Neve e silenzio: voci da Kiev sotto assedio

Nuovo podcast di Valerio Nicolosi dalla capitale ucraina. Il sesto giorno di guerra è iniziato sotto una fitta nevicata.

Valerio Nicolosi

Il sesto giorno di guerra inizia sotto la neve. C’è ancora più silenzio in città dopo una notte di bombardamenti. Piano piano le persone sono scese in strada. I primi negozi, quelli che hanno ancora delle scorte, stamattina hanno aperto presto, intorno alle 8.30. Le persone cercano di comprare il necessario, ma inizia a essere un problema avere dei contanti in tasca. I bancomat non funzionano. Impossibile prelevare.

Continuo ad avere difficoltà a registrare la voce delle persone. Tutti hanno paura di esporsi: i russi potrebbero vincere e il timore è quello delle ritorsioni. Sono riuscito a parlare con una signora, una madre. Ha due figli di 8 e 12 anni. Il marito ha scelto di arruolarsi e lei è costretta a passare le notti da sola con i due bambini. Ma comprende la scelta del marito: “Deve difendere l’Ucraina”.

La resistenza di Kiev è ormai realtà. Dall’invasione spedita siamo passati alla guerriglia. La gente della Capitale sta provando a difendersi in ogni modo, dando così una speranza all’Ucraina: quella di impedire la conquista russa. La domanda è quanto però potrà durare questa resistenza. I russi potrebbero decidere, volendolo, di radere letteralmente al suolo la capitale. Come mi ha raccontato la signora, però, la paura è che questo assedio possa durare settimane, se non mesi.
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