Lorenza Carlassare, dalla parte della Costituzione

Un carattere indomito, un’intelligenza limpida e acuta, un sapere consolidato, mai sfoggiato: è interessante anche il lato privato dell’accademica nel ricordo di quanti le sono stati vicini in questi anni. Una grave perdita per Libertà e Giustizia, associazione in cui è stata specialmente impegnata in difesa della Costituzione.

Rossella Guadagnini

“Lorenza Carlassare, una gran donna!”. La ricorda così, con un esclamativo, Libertà e Giustizia, associazione di cultura politica di cui la costituzionalista appena scomparsa ha fatto parte per numerosi anni, prima nel Consiglio di Presidenza quindi, fino all’ultimo, come sua garante e socia onoraria.

“Sempre sorridente, sempre mite e radicale – commenta l’attuale presidente di LeG, Sergio Labate – La sua Costituzione era carne e vita, non semplice forma. Tutte le sue battaglie vivevano di questa dignità alta della nostra Carta, da preservare contro ogni tentativo di ridurla a segno dei tempi. Sta a noi non essere semplici testimoni, ma veri eredi dei suoi insegnamenti”. “Una voce autorevole – aggiunge Stefano Innocenti del Consiglio di Direzione di LeG – ma anche libera e indipendente. Ha contribuito in modo decisivo alla vita e al profilo della nostra Associazione”.

Carlassare è stata la prima donna in Italia a ottenere una cattedra di Diritto Costituzionale, fino ad allora materia tradizionalmente ‘da uomini’. Un primato guadagnato sul campo, dopo essere stata allieva del giurista Vezio Crisafulli.

Ha avuto un percorso accademico impeccabile, ma anche impervio talvolta. Raccontava di come – in gioventù – si scontrasse con l’idea che “una donna sposata non potesse avere interessi scientifici, né una posizione intellettuale”. E lei era sposata due volte, oltre che studiosa affermata e coltissima.

Accademica dei Lincei, socia dell’Accademia Olimpica di Vicenza e dell’Accademia Galileiana di Scienze e Arti di Padova, era quanto di meno accademico si potesse immaginare. Una persona schietta e apertamente simpatica. Rimasta vedova aveva sposato in seconde nozze Giovanni Battaglini, ordinario di Diritto internazionale all’Università degli Studi di Ferrara, scomparso nel 2005. Oggi lascia la figlia, Raffaella Battaglini, scrittrice e drammaturga.

Negli anni ha contribuito alla redazione della “Storia d’Italia Einaudi” e partecipato alla commissione per le Riforme costituzionali, istituita nella XVII legislatura per elaborare proposte di modifica della seconda parte della Costituzione. Si dimise però l’11 luglio 2013, in polemica con la sospensione dei lavori parlamentari, ottenuta dal Popolo della Libertà, a seguito della fissazione dell’udienza per il ricorso in Cassazione contro la sentenza del processo Mediaset. Episodio che definì come una “disfatta morale” e “un’intimidazione […]” verso la Cassazione. Tra sue opere, oltre alle pubblicazioni di carattere scientifico, figurano “Conversazioni sulla Costituzione” (Cedam, 1996, 2011) e “Nel segno della Costituzione. La nostra carta per il futuro” (Feltrinelli, 2012).

Nel 2014 viene proposta dal Movimento 5 Stelle alla presidenza della Repubblica. Nel 2015 riceve il riconoscimento “Premio Art. 3” istituito dall’Associazione omonima. Nel 2016 contribuisce con diversi interventi, sia in tv che sui giornali, al confronto pubblico contro la proposta Renzi-Boschi di riforma costituzionale, in sostegno del No nel referendum confermativo del 4 dicembre. Nel 2020, in occasione del referendum costituzionale sulla riduzione del numero dei parlamentari, si è schierata per il Sì. In quest’ultimo anno aveva assunto posizioni nettamente pacifiste sul conflitto russo-ucraino, dichiarando apertamente il suo dissenso sulla partecipazione italiana alla guerra, all’impiego di armamenti e all’aumento delle spese militari approvato dal Parlamento.

Oltre all’impegno di giurista e docente, Carlassare è stata molto presente in favore della conoscenza e della difesa della Carta costituzionale con la pubblicazione di libri e articoli su quotidiani e periodici, ma anche partecipando in prima persona all’attivismo culturale di Libertà e Giustizia, fondata a Milano venti anni fa, nel 2002. A 91 anni l’accademica padovana possedeva ancora “la vivacità di una ragazza, uno spirto indomito che non si era appannato col trascorrere del tempo. Ci mancherai molto, Lorenza” è l’omaggio commosso da parte di tutta LeG.

(credit foto ANSA/US ACCADEMIA DEI LINCEI)



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