresentare la condizione inaccettabile in cui versa chi si trova a lavorare nel Terzo Settore, ma – anche e soprattutto – intende andare a “vedere le carte” del nuovo corso del PD incarnato dalla segreteria Schlein. Le lavoratrici ricordano l’impegno più volte dichiarato da Elly Schlein nel contrasto al lavoro povero, contrasto di cui la proposta di salario minimo legale costituisce un elemento necessario, ma non sufficiente, perché – come nel caso degli assistenti educativi – non incide su altre storture, quali i part-time involontari e i contratti ciclici verticali, che lasciano lavoratrici e lavoratori senza stipendio per mesi. In questo settore, come già osservato su queste pagine, la parte datoriale è costituita dalle cosiddette cooperative sociali, il cui ruolo non è altro che l’intermediazione di manodopera, posto che i fondi per realizzare il servizio sono interamente a carico dello Stato, attraverso le Regioni e i Comuni.

Il PD è sempre stato un partito di riferimento per le cosiddette cooperative sociali, tanto che, nella lunga battaglia per l’internalizzazione condotta dalle operatrici e dagli operatori romani, si è sempre opposto alla rivendicazione, privilegiando il rapporto con le centrali cooperative (Legacoop, Confcooperative e AGCI) rispetto ai bisogni e agli interessi di lavoratrici e lavoratori e dello stesso servizio pubblico. Con la loro lettera, le lavoratrici invitano Elly Schlein – e, con lei, il Partito Democratico – a passare dalle parole ai fatti, schierandosi concretamente dalla parte di chi lavora e del servizio pubblico.

Le donne costituiscono la maggioranza della forza-lavoro del settore, con una percentuale sul numero complessivo che raggiunge e supera l’80%, in sintonia con quello che si registra nel mondo della scuola in Italia, dove la stragrande maggioranza degli insegnanti è donna: nella scuola primaria, le donne, con il 96,3%, rappresentano praticamente la totalità del corpo docente, nella scuola secondaria inferiore sono il 79% e in quella superiore il 67%. Quindi, si tratta a tutti gli effetti del terreno ideale per affrontare le questioni richiamate dalla Segretaria del PD. La cartina di tornasole evocata dalle lavoratrici per testare le scelte politiche del PD non potrebbe essere più concreta, poiché attualmente sono depositati in parlamento due Disegni di Legge che puntano all’internalizzazione dell’assistenza educativa e alla stabilizzazione di lavoratrici e lavoratori presso il Ministero dell’Istruzione. Il primo è stato depositato al Senato nell’ottobre scorso e vede come prima firmataria la Senatrice Carmela Bucalo, di Fratelli d’Italia, mentre il secondo è stato depositato recentemente alla Camera dei Deputati dall’Onorevole Francesca Ghirra, dell’Alleanza Verdi Sinistra. Si tratta di testi in larga misura sovrapponibili, a dimostrazione di quanto sia ormai diffusa e trasversale la consapevolezza della necessità di superare definitivamente la gestione esternalizzata del servizio pubblico, gestione che ha prodotto lavoro povero e precario, squilibri e disservizi per gli alunni disabili e le loro famiglie e – last but not least – un indecente sperpero di denaro pubblico a tutto vantaggio (leggi: lucro) delle cosiddette cooperative sociali. È proprio sull’atteggiamento nei confronti di queste proposte legislative che assumerà Partito Democratico, fino ad ora silente, che le lavoratrici sollecitano il confronto con Elly Schlein.
Segue il testo della lettera aperta:
LETTERA APERTA A ELLY SCHLEIN
Cara Segretaria,
siamo un gruppo di lavoratrici povere del Terzo Settore, apprezziamo moltissimo i tuoi interventi contro la piaga del lavoro povero e precario, quella che affligge milioni di lavoratrici e lavoratori nell’unico Paese europeo dove, negli ultimi trenta anni, i salari non solo non sono aumentati, ma sono addirittura diminuiti. In una intervista, hai dichiarato che “Per noi lavoro e povero non devono più stare nella stessa frase”. Noi siamo lavoratrici che operano per garantire alle alunne e agli alunni con disabilità il diritto all’inclusione e allo studio e la nostra condizione è esattamente quella che vuoi combattere.
Il servizio di inclusione scolastica è affidato dalla Legge 104/92 agli enti locali, che a loro volta lo esternalizzano alle cosiddette cooperative sociali, dalle quali dipendiamo. Il nostro lavoro e il nostro stipendio seguono il calendario scolastico, il che significa che nei periodi di chiusura degli istituti noi non lavoriamo e non percepiamo alcuna retribuzione: è così da giugno a settembre, a Natale, Pasqua ed ogni volta che le scuole sospendano le attività per qualunque motivo, dalle elezioni al maltempo. Oltre a questo, siamo soggette a contratti nazionali penalizzanti, per cui la nostra retribuzione oraria netta oscilla fra i sette e gli otto euro, mentre le cosiddette cooperative per la loro intermediazione ne ricevono dai Comuni (Roma, per esempio) anche il triplo. Conosciamo benissimo povertà e precarietà, dunque, pur essendo impiegate in un lavoro tanto importante e delicato, per il quale sono necessarie preparazione, attenzione ed esperienza e che di certo non si può improvvisare.
Ci rivolgiamo a te perché in questa legislatura sono stati depositati due Disegni di Legge che intendono porre fine a questa situazione vergognosa, che si traduce anche in continui disservizi nei confronti degli alunni e delle loro famiglie, trasferendo il servizio al Ministero dell’Istruzione e stabilizzando i 70.000 lavoratori e lavoratrici. Un primo DDL è stato presentato al Senato dall’On.le Carmela Bucalo, di Fratelli d’Italia, e sta procedendo piuttosto speditamente, essendo già state effettuate numerose audizioni, mentre un secondo DDL è stato depositato alla Camera nei giorni scorsi dall’On.le Francesca Ghirra, dell’Alleanza Verdi Sinistra. Vorremmo discuterne con te, per sapere cosa ne pensi e come intendi attivare positivamente il Partito Democratico in relazione a queste proposte e definire nel più breve tempo possibile la migliore legge possibile per la nostra categoria.
Attendiamo una tua risposta e ci rendiamo disponibili al confronto in ogni momento. Un abbraccio,
Giuditta Braccia, Emanuela Caleca, Anna Cascioli, Annunziata Clementini, Caterina Combi, Valentina Corradini Bartoli, Fabiola Corrado, Emanuela De Angelis, Maria Franceschini, Silvia Gattari, Sara Marocchi, Sybylle Menozzi, Maria Molfa, Valentina Noferini, Elisa Salmoni, Tiziana Viola

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CREDITI FOTO: ANSA/RICCARDO ANTIMIANI



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