Le dimissioni di Cornel West e la decadenza dell’università americana

Il filosofo afroamericano ha lasciato il dipartimento di studi teologici di Harvard con una lettera in cui denuncia il clima intellettuale e morale dell’accademia statunitense.

Cinzia Sciuto

La goccia che ha fatto traboccare il vaso è un fatto interamente personale: alla morte della madre, Cornel West – filosofo e attivista politico afroamericano – non ha ricevuto pubblicamente che un paio di messaggi di condoglianze, un silenzio che il filosofo ha interpretato come ennesimo segno dell’isolamento in cui oramai viveva da tempo alla Harvard Divinity School, il dipartimento di teologia dell’Università di Harvard in cui insegnava da quattro anni.

Ma i motivi di un tale gesto sono ben più profondi e legati soprattutto al decadimento intellettuale in cui versa l’università americana e che lo stesso West ha più volte denunciato. Nella lettera di dimissioni che il docente ha diffuso su twitter, sottolinea infatti “il caos di un curriculum incoerente” nonché “la disillusione di una facoltà talentuosa ma anche deferente”.

Un decadimento che West fa risalire anche alle derive della wokeness e della cancel culture, movimenti che, pur muovendo da sacrosante rivendicazioni antirazziste e antisessiste, finiscono per condurre a un drammatico appiattimento culturale e intellettuale: “Con poche gloriose e abbaglianti eccezioni“, denuncia West, “l’ombra di Jim Crow[1] si è allungata, nella sua nuova forma luccicante, nel linguaggio della superficiale diversità: tutti i miei corsi sono stati rubricati sotto il cappello degli Studi religiosi afro-americani, incluso quelli su Esistenzialismo, Democrazia americana e Condotta di vita”.

Il ritratto che emerge dalle denunce di West è quello di una università americana intellettualmente, politicamente e moralmente debole, da un alto incapace di difendere gli studi classici dagli attacchi che provengono sia dai poteri economici sia dalle pressioni ideologiche della cancel culture (West stesso aveva definito una “catastrofe spirituale” la decisione della Howard University di eliminare il dipartimento di Studi classici per “esigenze di prioritization”. A questo tema è dedicata una intera sezione del nuovo di MicroMega in edicola e libreria da giovedì 15 luglio) e dall’altro pavida quando si tratta di questioni politiche di enorme importanza come quella palestinese: “Vedere l’entusiastico sostegno della facoltà per un mio incarico di ruolo cedere il passo al rifiuto sulla base dell’ostilità dell’amministrazione di Harvard nei confronti della causa palestinese è stato ripugnante”, scrive West. Il riferimento è alla mancata assegnazione di una cattedra di ruolo dovuta appunto con ogni probabilità alle posizioni filopalestinesi del filosofo americano, che all’epoca aveva dichiarato: “Mi chiedo se Harvard sia un posto per un uomo nero libero come me che sulla base della sua fede e testimonianza cristiana considera i bambini palestinesi e quelli ebrei, come tutti i bambini, di eguale valore e rigetta tutte le occupazioni in quanto immorali”. Harvard aveva naturalmente respinto le accuse adducendo ragioni formali, che West considera però del tutto infondate.

Le dimissioni di West rappresentano un segnale preoccupante per lo stato di salute dell’università americana e della libertà di pensiero e di ricerca in generale. Speriamo fungano anche da sveglia.

 

[1] “Jim Crow” indica il sistema di segregazione razziale che operava principalmente, ma non esclusivamente negli stati del Sud, tra il 1877 e la metà degli anni ’60, https://www.ferris.edu/jimcrow/what.htm.

(credit foto Gage Skidmore CC BY-SA 2.0 via Wikimedia Commons)



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