MicroMega+ dell’8 settembre: Speciale Mostra del Cinema di Venezia

In occasione di Venezia 80, uno speciale di MicroMega+ tutto dedicato alla Mostra del Cinema di Venezia, con reportage, interviste e analisi. A Mostra ancora in corso, prima di sapere chi vincerà il Leone d'Oro e gli altri importanti premi, accompagniamo i nostri lettori in un'immersione nelle suggestioni artistiche, e quelle politiche, che più ci hanno colpito. Con contributi di Mario Sesti, Caterina Taricano, Silvia Lamia, Federica D'Alessio.

Redazione

In occasione di Venezia 80, uno speciale di MicroMega+ tutto dedicato alla Mostra del Cinema, con reportage, interviste e analisi. A Mostra ancora in corso, prima di sapere chi vincerà il Leone d’Oro e gli altri importanti premi, accompagniamo i nostri lettori in un’immersione nelle suggestioni artistiche, e quelle politiche, che più ci hanno colpito.
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IL REPORTAGE – Favino, le pistole di Nanni Moretti e il popolo kuna (prima parte) di Federica D’Alessio

La cornice straordinaria del Lido, per circa dieci giorni, consente al cinema di incontrare il cinema. Storie e visioni di “cineasti contadini” nelle isole caraibiche dialogano virtualmente con le idee, e le contraddizioni, delle grandi produzioni occidentali, dandoci anche la possibilità di riflettere sui nodi della contemporaneità e su quegli schemi di pensiero che imbrigliano la libertà di espressione e lo sguardo che esercitiamo su noi stessi. Pubblichiamo in due parti un reportage analitico della nostra inviata alla Mostra del Cinema di Venezia 80. Qui la prima parte.

Venezia 80: fra lavoro e poetica, i mezzi di produzione e chi li controlla di fda

L’assenza da Venezia degli artisti americani in sciopero ha aiutato a tenere alta l’attenzione sulle trasformazioni brutali in corso nel mondo del cinema e dell’arte in generale. Mistificare le loro battaglie dipingendole come una “guerra contro l’intelligenza artificiale” serve solo a nascondere la questione di fondo: chi controlla i mezzi di produzione, con quale obiettivo e come fare per sottrarsi e contrapporsi allo strapotere di quel capitalismo che, ora come allora, funziona per espropriazione e sottrazione, una “accumulazione originaria di capitale” in forma 4.0. La seconda parte del reportage della nostra inviata alla Mostra del cinema di Venezia.

La gente deve sapere. Il cinema, la politica e il biopic di Mario Sesti

Il cinema politico continua a essere un genere di primaria importanza ma alla Mostra del Cinema di Venezia stiamo scoprendo che è il biopic, la biografia d’autore, uno dei nuovi strumenti prediletti dai registi per far passare istanze di natura politica, e inseparabilmente umana, attraverso i loro film.

LE INTERVISTE – “Un’altra Italia era possibile”: l’Italia sognata (e quella mai realizzata) da Giuseppe De Santis di Caterina Taricano

Un documentario del critico e cineasta Steve Della Casa racconta a Venezia il cinema di Giuseppe De Santis, autore di “Riso amaro”, nume italiano del film sociale. In questa intervista a tre, lo stesso Della Casa e la moglie di De Santis, Gordana Miletic, ricordano il grande autore e la sua idea di Italia, Paese amato e sognato; e la sapienza con cui seppe combinare fra loro l’impegno politico e il senso dello spettacolo.

Finalmente il cinema. Intervista a Saverio Costanzo di Caterina Taricano e Mario Sesti

“Finalmente l’alba”, pellicola presentata all’80° Mostra del cinema di Venezia, è un romantico viaggio nell’Italia del dopoguerra, che cattura il tragico incontro tra Cinecittà e Hollywood nel caso di Wilma Montesi. Omaggio al cinema italiano classico ma allo stesso tempo riflessione su un mondo come il nostro ossessionato dalla immagine di sé che affidiamo ai social e dalla inquietudine di una cronaca che ci propone il femminicidio con una cadenza quotidiana, abbiamo intervistato l’autore tra Venezia e Telluride.

RECENSIONE – “Le mie poesie non cambieranno il mondo”: Annalena Benini e Francesco Piccolo raccontano l’atto poetico (e politico) di Patrizia Cavalli di Silvia Lamia

Presentato in anteprima mondiale a Venezia, il documentario dedicato alla poetessa scomparsa due anni fa ci restituisce la sua figura sfuggente e la sua poesia fulminea, con tutto il suo valore politico. Perché anche se la poesia non cambierà il mondo è pure attraverso questa che si conosce sé stessi, l’altro e ciò che ci circonda.

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