È morta Nawal el Saadawi, faro del femminismo laico nel mondo arabo

Convinta che tutte le religioni siano uno strumento di oppressione per le donne, era molto preoccupata del ritorno del fondamentalismo religioso. Con la sua morte il femminismo laico perde un importante punto di riferimento.

Cinzia Sciuto

È morta ieri, all’età di 90 anni, Nawal el Saadawi, scrittrice, psichiatra, femminista egiziana, ferma sostenitrice della laicità dello Stato come principale alleato dei diritti delle donne. Una delle sue principali battaglie è stata quella contro la mutilazione genitale femminile, che lei stessa aveva subito da bambina.

Seconda di nove figli, el Saadawi nasce a Kafr Tahla, villaggio nel cuore del Delta del Nilo a Nord del Cairo. Fin da bambina mostra un carattere tenace, rifiuta testardamente i tentativi di farla sposare giovane, vuole studiare. Ci riesce. Diventa psichiatra ma continua anche la sua carriera di scrittrice. Si sposa tre volte, tre volte divorzia. Nei suoi libri e nel suo quotidiano attivismo si concentra soprattutto sulla condizione delle donne nelle società musulmane, ma la sua è una lotta universale per i diritti umani contro le imposizioni autoritarie e patriarcali di tutte le religioni.

Accusati di non rispettare i valori tradizionali e di incitare le donne a ribellarsi, i suoi libri sono sottoposti a censura. Nel 1981 viene arrestata e incarcerata per crimini contro lo Stato. Fonda l’Arab Women’s Solidarity Association, la prima organizzazione legale indipendente femminista, iniziativa che provoca nei suoi confronti nuove persecuzioni e minacce da parte di gruppi fondamentalisti islamici e la condanna a morte per eresia. Nel 1992 è costretta all’esilio, prima in Olanda e poi negli Stati Uniti.

Tradotti in tutto il mondo (in italiano sono disponibili tra gli altri: Firdaus. Storia di una donna egiziana, traduzione di Silvia Federici, collana Astrea, Giunti, Firenze 1986; Dio muore sulle rive del Nilo, traduzione di Irene Pologruto, Eurostudio, Torino 1989; Una figlia di Iside. L’autobiografia di Nawal El Saadawi, collana Specchi, Nutrimenti, Roma 2002), i suoi libri continuano a essere censurati in Egitto.

“Di solito gli scrittori invecchiando diventano conservatori. Io con l’età divento sempre più radicale”, ha dichiarato qualche anno fa in un’intervista al Guardian, nella quale esprimeva anche la sua preoccupazione per un ritorno del fondamentalismo religioso: “Noi donne siamo oppresse da tutte le religioni. È l’estremismo religioso la più grande minaccia oggi alla liberazione delle donne. In tutto il mondo assistiamo a un contraccolpo del femminismo proprio a causa della diffusione di un movimento religioso fondamentalista globale”.

Con Nawal el Saadawi se ne va uno dei punti di riferimento del femminismo laico nel mondo arabo.

 

(Foto EPA/BENOIT DOPPAGNE BELGIUM OUT)

 

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