Palestina rosso sangue

86 bambini e ragazzi palestinesi sono stati uccisi in Cisgiordania e Striscia di Gaza nel corso degli ultimi 12 mesi, rendendo il 2021 l'anno peggiore per i minori palestinesi dal 2014.

Ingrid Colanicchia

Si chiamavano Rahaf Mohammad Attalla al-Masri, Yazan Sultan Mohammad al-Masri, Marwan Yousef Attalla al-Masri, Ibrahim Yousef Attalla al-Masri, Hussein Muneer Hussein Hamad e Ibrahim Abdullah Mohammad Hassanain. Avevano tra i due e i 16 anni. Sono morti il 10 maggio scorso, a Beit Hanoun, nel nord della Striscia di Gaza, uccisi da un attacco aereo israeliano nel primo giorno dell’operazione militare Guardian of the Walls.

Basterebbe questo a tratteggiare i contorni di una tragedia, ma purtroppo l’elenco dei bambini e ragazzi palestinesi che hanno perso la vita nel corso di quest’anno non si limita a loro. A Rahaf, Yazan, Marwan, Ibrahim, Hussein e Ibrahim vanno aggiunti altri 80 nomi: tanti sono infatti, secondo la documentazione raccolta dalla sezione palestinese del Defense for Children International (DCIP), i minori palestinesi morti in Cisgiordania e a Gaza nel corso del 2021.

Non erano così tanti dal 2014, quando la Striscia di Gaza fu insanguinata da un’altra missione militare israeliana: l’operazione Protective Edge.

Di questi 86, 67 sono stati uccisi durante l’escalation militare tra le forze israeliane e i gruppi armati palestinesi: 60, da proiettili sparati da carri armati, missili lanciati da droni armati e aerei da guerra ed elicotteri Apache da parte delle forze militari israeliane; sette, da razzi dei gruppi armati palestinesi lanciati all’interno della Striscia di Gaza.

Altri 15 bambini e ragazzi sono stati uccisi dalle forze israeliane in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est, e uno, ad agosto, mentre stava protestando vicino alla recinzione perimetrale di Gaza. Due minori palestinesi sono invece stati uccisi in Cisgiordania da civili israeliani armati. Un altro, infine, è morto per via di un ordigno inesploso, la cui origine non è stata determinata.

«Secondo il diritto internazionale, la forza letale intenzionale è giustificata solo in circostanze in cui c’è una minaccia diretta alla vita o una minaccia di lesioni gravi», spiega Khaled Quzmar, direttore di Defense for Children International-Palestine. «Tuttavia, le prove raccolte dalla nostra organizzazione suggeriscono che le forze israeliane usino regolarmente la forza letale contro i minori palestinesi in un modo che può equivalere a uccisioni extragiudiziali o intenzionali».

Uno dei ragazzi uccisi quest’anno da un proiettile israeliano era il diciassettenne Obaida Jawabra. Nel 2019 era stato protagonista di un cortometraggio del DCIP in cui aveva raccontato la sua esperienza nelle carceri israeliane. All’epoca aveva 15 anni, ed era stato arrestato e imprigionato due volte: la prima quando aveva 14 anni, la seconda un anno dopo. L’accusa, come per la stragrande maggioranza delle centinaia di bambini e ragazzi palestinesi arrestati ogni anno dalle forze israeliane in Cisgiordania, era di aver lanciato delle pietre.

«Perché hai scelto la scuola agraria?», chiedeva Obaida a un suo amico nel cortometraggio. «Perché mi piacciono le piante e gli animali», gli aveva risposto l’altro. «Io per evitare materie difficili come fisica, chimica, biologia…», aveva detto Obaida con un accenno di sorriso, per poi aggiungere: «L’agricoltura può farti avere un buon lavoro, un lavoro rispettabile».

Obaida è morto il 17 maggio nel campo profughi di Al-Arroub, vicino a Hebron, dove abitava. Ha riportato una ferita da arma da fuoco al petto durante una manifestazione all’ingresso del campo situato vicino alla Route 60, la principale autostrada israeliana che taglia la Cisgiordania per collegare gli insediamenti israeliani illegali a Gerusalemme.

Dal 2000, secondo i dati raccolti dal DCIP, sono stati 2.206 i minori palestinesi uccisi a causa della presenza di coloni e militari israeliani nei Territori palestinesi occupati. Ma Israele anziché prendere provvedimenti criminalizza proprio le organizzazioni come Defense for Children International-Palestine. Quest’ultima è infatti tra le sei realtà della società civile palestinese dichiarate terroristiche qualche settimana fa, senza fornire alcuna prova, dal ministro della Difesa israeliano.

Credit immagine: Gaza city, luglio 2021, artisti ricordano bambini e ragazzi uccisi durante l’operazione militare Guardian of the Walls. ANSA Ashraf Amra/APA Images via ZUMA Wire



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