“Nicola mettici la firma!”, il Lago Bullicante di Roma in attesa di Zingaretti

I cittadini di Roma temono per le sorti del monumento naturale del Lago Bullicante ex SNIA. Manca infatti la firma del Presidente della Regione Nicola Zingaretti al decreto di ampliamento che restituirebbe alla zona est di Roma il suo spazio verde così necessario. Ma Zingaretti, neo-deputato, è dimissionario e il rischio è che concluda il suo mandato prima di aver firmato.

Ylenia Sina

“Nicola mettici la firma!”. È l’appello contenuto nel video rivolto dai residenti e dagli attivisti del quartiere Prenestino di Roma al presidente della Regione Lazio e deputato del Pd, Nicola Zingaretti, affinché firmi il decreto di ampliamento del Monumento naturale del lago dell’ex Snia di Roma prima delle dimissioni anticipate, il prossimo 4 novembre.
I cittadini temono che una volta uscito di scena Zingaretti, che sul decreto di ampliamento ci ha messo pubblicamente la faccia nel maggio del 2021, l’iter subisca un rallentamento o addirittura uno stop. “L’ulteriore rinvio della firma, a pochi giorni dalla conclusione della legislatura, è un atto improprio e irresponsabile che pone in serio pericolo la conclusione dell’iter”, ha scritto il Forum del Parco delle Energie, che riunisce diverse realtà del territorio attive in difesa del lago. “L’istruttoria sta proseguendo regolarmente con i tempi e le modalità previsti”, ha replicato la Regione Lazio con una nota diramata al termine di un incontro tra i rappresentanti istituzionali e quelli dei cittadini che si è tenuto il 27 ottobre scorso.

Nonostante le rassicurazioni, il timore dei cittadini resta. Il motivo è da ricercare, in parte, nella cronologia che ha portato alla mobilitazione di questi giorni. L’area dove sorge questo lago urbano – nato in un ex complesso industriale all’inizio degli anni ’90, quando le ruspe che costruivano un centro commerciale intercettarono una falda acquifera – è stata dichiarata Monumento naturale con un decreto del presidente Zingaretti nel giugno del 2020. Attorno alle sue acque, infatti, studiosi e scienziati di varie discipline hanno riconosciuto negli anni, e grazie alla mobilitazione dei cittadini, oltre trecento specie botaniche, molte comunità vegetali, oltre sessanta specie di uccelli e habitat considerati “prioritari” dall’Unione europea.
La vertenza di oggi nasce dal fatto che il decreto del 2020 ha escluso dal perimetro sottoposto a tutela naturalistica la porzione di terreno dove sorgono i manufatti dell’ex fabbrica, di proprietà della società Ponente 1978 srl, del gruppo del costruttore romano Pulcini, lasciando a una valutazione successiva la possibilità di ampliamento.
Questa valutazione è arrivata alla fine di aprile 2021 da parte di Roma Natura, l’ente regionale che gestisce i parchi della capitale. “Anche l’area privata ha le caratteristiche naturalistiche per rientrare nel monumento naturale”, aveva detto il presidente Maurizio Gubbiotti. Tra queste, la presenza di alcuni habitat protetti e la funzione di “zona cuscinetto” utile a proteggere l’ecosistema del lago e comunque soggetta a processi di ricolonializzazione di flora e fauna. In quei giorni i riflettori sul destino del lago erano accesi perché nel mese e mezzo precedente le ruspe del proprietario avevano distrutto buona parte della vegetazione cresciuta tra i ruderi dell’area privata. Ne parlavano i quotidiani locali e il comune di Roma avanzò una segnalazione per danno ambientale alla prefettura, che portò all’apertura di una procedura presso il ministero dell’Ambiente.

Il 4 maggio il presidente Zingaretti comunicò di aver dato il via libera all’iter. Alla proposta di decreto vera e propria si è arrivati un anno dopo, il 19 maggio 2022, al termine di un’istruttoria portata avanti dagli uffici della direzione regionale Ambiente. La Regione Lazio ha reso noto dell’avvio del procedimento il 16 giugno, per le osservazioni c’erano trenta giorni di tempo.

Le osservazioni della proprietà sarebbero arrivate oltre questo termine, il 29 luglio 2022, si legge in un’interrogazione presentata dai consiglieri regionali Marco Cacciatore dei Verdi e Marta Bonafoni, della lista civica Zingaretti, che un sondaggio di Repubblica vede tra i preferiti dai lettori tra i possibili candidati alla presidenza regionale alle prossime elezioni. Nelle osservazioni vengono contestati alcuni aspetti procedimentali e soprattutto il fatto che l’area in questione non abbia valenza naturalistica tale da giustificare l’ampliamento. La diffida ad archiviare il procedimento è scritta nero su bianco. Così gli uffici della Regione Lazio, temendo il ricorso, hanno chiesto all’Ispra ulteriori verifiche. “Nonostante ci si stia avviando verso la chiusura della legislatura, l’intenzione della Giunta regionale resta quella di chiudere l’istruttoria nei tempi che ci consentano al meglio di valutare la proposta oggetto del decreto di ampliamento avvalendosi anche del supporto scientifico di Ispra”, ha scritto la Regione Lazio in una nota.

“Contestiamo questo ulteriore aggravio di istruttoria sia nel metodo, in quanto le osservazioni presentate dalla Società Ponente ’78 sono giunte oltre il limite di 30 giorni previsto dalla normativa regionale, sia nel merito, in quanto queste argomentazioni contrarie erano già state confutate dall’Ispra nel dicembre 2021 (nell’ambito del procedimento aperto presso il ministero dell’Ambiente per danno ambientale, ndr), e quindi un parere terzo esiste già, e volendo può essere velocemente acquisito agli atti”, scrive invece il Forum che teme che lo “stallo di tre mesi dalla chiusura delle osservazioni” e l’incertezza in merito ai “tempi di risposta dell’Ispra” portino a uno stop del decreto.

Tra i rappresentanti del Forum e quelli della Regione è stato aperto un tavolo di confronto. Per il prossimo 3 novembre alle ore 14 presso la sede del consiglio Regionale alla Pisana è stato indetto un nuovo presidio. Obiettivo: “Portare definitivamente il presidente Zingaretti a mantenere l’impegno preso con la città di Roma”.

 

Il video è una produzione del Forum territoriale permanente Parco delle Energie  con il Patrocinio del WWF Roma e Area Metropolitana – V Muncipio. Il regista  è Iacopo Zanon.



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