Se la propaganda si traveste da pedagogia. In Polonia un nuovo, controverso manuale di storia

Un nuovo libro di storia dovrebbe migliorare la coscienza storica degli studenti. Ma i critici avvertono che non è altro che un tentativo di indottrinare i giovani.

Tom Junes

Il 1° settembre centinaia di migliaia di studenti polacchi delle scuole superiori hanno iniziato il nuovo anno scolastico, dove verrà loro insegnato un nuovo corso di “Storia e presente” (Historia i Teraźniejszość – HiT), che sostituirà l’attuale programma di studi sociali “Conoscenza della società”.

Parte di una revisione del sistema educativo del Paese voluta dal ministro dell’Istruzione, Przemyslaw Czarnek, militante cattolico-conservatore del partito al governo Diritto e Giustizia (PiS), il nuovo corso ha ufficialmente lo scopo di migliorare la conoscenza e la comprensione della storia e della politica contemporanee da parte degli studenti. Tuttavia, è stato investito da forti polemiche e sta incontrando aspre critiche da parte degli storici.

Pur costituendo formalmente uno strumento pedagogico, “Storia e presente” sembra concepito piuttosto come uno schema di indottrinamento politico sponsorizzato dal PiS. Nelle ultime settimane, l’agenda ideologica del corso è diventata sempre più chiara grazie al contenuto dell’unico libro di testo approvato dal governo per il corso stesso.

Il libro di testo ha già innescato un’ondata di commenti sui mezzi di informazione, oltre a beffe e indignazione sui social media. Nel frattempo il Ministero, dopo essere stato minacciato di querela da un genitore preoccupato, si è detto pronto a cancellare un passaggio che si riferisce ai bambini concepiti attraverso la fecondazione in vitro come a “prodotti di un programma di allevamento umano” chiedendosi se questi bambini saranno mai amati.

La rappresentazione politicamente faziosa della fecondazione in vitro è solo una delle dozzine di esempi di una narrazione manipolativa contenente distorsioni e persino falsificazioni fattuali presenti nel libro di testo.

Il suo autore, Wojciech Roszkowski, economista e storico, è coautore di un precedente libro di testo di storia pubblicato due decenni fa, così come di un altro libro di storia che, a differenza di quello di oggi, è stato ben accolto anche dai suoi attuali critici.

Ma le opinioni di Roszkowski si sono radicalizzate nel tempo (come è chiaro da alcune delle sue pubblicazioni più recenti) e il libro in questione potrebbe anche essere stato scritto “su richiesta” del Ministero guidato da Czarnek per propagare la visione cattolica, conservatrice e nazionalista del PiS rispetto a Polonia, Europa e Occidente (Roszkowski è un ex eurodeputato del PiS).

Tecnicamente, tuttavia, il volume di Roszkowski non dovrebbe essere l’unico libro di testo obbligatorio per il corso e si presume che gli insegnanti abbiano un certo margine nella scelta dei materiali didattici da usare in classe. Eppure al momento non è stata immessa sul mercato alcuna alternativa: il libro di Roszkowski è stato terminato in tutta fretta per l’inizio del nuovo anno scolastico, mentre un altro libro di testo è attualmente in stallo, nelle pieghe di un processo di revisione, rendendo quello di Roszkowski l’unico disponibile per il corso.

Mix di problemi

I fautori del libro di testo non solo affermano che esso affronta il problema della mancanza di conoscenza politica e storica dei giovani, ma sottolineano anche che di fatto riempie un vuoto (nonostante la significativa produzione di istituzioni controllate dal PiS come l’Istituto della Memoria Nazionale) soddisfacendo insegnanti e alunni più conservatori e patriottici.

Tuttavia, i critici del libro di testo hanno evidenziato diversi aspetti problematici. In primo luogo, presenta alcuni seri problemi didattici. Troppe notizie non verificate vengono seminate in tutto il volume, mentre il libro manca di riferimenti a testi storici, rendendo più difficile per i giovani comprendere il processo storico degli ultimi otto decenni. Inoltre, il materiale visivo (le foto e le didascalie) spesso non è correlato al testo, ma è piuttosto al servizio del pregiudizio. Ad esempio, l’ex presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, cristiano democratico, viene presentato come un ammiratore di Karl Marx, il quale viene etichettato come il “precursore del sistema criminale comunista”, mentre manifestanti di estrema destra alla famigerata marcia dell’Indipendenza a Varsavia sono presentati come difensori della fede cattolica.

