Ue e Nato condannano l’attacco russo all’Ucraina: sanzioni alla Russia

Dal presidente ucraino a quello statunitense passando per l’Unione europea, le reazioni internazionali all’attacco della Russia all’Ucraina.

Ingrid Colanicchia

AGGIORNAMENTI ORE 21.30 – “Il Consiglio europeo concorda sulla messa in campo di misure restrittive che impongono massicce e severe conseguenze per la Russia. Le sanzioni riguarderanno il settore finanziario, energetico, quello dei trasporti, l’export di beni e quello finanziario”. E ancora: verrà rivista in maniera stringente la politica dei visti e verranno inserite nella ‘lista nera’, con nuove criteri, diverse “personalità russe”. Queste le decisioni del Consiglio europeo. Nel settore energetico, però, non dovrebbero essere comprese misure dirette al comparto del gas. I leader Ue, inoltre, annunciano nuove sanzioni anche alla Bielorussia.

L’escalation della crisi russo-ucraina ha ovviamente generato un vortice di reazioni. Tra i primi a commentare l’attacco di stanotte il presidente ucraino Volodymyr Zelensky. In un discorso trasmesso in televisione ha rivolto un appello ai cittadini russi. «Ci dividono più di 2.000 km di confine comune. Lungo questo confine sono di stanza le vostre truppe, quasi 200.000 soldati, migliaia di veicoli militari. I vostri leader li hanno autorizzati a fare un passo avanti, nel territorio di un altro Paese. E questo passo può essere l’inizio di una grande guerra nel continente europeo. Sappiamo per certo che non abbiamo bisogno della guerra. Non di una guerra fredda, non di una guerra calda. Non di un ibrido fra le due. Ma se saremo attaccati, se cercheranno di portarci via il nostro Paese, la nostra libertà, le nostre vite, le vite dei nostri figli, ci difenderemo. Non attaccheremo, ma ci difenderemo. E quando ci attaccherete, vedrete le nostre facce, non le nostre spalle, ma le nostre facce».

Immediata anche la reazione degli Stati Uniti. «Il presidente Putin ha scelto una guerra premeditata che condurrà a catastrofiche perdite di vite umane e sofferenze», ha dichiarato il presidente Biden. «Solo la Russia è responsabile della morte e della distruzione che questo attacco comporterà, e gli Stati Uniti, i loro alleati e partner risponderanno in modo unito e deciso. Il mondo riterrà responsabile la Russia».

Naturalmente sulla stessa linea la Nato che in una dichiarazione di stamane ha condannato «con la massima fermezza l’orribile attacco della Russia all’Ucraina» definendolo del tutto ingiustificato e non provocato e condannando altresì la Bielorussia per aver consentito questo attacco. Il documento definisce la mossa di Putin «una grave violazione del diritto internazionale» e chiede l’immediata cessazione dell’attività militare. «Condanniamo fermamente la decisione della Russia di estendere il riconoscimento alle regioni separatiste dell’Ucraina orientale», prosegue il documento. «Ciò viola ulteriormente la sovranità e l’integrità territoriale dell’Ucraina e contravviene agli accordi di Minsk, di cui la Russia è firmataria. Gli alleati non accetteranno mai questo riconoscimento illegale. Esortiamo la Russia con la massima fermezza a retrocedere dal percorso di violenza e aggressione che ha scelto. I leader russi devono assumersi la piena responsabilità delle conseguenze delle loro azioni. La Russia pagherà un prezzo economico e politico molto pesante». «Durante questa crisi, la Nato, gli Alleati e i nostri partner hanno compiuto ogni sforzo per perseguire la diplomazia e il dialogo con la Russia, anche ai massimi livelli, e hanno avanzato molte proposte sostanziali per rafforzare la sicurezza di tutte le nazioni nella regione euro-atlantica. Abbiamo ripetutamente invitato la Russia a colloqui in seno al Consiglio Nato-Russia. La Russia non ha ancora ricambiato. È la Russia, e solo la Russia, che ha scelto l’escalation».

Più o meno le stesse parole che si leggono nel comunicato congiunto del presidente del Consiglio europeo Charles Michel e della presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen: «Condanniamo con la massima fermezza l’aggressione militare senza precedenti della Russia nei confronti dell’Ucraina. Con le sue azioni militari ingiustificate e velleitarie la Russia viola palesemente il diritto internazionale e compromette la sicurezza e la stabilità europee e globali. Invitiamo la Russia a cessare immediatamente le ostilità, ritirare le sue forze armate dall’Ucraina e rispettare pienamente l’integrità territoriale, la sovranità e l’indipendenza del paese. Tale ricorso alla forza e alla coercizione non è ammissibile nel XXI secolo».

Il presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, in mattinata ha espresso «solidarietà piena dell’Italia all’Ucraina»: «L’ Ucraina è un Paese europeo, una nazione amica e una democrazia colpita nella propria legittima sovranità. Voglio esprimere la solidarietà piena e incondizionata del popolo italiano al popolo ucraino e al presidente Zelensky». Draghi ha poi fatto appello a Putin affinché metta fine allo spargimento di sangue e ritiri le forze militari dai confini ucraini in modo incondizionato, annunciando che domani riferirà al Parlamento sul conflitto in corso. «Questo pomeriggio – ha proseguito – avremo una consultazione dei G7, alla quale parteciperà anche il segretario generale della Nato Stoltenberg, al termine della quale mi recherò a Bruxelles per un Consiglio Europeo straordinario. In quella sede, decideremo un pacchetto di sanzioni molto dure nei confronti della Russia. Avevamo ribadito in tutte le sedi di essere pronti a imporre conseguenze severe nel caso in cui la Russia, come purtroppo è accaduto, avesse respinto i nostri tentativi di risolvere la crisi per via politica. Questo è il momento di metterle in campo. L’Italia è pienamente allineata ai partner su questa posizione».

Credit foto: la Porta di Brandeburgo illuminata con i colori della bandiera ucraina, 23 febbraio 2022 (ANSA EPA/CLEMENS BILAN)

Il racconto da Kiev (del nostro inviato, Valerio Nicolosi): La lunga notte di Kiev sotto assedio



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