Il libro che spiega vulva e vagina alle bambine arriva in Italia. Non senza polemiche

La casa editrice Settenove ha pubblicato un libro per l’infanzia che spiega l’anatomia femminile. Gli insulti ricevuti confermano l’urgenza di una seria educazione sessuale, per adulti e bambini.

Ingrid Colanicchia

L’anno scorso in Austria è uscito un libro – Lina, die Entdeckerin (“Lina, l’esploratrice”) – che racconta il viaggio alla scoperta di sé della curiosa Lina, che scopre e percorre il proprio corpo, senza tabù (le immagini spiegano nel dettaglio l’anatomia della vulva) e accompagnata da un linguaggio attento e preciso (dimentichiamoci insomma di “farfalline” e “patatine”).
Nel darne notizia su queste pagine come di una preziosa novità nel panorama editoriale per l’infanzia, mi chiedevo (e chiedevo ad alcune esperte) se il libro avrebbe visto la luce anche in Italia o se la sessuofobia che caratterizza la nostra società avrebbe remato contro.
A un anno di distanza possiamo dire che la risposta è sì, a entrambe le domande.
Con una certa dose di coraggio, il 26 agosto scorso, la casa editrice Settenove ne ha infatti dato alle stampe la traduzione italiana. La notizia è stata condivisa su Facebook e nell’arco di poche ore ha attirato commenti entusiasti ma anche insulti, troll e accuse.
Senza neanche averlo visto, molti si sono infatti scagliati contro una presunta «sessualizzazione dell’infanzia», con un linguaggio pieno di odio, violento, offensivo. Eppure Lina l’esploratrice è un albo illustrato che non parla di sesso, ma di corpo e fornisce informazioni relative agli organi genitali, all’igiene, alle trasformazioni cui si va incontro nell’arco della vita. Un libro che è insomma uno strumento a servizio delle bambine e dei bambini (quanto può essere rassicurante scoprire che ogni vulva è diversa e che non c’è una forma “giusta”?) ma anche dei genitori che magari non sanno come rispondere ad alcune domande.
«Il linguaggio crea e modella la nostra realtà», scrivono nell’introduzione le autrici Katharina Hotter e Lisa Charlotte Sonnberg e l’autore Flo Staffelmayr: «Una definizione precisa e neutra degli organi sessuali, senza giudizi e stereotipi, offre le basi per una percezione positiva del proprio corpo, una maggior consapevolezza e quindi una rafforza autodeterminazione. In questo libro la vulva è sotto i riflettori, lontana da incertezze e tabù. Lo facciamo perché l’atto del nominare è determinante per la costruzione dell’identità di ogni bambina, bambino e adolescente».
E quanto ce n’è bisogno… Come scrivono da Settenove, «se da un lato l’Italia rivela una resistenza evidente nel parlare di corpi e educazione alla sessualità, anche e soprattutto nei contesti scolastici, dall’altro sono preoccupanti i dati di accesso a Pornhub pubblicati sullo stesso sito: il 90% dei ragazzi tra 8 e 16 anni consuma giornalmente pornografia in rete e, quasi sempre, la prima volta è accaduto casualmente (l’età media si è abbassata a 9 anni) (Alessandro D’Avenia in Corriere della Sera, 10 maggio 2021). La pornografia si sostituisce così all’educazione affettiva e sessuale, proponendo un solo modo di fare sesso: dominante, violento e oggettivizzante. Mancano l’informazione e un dialogo attorno al consenso e alla cura».
Mancano. E manca anche solo un dibattito serio attorno all’educazione sessuale. E non a caso, anche nei programmi elettorali in vista del 25 settembre, la questione è citata solo da Alleanza Verdi e Sinistra e, di striscio, dal Movimento 5 Stelle.



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