In secondo luogo, nella forma il volume si discosta dalla prosa standard dei libri di testo, costituendo invece un saggio pieno di digressioni casuali sul presente che non sono altro che opinioni e pregiudizi personali dell’autore presentati come “verità”. Roszkowski afferma che il boom economico del dopoguerra e la crescente integrazione dell’Europa occidentale hanno coinciso con una crisi esistenziale di identità che ha innescato un crollo di civiltà e una degenerazione della morale e delle norme. Un crollo rafforzato dalla rivolta giovanile degli anni Sessanta e dall’ascesa della cultura pop e della musica rock. Lungo tutto il libro, quest’ultima continua a innescare l’apparente ossessione di Roszkowski per la nudità e il sesso, grazie alla quale il lettore apprende persino dettagli come le scimmie fornicanti fonte di ispirazione per i Beatles.

Un’altra questione che ha ripetutamente attirato strali all’autore è quella costituita dai movimenti degli ultimi decenni per i diritti delle donne e dei gay, per i quali non solo incolpa la deriva dell’Occidente nella dissolutezza sessuale, ma anche l’influenza del “neomarxismo”. A un certo punto, Roskowski lamenta una rappresentazione negativa, supposta unilaterale, delle crociate medievali come esempio di political correctness (per non condannare la cultura araba e islamica). Altrove, ritrae il movimento Black Lives Matter come un movimento razzista vendicativo contro i bianchi perché, secondo lui, la schiavitù era semplicemente un’accettabile norma sociale e legale del XIX secolo.

In terzo luogo, il libro presenta una narrazione prevenuta e politicizzata inadatta a un libro di testo (il cui obiettivo principale è aiutare gli insegnanti e gli alunni). Basta sfogliare le prime pagine per leggere che la Polonia è stata la più grande vittima della Seconda guerra mondiale, avendo dovuto sopportare gli orrori del totalitarismo nazista e comunista, mentre la reputazione di martirio e di salvataggio degli ebrei della nazione polacca sarebbe stata macchiata da deliberate politiche tedesche. Il capitolo successivo prosegue poi parlando del rapporto tra nazismo e ideologie popolari contemporanee come “socialismo, liberalismo, femminismo, ideologia di genere e democrazia cristiana contemporanea”.

Il testo si distingue per essere altamente manipolativo e pieno di iperboli e deliberate omissioni. L’emergere dell’opposizione polacca è volutamente illustrata esclusivamente con foto di personaggi che in seguito sono diventati attivisti e politici del PiS, ma i cui ruoli nell’opposizione erano minori o secondari. Per quanto riguarda l’Occidente, il Berkeley Free Speech Movement, le proteste contro la guerra del Vietnam e la rivoluzione sessuale sono raggruppati insieme alla “rivoluzione hippie” e descritti come un violento culto sessuale comunista teso a equiparare cani e uomini, di cui Charles Manson e l’omicidio di Sharon Tate sono stati logico risultato. Questa teoria sulla rivolta giovanile degli anni Sessanta viene poi paradossalmente illustrata con la foto di un Pride contemporaneo in Polonia.

Il libro soffre anche di mancanza di accuratezza fattuale e, a volte, si spinge fino a sostenere vere e proprie falsità, come l’affermazione che i neri hanno ottenuto il diritto di voto negli Stati Uniti solo alla fine degli anni Sessanta, guarda caso nel periodo in cui Roszkowski situa il presunto inizio del crollo della civiltà occidentale. Nonostante la sua rappresentazione da giorno del giudizio del crollo occidentale, il libro è ancora essenzialmente incentrato sull’Occidente e persino apologetico, come nella sua rappresentazione del colonialismo occidentale che risulta in una decolonizzazione relativamente benevola (in netto contrasto con la sua visione del dominio sovietico della Polonia e dell’Europa orientale) in cui le aziende occidentali competevano per le risorse nei territori controllati dai “popoli e tribù liberati” brutali e violenti.

