Il dramma del “Long Covid” raccontato da medici e pazienti

Il 30 percento di chi contrae il virus continua ad avere seri problemi di salute anche dopo il famoso tampone negativo: affanno, problemi respiratori, vuoti di memoria. Marta si è ammalata nei primi mesi del 2020 e ancora oggi non è tornata a una vita normale. Problemi e cure sono ancora da scoprire.

Valerio Nicolosi

Affanno, problemi respiratori, desaturazione dell’ossigeno nel sangue, vuoti di memoria e altri sintomi colpiscono il 30 percento circa dei malati di Covid. Si chiama “Long Covid” ed è una lunga sequela di problemi e sintomi che se trascurati possono cronicizzarsi.

Marta Esperti si è ammalata nei primi mesi del 2020 a Parigi e per settimane è stata curata a casa dai sanitari francesi. Dopo la fase acuta è tornata in Italia: i risultati dei tamponi davano esito negativo per il Covid nonostante molti sintomi continuassero a manifestarsi.

Dopo mesi di analisi specifiche, tra cui diverse Tac con il liquido di contrasto, il reparto di Pneumologia del Policlinico Gemelli di Roma l’ha sottoposta a una tomoscintigrafia che ha evidenziato la compromissione del microcircolo del polmone sinistro.

“Il long covid è l’esito di una patologia infiammatoria di natura virale su di un organismo, è una malattia sistemica che deriva dallo stato infiammatorio e dalle conseguenze dell’azione del Covid” racconta il dottor Francesco Macagno, pneumologo al Policlinico Gemelli di Roma, che aggiunge: “Non esiste un organo che si può considerare sicuro rispetto al Long Covid. Il Covid è una malattia nuova e quindi anche il Long Covid lo è, ma più passa il tempo e più raccogliamo informazioni per curarlo”.

“All’inizio ti dicono che guarirai tra due settimane, poi dopo un mese e poi dopo sei mesi ma non guarisci e continui a stare male” racconta Marta Esperti, che chiosa: “Quello che è certo è che questa malattia mi ha cambiato la vita. Ero sempre in movimento per il mio lavoro di ricercatrice, viaggiavo spesso. Ora tutto questo non c’è più”.



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