Pace e pacifismo

I 5 Stelle e molti pacifisti non sono contenti della controffensiva ucraina e non ne fanno mistero. Invece di vedervi la giusta risposta alla ingiustificabile aggressione russa vi colgono solo la premessa dell’allargamento del conflitto nella guerra nucleare mondiale.

Pancho Pardi

I 5 Stelle e molti pacifisti non sono contenti della controffensiva ucraina e non ne fanno mistero. Invece di vedervi la giusta risposta all’ingiustificabile aggressione russa vi colgono solo la premessa dell’allargamento del conflitto nella guerra nucleare mondiale. Ma adottare questo ragionamento fino alle ultime conseguenze significa pensare che era meglio se l’Ucraina si fosse arresa il primo giorno. Vittima sottomessa al tallone di Putin ma capro espiatorio necessario e utile alla pace e alla tranquillità nel resto del  mondo.
Ma l’Ucraina non si è arresa e ha combattuto per la propria libertà e indipendenza. Ha ricevuto la simpatia dei pacifisti fino a che era indifesa di fronte a bombardamenti e stragi. Ma ora che è passata al contrattacco viene accusata di essere l’ostacolo maggiore al processo di pace. Si legge che ormai sono gli ucraini che non vogliono il negoziato e quindi la continuazione della guerra è loro maggiore responsabilità.
Quindi i 5 Stelle, e non solo loro, sostengono che non si deve più inviare armi all’Ucraina. Si rendono conto che disarmare solo l’aggredito è garanzia sicura della continuazione della guerra aggravata dalla possibilità di successo dell’aggressore?
I 5 Stelle e molti altri sostengono che  ci deve essere subito il “cessate il fuoco”. Ammettiamo che i contendenti diano loro ascolto. Che cosa succede subito dopo? I russi si tengono i territori invasi e gli ucraini le loro rovine? Con quali mezzi diplomatici si può persuadere i russi a pagare gli enormi danni di guerra inflitti? O gli ucraini devono restare soddisfatti solo dal leccarsi le ferite subite? E magari consolarsi con l’immancabile Piano Marshall offerto dalla carità pelosa dell’imperialismo americano?
Restano aperti altri interrogativi. Può l’ONU senza perdere la faccia accettare che uno stato  membro permanente del suo Consiglio di sicurezza possa aggredire e sottomettere uno stato sovrano confinante?
E infine: subire il ricatto nucleare di Putin una prima volta non rischia di indurre il ricattatore a ripeterlo alla prima occasione
La pace si vince con la pace ma non ai danni dell’Ucraina. Così non sarebbe pace.

 

CREDITI FOTO: Garacci © MicroMega



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