Il libro di testo di Roszkowski in definitiva non è altro che un mediocre, parrocchiale opuscolo politico intriso di argomenti di estrema destra ma travestito da prodotto dell’eccellenza e dell’autorità accademiche. Piuttosto che presentare qualcosa di critico od originale, prende semplicemente in prestito dai comuni tropi cristiano-conservatori occidentali e dell’alt-right su questioni relative a religione, cultura e razza, di quelli che si incontrano nei programmi tv [su Fox News] di Tucker Carlson o Laura Ingraham, mentre riecheggia altre voci di estrema destra dell’Europa orientale come l’ungherese Viktor Orbán o estremisti marginali come Aleksandr Dugin nel pontificare sulla “fine di un Occidente marcio e decadente”.

I limiti di un progetto ideologico

Il libro di Roszkowski funge da compendio, mettendo insieme i vari aspetti che compongono il pacchetto ideologico del PiS: un cattolicesimo arci-conservatore che si oppone ai principali pilastri della modernità occidentale e della cultura liberale; una visione martirologica di una nazione polacca omogenea contraria all’influenza russa e tedesca; una nostalgia mitologica per l’anticomunismo reaganiano e thatcheriano che alimenta un moderato euroscetticismo mentre si crogiola in un sentimento di superiorità della civiltà bianca, cristiana ed europea.

In quanto tale, pone inevitabilmente la questione del suo possibile impatto. Il pubblico principale del libro di testo è costituito da adolescenti nati non solo dopo l’adesione della Polonia all’UE, ma anche dopo i primi governi del PiS del 2005-2007.

Ma riuscirà il libro di testo a far rivoltare i giovani polacchi contro la modernità occidentale, a rinvigorire la fede cattolica tra le loro file, a farli opporre a una maggiore integrazione europea o ai diritti delle donne e delle persone lgbt? Aumenterà la coscienza storica dei giovani? Questo è il nocciolo della questione.

Il libro non dovrebbe essere del tutto respinto: c’è sicuramente una significativa minoranza di giovani polacchi che sposa il tipo di opinioni conservatrici e nazionaliste in esso propagato. Tuttavia, sondaggi mostrano anche che una pluralità di giovani ha opinioni liberali e di sinistra, è fortemente europeista, proprio come la maggior parte della popolazione in generale. E aggiungendo al danno la beffa per i cattolici conservatori polacchi, la cultura capitalista del consumo ha avuto più successo nel secolarizzare la società polacca di quanto non abbia mai fatto il governo comunista ateo.

Alcune autorità municipali hanno già emesso giudizi negativi sull’uso del libro di Roszkowski. È anche altamente probabile che una percentuale di insegnanti lo rifiuterà e farà uso di altro materiale didattico. Attraverso internet e i social media, i giovani hanno accesso a un multiverso di informazioni che, nel bene e nel male, possono fornire alternative a quanto proveniente da un libro di testo politicizzato.

Se l’opposizione riuscirà mai a estromettere il PiS dal potere, il suo lavoro sarà quello di disfare la svolta illiberale degli ultimi anni, ma neanche il PiS dovrebbe farsi illusioni. Finché c’è accesso a informazioni diverse da questo libro di testo, finché gli insegnanti del Paese riflettono il pluralismo della società, finché i giovani godono delle libertà e delle opportunità che l’attuale UE offre loro, non ci sono molte possibilità che il progetto ideologico del PiS abbia successo. La gioventù polacca non ha preso per buona la propaganda dell’era comunista, ed è improbabile che ora accetti quella servita dal PiS.

Semmai, è più probabile che questa propaganda alimenti uno spirito di risentimento e ribellione tra i giovani polacchi. Czarnek, Roszkowski e altri ideologi del PiS potrebbero alla fine accelerare ciò che stanno disperatamente cercando di fermare.

(traduzione dall’inglese di Ingrid Colanicchia)

* L’articolo è uscito originariamente su Balkan Insight il 5 settembre 2022 con il titolo “Propaganda Posing as Pedagogy: Poland’s Controversial new History Textbook”. Balkan Insight è il sito web di punta in lingua inglese del Balkan Investigative Reporting Network.



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