Il 5 marzo manifestazione per la pace a Roma

Contro la guerra in Ucraina, contro la politica imperialista della Russia, contro l'estensione della Nato a est. Il movimento per la pace torna in piazza sabato 5 marzo a Roma.

Daniele Nalbone

Sabato 5 marzo appuntamento a Roma “per una grande manifestazione per la pace” contro l’invasione della Russa e la conseguente guerra in Ucraina. A lanciare la mobilitazione è la Rete pace disarmo con un appello che è stato raccolto da tutte le realtà che in questi giorni sono già scese in piazza per chiedere l’immediato cessate il fuoco, dalla Cgil (il segretario Maurizio Landini chiuderà gli interventi dal palco di Piazza San Giovanni) alle associazioni antimilitariste e pacifiste. “Bisogna fermare la guerra in Ucraina”, si legge nell’appello. “Condanniamo l’aggressione della Russia in Ucraina” e chiediamo “il cessate il fuoco e l’immediato ritiro delle truppe”. La richiesta all’Onu è di “un’azione per il disarmo e la neutralità attiva”. All’Italia e all’Europa lo stop agli aiuti militari e un impegno per una soluzione politica al conflitto.

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La manifestazione per la pace di Roma del 5 marzo e la guerra in Ucraina
“Siamo con la società civile, con le lavoratrici e i lavoratori ucraini e russi che si oppongono alla guerra con la nonviolenza” spiegano gli organizzatori, che chiedono “protezione, assistenza, diritti alla popolazione di tutta l’Ucraina” senza “distinzione di lingua e di cultura”.

L’appello è stato raccolto, come dicevamo, da diverse realtà tra le quali Attac-Italia che nel proprio appello ricorda una frase di Pablo Neruda: “Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi… per gli interessi di persone che si conoscono ma che non si uccidono”. Ed è a questo che, spiegano da Attac, “assistiamo anche oggi in Ucraina, con l’ennesimo carico di morti, feriti, terrore e distruzione e le centinaia di migliaia di persone che fuggono disperatamente” dal loro Paese.

La manifestazione per la pace di Roma del 5 marzo e l’invasione della Russia
La chiamata alla mobilitazione, alla manifestazione di sabato 5 marzo a Roma è per contrastare “chi fa la guerra”. L’invasione dell’Ucraina da parte dell’esercito russo e del governo di Putin “è totalmente inaccettabile. Va fermata subito, le truppe russe devono rientrare immediatamente nei propri confini. Su questo non ci possono essere ambiguità e chi pensa ancora che ‘il nemico del mio nemico è mio amico’, arrampicandosi sugli specchi per giustificare l’ingiustificabile, continua a non capire nulla della storia e del presente”.

La manifestazione per la pace di Roma del 5 marzo e l’allargamento della Nato
“Dobbiamo esserci contro chi ha preparato la guerra. Nonostante ripetute dichiarazioni pubbliche e documenti ufficiali desecretati che dichiaravano l’impegno dei leader dei Paesi occidentali a non estendere la Nato verso est “nemmeno di un pollice” (dichiarazione nel 1990 del segretario di Stato Usa, Joseph Baker, all’allora presidente sovietico Gorbaciov), tra il 2004 e il 2020 l’alleanza militare atlantica è passata da 16 a 30 Paesi membri, schierando armamenti offensivi in Romania, Polonia e nei Paesi Baltici, ai confini con la Russia. Anche su questo, non possono esserci ambiguità e i governi che oggi parlano di pace e democrazia contrapposte all’autoritarismo e all’oligarchia dovrebbero avere il coraggio di guardarsi allo specchio”.

La manifestazione per la pace di Roma del 5 marzo e il governo italiano
“Dobbiamo esserci contro chi la guerra la desidera” spiegano da Attac. “Come leggere altrimenti il decreto approvato dal governo Draghi, che stabilisce un nuovo stato di emergenza sino al 31 dicembre 2022, si appresta a inviare armi e mezzi militari all’Ucraina, spazza via qualsiasi transizione ecologica riaprendo centrali a carbone e a olio combustibile? Sarebbe questo il fondamentale apporto del nostro Paese al ripristino della pace e della diplomazia?”.

 

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