La Germania s’è desta

Nel fine settimana un milione e mezzo di tedeschi ha inondato le strade di diverse città per esprimere un chiaro segnale contro l’avanzata dell’estrema destra nel Paese.

Cinzia Sciuto

In un’ondata di proteste come non si vedeva da molto tempo in Germania, centinaia di migliaia di persone hanno preso parte a manifestazioni in tutto il Paese durante l’ultimo fine settimana contro l’estremismo di destra. Le manifestazioni si sono svolte in circa cento località in tutta la Germania. A Berlino, circa 100mila persone si sono radunate all’esterno del Bundestag, mentre a Monaco dove erano attese circa 20mila persone ne sono arrivate così tante di più (80mila secondo la polizia, 200mila stando agli organizzatori) che la manifestazione è stata sciolta per ragioni di sicurezza. A Francoforte 35mila persone hanno inondate le vie del centro storico, più di 10mila a Colonia. “Impariamo dalla storia invece di ripeterla”, “Nessuna tolleranza per l’intolleranza”, “AfD – un incubo per la Germania” sono alcuni degli slogan che hanno attraversato le piazze. Dai giovani attivisti per il clima alle “Omas gegen Rechts” (Nonne contro la destra), le persone si sono raccolte attorno ad appelli spontanei, spesso partiti da singoli o da piccoli gruppi.

Le proteste sono state innescate da un rapporto dell’organizzazione di giornalismo investigativo Correctiv, pubblicato il 10 gennaio, nel quale si svelava un incontro segreto che si è svolto a novembre scorso nei pressi di Berlino e che ha visto la partecipazione di membri del partito di estrema destra Alternative für Deutschland (AfD) e di Martin Sellner, un leader del Movimento Identitario austriaco. Durante l’incontro, si è discusso di un progetto per la deportazione di milioni di immigrati e rifugiati, compresi alcuni con cittadinanza tedesca.

Il Movimento Identitario è noto per la sua adesione alla teoria del complotto della “grande sostituzione“, che sostiene l’esistenza di un piano per sostituire la popolazione bianca europea “nativa” con migranti non bianchi. L’AfD ha confermato la presenza dei suoi membri a questo incontro, ma ha negato di aver adottato il progetto di “remigrazione” almeno nelle sue forme più estreme promosse da Sellner.

La notizia dell’incontro e dei suoi contenuti ha suscitato indignazione in Germania, specialmente in un periodo in cui l’AfD sta guadagnando popolarità nei sondaggi, che lo indicano addirittura come il secondo partito in Germania su base nazionale, e il primo in alcuni Länder. Attualmente la possibilità che l’AfD arrivi alla guida di un governo sia regionale sia, ancor di più, nazionale è scongiurata dal fatto che tutti gli altri partiti hanno più volte dichiarato che non si alleeranno mai con l’AfD. Alle recenti elezioni regionali in Assia, per esempio, il partito di estrema destra era secondo dopo la Cdu e solo la decisione di quest’ultima di allearsi con la Spd (che era arrivato terzo) ha i impedito che l’AfD entrasse nel governo.

Ma quanto durerà questa conventio ad excludendum? E soprattutto: sarà sufficiente ad arginare l’influenza che l’AfD ha nella società tedesca? O non avrà invece come effetto quello di spostare a destra l’asse di partiti come la Cdu e la Spd? Sono domande che attraversano anche le piazze tedesche di questi giorni.



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