Mark & Priscilla alla ricerca dell’Ultima App

Le malefatte di Facebook, We Chat e gli effetti devastanti dei social.

Mauro Barberis

Lunedì scorso, a metà del pomeriggio in Italia, Facebook, Whatsapp, Messenger, Instagram, tutta la galassia dei social media che fanno capo a Mark Zuckerberg, il guru di Menlo Park, Silicon Valley, California, hanno improvvisamente smesso di funzionare. Non era il maltempo, come abbiamo pensato noi provinciali. Stava succedendo in tutto il mondo, interessava miliardi di utenti su tutto il pianeta – senza contare i cinesi, che hanno propri social autarchici, controllati dal governo – ed è durato ore. Ancor oggi si ignora cosa sia successo: un guasto, determinato da un eccesso di traffico, oppure un attacco hacker, magari risolto pagando estorsioni miliardarie?

L’unica cosa certa è che ci siamo sentiti come i protagonisti dell’ultimo romanzo di Don Delillo, Il silenzio (2020), che immagina le conseguenze di un blackout totale: prima irritazione, poi allarme, infine spaesamento… Ci siamo improvvisamente accorti della nostra dipendenza dai media digitali: ma non dai social, dalle app per muoverci, lavorare, curarci… Alla fine gli gnomi californiani, lavorando febbrilmente, sono riusciti a metterci una toppa, ma le azioni di Facebook hanno perso il 6% in borsa, e lo smacco peggiore è stato doversi scusare dell’“inconveniente” servendosi del principale concorrente, Twitter.

Mentre tutti ci stavamo chiedendo come abbiamo potuto ridurci così, d’altronde, Zuckerberg aveva ben altre gatte da pelare. La sera prima, Frances Haugen, una trentasettenne ingegnera informatica con master ad Harvard, sua ex dipendente, in un’intervista alla CBS aveva prodotto migliaia di documenti riservati che rivelavano le malefatte di FB. Come un’altra “talpa”, Brittany Kaiser, dipendente di Cambridge Analytica, aveva provato il contributo decisivo del suo social alla Brexit e all’elezione di Trump, Frances ha rivelato che Mark e i suoi hanno sempre saputo degli effetti devastanti dei social sugli individui, specie i bambini, e sulla collettività.

Un segreto di Pulcinella, però: Menlo Park e l’università di Stanford sono a due passi, chissà quante volte, chiacchierando in qualche locale bio, gli psicologi hanno suggerito agli ingegneri tutti i trucchi per approfittare della credulità popolare. Solo io ci ho scritto sopra due libri: Come internet sta uccidendo la democrazia (Chiarelettere, 2020), ed Ecologia della rete. Come usare internet e vivere felici (Mimesis, 2021). Non occorreva né talpe né aquile: persino gli italiani, dalla periferia dell’impero, si sono accorti degli effetti rovinosi della Bestia sulla psiche di Morisi, di Salvini e dei quattro milioni e mezzo di follower di entrambi.

Ora il povero Mark (si fa per dire) teme che si coalizzino contro di lui, a Washington, i repubblicani, ancora scottati dalla sospensione dell’account di Donald Trump, e i democratici, molti dei quali chiedono da anni lo smembramento del monopolio dell’informazione acquisito da Facebook proprio con l’acquisizione di Whatsapp, Instagram e delle altre App. Se posso aggiungere il mio carico da undici, consiglierei a loro, ma anche ai miei pazienti lettori, di riflettere sui sempre più frequenti soggiorni in Cina del Nostro insieme con la moglie cinese, la pediatra e filantropa Priscilla Chan.

Pare infatti che i due non ci vadano solo per turismo o per nostalgia, bensì per studiare We Chat, l’App con cui i cinesi fanno tutto, dall’ordinare gli involtini primavera al partecipare al Sistema di Credito Sociale, che premia i sudditi più zelanti. Non so Priscilla, che magari è davvero una romantica donna cinese, ma sono sicuro che Mark è seriamente affascinato da We Chat, che nelle sue mani diverrebbe un’altra infallibile macchina per far soldi. In uno dei libri citati sopra, che il boss di Menlo Park ha sicuramente letto, la chiamavo l’Ultima App, universale e definitiva. Basterebbe scaricarla, naturalmente gratis, e ci risparmierebbe la fatica non solo di vivere, ma anche di pensare con la nostra testa.

 

(credit foto credit foto EPA/ETIENNE LAURENT)



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