Primo maggio di rivoluzione in Iran, anche fra i lavoratori

Per la prima volta dall'inizio della rivoluzione in Iran, un sindacato di lavoratori si è unito formalmente a "Donna, Vita, Libertà". Sono i lavoratori precari del settore del petrolio che con un comunicato hanno espresso il loro sostegno alla mobilitazione e chiamato allo sciopero generale in tutto il Paese. Questo mentre all'estero, istituzioni e politica e una parte della diaspora iraniana punta al "regime change" in favore dell'erede dello scià piuttosto che sostenere il processo democratico autoctono dei rivoluzionari e delle rivoluzionarie.

Federica D'Alessio

La rivoluzione in Iran va avanti, non senza difficoltà anche dovute agli interessi contrapposti di segmenti sociali che vorrebbero sì rovesciare il regime, ma con interessi e ambizioni molto diverse fra loro. Non si placa la divisione, innanzitutto fra gli iraniani della diaspora, intorno al ruolo che in questi mesi sta giocando l’erede dello scià Rehza Pahlavi, che si è candidato esplicitamente al ruolo di futura guida dell’Iran, puntando dunque a un regime change il quale non è affatto, tuttavia, nelle intenzioni del popolo e innanzitutto delle donne e dei giovani che sulla propria pelle stanno subendo la repressione in tutte le città e regioni del Paese, mentre manifestano contro il regime dei mullah. Su MicroMega 3/2023 – in libreria dal 25 maggio – pubblicheremo un lungo articolo dell’attivista laica e di sinistra Maryam Namazie, che racconta le sfide incrociate per un futuro di democrazia in Iran. MicroMega anche cercato di intervistare su questo Masih Alinejad, molto nota attivista per i diritti delle donne che più volte ha scritto anche sulle nostre pagine, firmataria di un appello in partnership con Rehza Pahlavi. Alinejad non ha risposto alle nostre domande. Sul recente tour promozionale che Rehza Pahlavi ha svolto in Italia c’è stata anche una diversa risposta delle forze politiche nazionali. Pahlavi ha infatti tenuto nei giorni scorsi una conferenza stampa alla Camera dei deputati, su invito di Roberto Bagnasco, deputato di Forza Italia, e del think tank liberista Istituto Friedman. La conferenza stampa è stata stigmatizzata, oltre che da alcuni gruppi rivoluzionari di studenti e studentesse iraniani, anche dal Movimento 5 Stelle, che in una nota ha ribadito “nel contesto attuale è necessario sostenere il popolo iraniano nella sua interezza, in modo inclusivo, evitando di indicare alternative specifiche o peggio ancora veri e propri “regime change” a favore di singoli, poiché tale comportamento, oltre ad essere politicamente e moralmente erroneo, finirebbe per contribuire a disgregare l’unità stessa delle opposizioni contro il regime”.

In questo contesto difficile, in cui da parte degli Stati occidentali non si registra alcun reale sostegno alla lotta dei rivoluzionari e delle rivoluzionarie contro il regime, prosegue la protesta degli iraniani e iraniane, e coinvolge anche i lavoratori. Da giorni, gli operai precari iraniani del settore petrolifero stanno scioperando in migliaia, in oltre 100 centri diversi, in protesta contro il regime. Hanno diffuso un comunicato in cui proclamano sostegno alla rivoluzione e lanciato un appello a tutti i lavoratori affinché si realizzi uno sciopero generale in tutto il paese. La loro è la prima organizzazione sindacale che formalmente aderisce alla Rivoluzione Donna Vita Libertà.
Di seguito il testo integrale del comunicato, importante da leggere nella sua interezza:

Oggi è il giorno della solidarietà, dell’unità e della lotta contro il sistema che ci ha involontariamente portato a una guerra impari per la sopravvivenza. Un sistema che ha distrutto le vite e i mezzi di sussistenza su cui ci basavamo noi e le nostre famiglie in Iran, con salari bassi, pagamenti ritardati, trascurando la sicurezza dell’ambiente di lavoro, senza sicurezze sanitarie, contratti precari e dozzine di altre vie per lo sfruttamento. Quest’anno, la Giornata Internazionale del Lavoro si colloca in una atmosfera particolare, diversa rispetto agli anni precedenti: ciò grazie alla continuazione del movimento rivoluzionario Donna, Vita, Libertà.  Una rivoluzione liberatrice di cui noi, i lavoratori, siamo un pilastro portante. Le nostre parole sono le parole della società e mentre abbiamo sempre avanzato le nostre rivendicazioni, abbiamo anche gridato  le rivendicazioni della società tutta e il dolore della gente. La nostra enfasi è ancora sulle disposizioni importanti della carta delle rivendicazioni minime elaborata da venti organizzazioni attive in Iran, di cui siamo stati uno dei firmatari. Noi, i lavoratori, abbiamo sempre insistito sulla libertà di espressione, di protesta e sciopero senza condizioni, abbiamo chiesto la fine di ogni oppressione, umiliazione e discriminazione contro le donne, abbiamo definito l’hijab un mezzo per sopprimere l’intera società, dichiarando la nostra opposizione alla pena di morte, vogliamo uguali i diritti di tutti i cittadini indipendentemente da genere, etnia, religione e credo, abbiamo detto che non ci sottometteremo ad alcuna forma di esercizio del potere dall’alto, sia sul posto di lavoro che nella vita e nella società. Per realizzare i nostri desideri, riteniamo che la migliore forma di amministrazione sia quella implementata dai consigli di fabbrica e dei consigli municipali con l’esercizio della volontà collettiva. Questi sono tutti i nostri punti in comune con il movimento Donna, Vita, Libertà che è completamente contro ogni discriminazione, sfruttamento, sottomissione e oppressione di classe. Annunciamo insieme in occasione del Primo Maggio più che mai la nostra determinazione a porre fine a più di cento anni di schiavitù e oppressione dei lavoratori e dell’intera società.
Amici!
In questo momento, gran parte dei nostri colleghi assunti per progetto, sono impegnati in uno sciopero potente e diffuso. Entreremo nello sciopero che abbiamo menzionato prima con forza, e ora migliaia di noi sono in sciopero in quasi 100 centri, aziende, officine e impianti. Abbiamo avviato un movimento ampio e diffuso per le rivendicazioni salariali. Un movimento contro la povertà, la discriminazione e lo sfruttamento che ci ha costretti a vivere una vita al di sotto della dignità umana. Questo movimento non dovrebbe rimanere a questo livello. Quanto chiediamo noi lavoratori a progetto è una richiesta per tutti i lavoratori, quindi il nostro appello ai lavoratori del petrolchimico ed a tutti i settori d’impiego di unirsi all’enorme movimento di lotta per i salari in modo da respingere in tal senso, con la forza delle nostre proteste a livello nazionale, la delibera del Consiglio Supremo del Lavoro e questa repressione degli operai e dei loro salari. Oltre al fatto che i nostri colleghi assunti tramite intermediari e quelli assunti ufficialmente hanno delle rivendicazioni sinora non accolte, il nostro sciopero può essere una base per unirci a uno sciopero nazionale atto a rimuovere il sistema degli appaltatori parassiti e porre fine all’atmosfera da caserma all’interno del settore petrolifero e perseguire le nostre rivendicazioni,  per scendere in piazza e diventare con più forza la voce di protesta di tutti i lavoratori e di tutti i popoli contro la povertà, la schiavitù e la precarietà. Noi lavoratori abbiamo dolori comuni tra noi: sferriamo insieme un colpo più efficace contro le radici dell’oppressione dominante con i nostri scioperi a livello nazionale. E un altro punto importante in occasione della Giornata Internazionale del lavoro è sottolineare l’immediata liberazione di lavoratrici e  lavoratori incarcerati e tutte le persone arrestate durante gli otto mesi di rivoluzione e di tutti i prigionieri politici. Con il grido di ” liberate i prigionieri politici”, dovremmo sottolineare il rilascio immediato e incondizionato di tutte e tutti loro. il 1° maggio, Giornata internazionale dei lavoratori, è il giorno della protesta nazionale di tutti i lavoratori e di tutte le persone. Alla vigilia di questo giorno, tutti i settori della società dovrebbero gridare le loro richieste e sbarazzarsi di ogni schiavitù e sfruttamento, organizzare manifestazioni piene di passione e andare a celebrare questo grande giorno.
Lunga vita al 1° maggio, Giornata Internazionale del Lavoro
Consiglio per l’organizzazione delle proteste dei lavoratori a contratto del settore petrolifero IRAN
26 aprile 2023

Per oggi, Primo maggio, sono previste numerose manifestazioni e momenti di protesta in piazza. Su Twitter alcuni stanno denunciando gli arresti preventivi di attivisti da parte del regime, proprio allo scopo di scoraggiare le manifestazioni di protesta legate alle rivendicazioni dei lavoratori nel giorno della loro Festa.

CREDITI FOTO: Consiglio di coordinamento delle proteste di operai al progetto del settore petrolifero, Iran



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