“Mentre passiamo bruciando”: ritratto di una generazione

Le lotte per i diritti civili, il femminismo, il mito della rivoluzione, l'omicidio Lorusso, il sequestro Moro, il processo "7 aprile"… Nelle pagine del nuovo romanzo di Raffaella Battaglini l’irripetibile stagione collettiva degli anni Settanta.

Onofrio Nardella

In una fredda domenica di febbraio del 1981 una donna, appartenente a una famiglia conosciuta e stimata, viene uccisa nel suo appartamento. L’episodio sconvolge la città e dà adito a una ridda di voci, pettegolezzi, ipotesi. Il delitto si consuma negli ambienti “antagonisti” che, per tutto il decennio precedente, hanno avuto un ruolo importante nella storia della città e dell’intero Paese. Le indagini si perdono in molteplici, inconcludenti rivoli e presto si arenano completamente; mentre l’opinione pubblica segue il contemporaneo e importante processo ai principali esponenti di Autonomia Operaia. Oltre 20 anni dopo, una giovane ricercatrice riprende a indagare sul caso, nella speranza di far luce sull’omicidio che il tempo ha contribuito a cancellare dalla memoria collettiva.

Nel suo Mentre passiamo bruciando, appena dato alle stampe da Castelvecchi, Raffaella Battaglini ripercorre, attraverso la finzione letteraria, le contraddizioni, gli opportunismi, le ingenue superficialità, la disillusione di molti giovani abbagliati dal mito della rivoluzione, mettendo in luce soprattutto gli slanci ideali, la creatività e la vitalità di una generazione che credette di poter cambiare il mondo e ha pagato per questo un prezzo altissimo.

Sullo sfondo scorrono alcune importanti vicende storiche degli anni Settanta: la dissoluzione di Potere Operaio, il conseguente emergere delle diverse sigle del composito movimento di contestazione, l’omicidio Lorusso, il sequestro Moro, il processo “7 aprile” e la repressione del movimento, tutti avvenimenti che segnarono un’intera generazione. Le lotte per i diritti civili, lo sfavillante e libertario femminismo colorano l’atmosfera e le storie individuali e collettive dei protagonisti.

Il libro è un’opera colta, cruda, affascinante: i riferimenti teatrali, musicali, filosofici, cinematografici, letterari e storici, che aiutano a ricostruire la temperie culturale di quel turbolento e convulso decennio, permeano il testo in ogni sua parte. I tre capitoli del libro si intitolano per esempio come altrettante importanti opere cinematografiche degli anni Settanta; mentre uno dei personaggi più vicini alla vittima viene chiamato la Maga, come una delle figure principali di Rayuela, capolavoro dell’argentino Julio Cortázar, autore amatissimo dai giovani di quel decennio.

Battaglini dipinge un grande quadro collettivo in cui le “testimonianze” degli amici di Laura, la donna uccisa, sono pennellate di colore contrapposte che, viste dalla giusta distanza, si armonizzano e conferiscono una chiara visione d’insieme. Il risultato è un’interessante rappresentazione di una pagina rilevante della nostra storia, sempre soggetta, come i percorsi individuali che la compongono, all’oblio e alla rimozione.

L’autrice adotta differenti tipi di scrittura che tendono ad aprire la cornice del romanzo per approdare ad altre forme letterarie, come il testo teatrale. I registri linguistici, sapientemente modulati, spaziano dalla testimonianza al resoconto fino a raggiungere vette liriche e sono sempre finalizzati a caratterizzare i personaggi.

Mentre passiamo bruciando è l’omaggio a una struggente, vitale, convulsa e irripetibile stagione della vita collettiva che ha determinato sì tante sciagure, ma ha anche iniziato un’intera generazione alla vita e alla gioiosa voglia di percorrere ed esplorare possibilità fino ad allora inimmaginabili e offuscate dalla cappa del perbenismo piccolo borghese.

La temperie culturale che emerge stride con il piatto conformismo, con la rassicurante tranquillità borghese e con l’imperante pensiero unico che caratterizzano il nostro oggi. La narrazione che appiattisce gli anni Settanta a un cupo decennio segnato solo dal terrorismo e da sciagurati conflitti sociali, viene smascherata con intelligenza e passione.

L’opera di Battaglini contribuisce a mantenere viva la memoria della nostra storia recente, di un periodo caratterizzato dalla creativa, irrefrenabile vitalità di una generazione che ha tentato di cambiare il mondo; vitalità straordinaria e libera come quella di Laura: l’avvenente vittima del misterioso omicidio da cui prende avvio il romanzo.



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