Si scrive Matteo Piantedosi, si legge Matteo Salvini

Le cariche alla Sapienza come biglietto da visita. Le direttive contro le navi delle Ong come manifesto politico. Chi è il nuovo ministro dell’Interno.

Maurizio Franco

Matteo Piantedosi è il nuovo ministro dell’Interno e le sue priorità, esposte sul giornale radio Rai, sono baby gang e immigrazione. Su questo fronte, il neoeletto ha sottolineato l’importanza della “salvezza delle persone e l’approccio umanitario” e ha aggiunto “che tutto quello che può essere finalizzato a prevenire che ci siano questi viaggi che a volte si trasformano in viaggi della morte, sarà alla nostra attenzione”. Inoltre, ha annunciato la convocazione del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza pubblica per affrontare la questione anche con la polizia. Ai suoi vertici e a quelli della Capitaneria di porto ha inviato una direttiva per cui le navi Ocean Viking e la Humanity 1 non sono “in linea con lo spirito delle norme europee e italiane in materia di sicurezza e controllo delle frontiere e di contrasto all’immigrazione illegale”. Ong e soccorso in mare. Mentre all’Università La Sapienza, all’entrata della facoltà di scienza politiche, i manganelli delle forze dell’ordine hanno colpito violentemente un presidio composto da studenti che protestavano contro un convegno organizzato da Azione universitaria – formazione studentesca di destra – con Daniele Capezzone e Fabio Toscani, presidente di Gioventù nazionale e deputato nelle fila di Fratelli d’Italia.

A poche ore dal discorso del premier Giorgia Meloni alla Camera, il Viminale ha esposto la sua idea di governo. Con l’ex prefetto di Roma e già capo di gabinetto del dicastero ai tempi di Matteo Salvini sullo scranno più alto dell’ordine pubblico. Matteo Piantedosi, infatti, ha seguito passo passo l’ascesa del Carroccio tra “porti chiusi” e decreti sicurezza – dal 2018 al 2019 quando la Lega ha governato con il Movimento 5 stelle -, dando concretezza materiale, sulle strade e in mare, alle idee legislative partorite dal partito del nord. È stato anche indagato dalla Procura di Agrigento e la sua posizione repentinamente archiviata per i reati di sequestro di persona, arresto illegale e abuso d’ufficio in riferimento al caso della nave Diciotti, a cui fu negato lo sbarco dei migranti soccorsi in mare.

Piantedosi è prefetto dal 2011, prima a Lodi, poi Bologna e Roma, con una parentesi come vicecapo della polizia. Nel 2012 è stato il secondo in ordine di gerarchia nel gabinetto del ministro leghista Roberto Maroni. Decoro e legalità alla base del suo operato. A Bologna, ha dato il via al “mini-daspo urbano”, lo strumento amministrativo che permette di allontanare da determinate aree chi compie reati come lo spaccio di droghe, se precedentemente denunciato o arrestato per gli stessi fatti. “È evidente che quando ho preso questo provvedimento non avevo la presunzione che fosse risolutivo di tutto il fenomeno dello spaccio però possiamo dire che si sono ridotti certi assembramenti di persone e che sia stato dato uno strumento in più alle forze dell’ordine. I cittadini più volte si lamentavano della situazione e abbiamo risposto a tale esigenza […]”, disse il prefetto a Il Resto del Carlino nel 2017, riferendosi al parco bolognese della Montagnola.

A Roma, è stato il tempo degli sgomberi dei palazzi occupati durante i mesi più caldi della pandemia. “Le regole Covid non bloccheranno questo percorso. La proprietà privata è sacra. Siamo pronti a riprendere in mano il programma, ci sarà un’accelerazione, niente tempi lunghi ma senza trasferire il problema altrove: vanno cercate soluzioni alternative per chi ne ha bisogno”, ha affermato in un’intervista rilasciata al Messaggero. E, nel 2022, sul tavolo delle “riqualificazioni”, lo spazio sociale Spin-Time Labs e il Museo dell’Altro e dell’Altrove (Maam) lungo la via Prenestina. Sempre sulle stesse colonne del giornale capitolino, ha dichiarato di voler utilizzare l’esercito fuori dai campi rom. “La prospettiva è di delocalizzare le pattuglie impegnate nell’operazione Strade sicure dal centro, più vuoti di turisti e lavoratori in questo periodo Covid, per portarle nelle periferie”. È durante il suo mandato che militanti di Forza Nuova e frange del movimento “No greenpass” hanno assaltato la sede nazionale della Cgil, il 9 ottobre 2021. Con forti critiche per la gestione dell’ordine pubblico. “Non è possibile escludere che il tentativo dei membri di Forza Nuova di innalzare il livello dello scontro si ricolleghi anche ad un’azione di forte contrasto di cui nell’ultimo anno gli stessi sono stati destinatari, articolatasi sia con interventi specifici da parte delle forze di polizia nei confronti di alcuni loro leader sia per mezzo dello sgombero che abbiamo effettuato di due immobili che avevano abusivamente adibito a loro sedi. E questo tipo di attività proseguiranno senza sosta anche nell’immediato futuro, in ogni direzione possibile”, ha detto il prefetto, ora ministro, all’indomani dell’attacco senza matrice.

FOTO: ANSA / LUIGI MISTRULLI



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