Quirinale, l’aria fritta di Conte, Letta e Speranza

Ormai rassegnati alla subalternità, vi siete già piegati all’idea di eleggere un candidato insieme a queste destre nemiche della Costituzione.

Paolo Flores d'Arcais

Stimato avvocato Conte, stimato onorevole Letta, stimato ministro Speranza, al termine del vostro incontro per una linea comune sulla Presidenza della Repubblica, avete cinguettato tutti lo stesso messaggio: “Ottimo incontro. Lavoreremo insieme per dare al Paese una o un Presidente autorevole in cui tutti possano riconoscersi. Aperti al confronto. Nessuno può vantare un diritto di prelazione. Tutti abbiamo il dovere della responsabilità” (cito dall’agenzia Ansa).
Insomma, aria fritta.

Le destre hanno il loro candidato unico, Silvio Berlusconi, un pregiudicato patentato perché condannato con sentenza definitiva a quattro anni di carcere per frode fiscale (per un politico uno dei delitti più abietti). Voi non siete neppure in grado di dire che questa candidatura è di per sé una lordura lanciata contro i valori elementari della Costituzione repubblicana.

Non siete neppure in grado di ricordare l’abc, che il Presidente è della Costituzione il garante, il custode, che l’unità nazionale che dovrà rappresentare (art. 87) è appunto quella del patriottismo costituzionale, che ci rende con-cittadini in quanto tutti con-dividiamo i valori della Costituzione, prolungamento del 25 aprile (non a caso festa nazionale).

Non dunque un Presidente “super partes”, ma dalla parte della Costituzione. Un Presidente che non fosse dalla parte della Costituzione sarebbe già un vulnus alla convivenza civile, che nel rispetto della Costituzione (nata dalla Resistenza antifascista) ha il suo fondamento.

In realtà, non essendo in grado di indicare un candidato di tutte le forze che si proclamano ancora indefettibilmente amiche della Costituzione, vi siete già piegati all’idea di eleggerne uno insieme a queste destre, che la Costituzione hanno “in gran dispitto”.

Alla fine dovrete scegliere tra Draghi e Mattarella bis. Non credo infatti che arriverete al masochismo (che è però sadismo verso i cittadini) di votare uno dei nomi che queste destre fanno circolare se Berlusconi non avrà i voti, Letta (Gianni), Pera, Casellati, Cartabia, Moratti … e via reazionariando.

Ma un Mattarella bis sarebbe al limite accettabile, se per durare l’intero settennato, altrimenti a eleggere il suo successore potrebbe essere una maggioranza parlamentare di odiatori della Costituzione.

In realtà volete solo cercare di non guardare in faccia la realtà: una maggioranza di governo non c’è più, sia che Draghi vada al Quirinale sia che vi resti Mattarella sia che vi mettiate d’accordo su uno dei “loro”, spacciandolo per super partes. La campagna elettorale è già cominciata, che si voti con un anno di anticipo o alla scadenza naturale. Ma le destre (orbaniane e kaczynskiane) la campagna elettorale la stanno già facendo, con tutta l’efficacia possibile, decisi a far passare (cioè tracollare) l’Italia dalla democrazia liberale (per quanto piena di magagne, contraddizioni, schifezze di establishment) alla demokratura. Voi siete ancora inesistenti, ormai rassegnati alla subalternità, incapaci di uscire dall’orizzonte della partitocrazia.

Non riuscite a capire che l’unico modo per tornare a contare sarebbe un bagno nella società civile delle lotte e dei movimenti di opinioni che chiedono di realizzare la Costituzione. Sono queste le speranze che portarono ai risultati elettorali che cinque anni fa vi facevano maggioranza. Se non ne fate la vostra bandiera i risultati sono già scritti nei sondaggi costanti di questi ultimi anni: le destre (orbaniane e kaczynskiane) al potere.

L’elezione del Presidente della Repubblica dovrebbe perciò essere il primo momento di questa battaglia, coinvolgendo l’opinione pubblica democratica e non limitandosi alle alchimie dei voti dei “grandi elettori” (voti che in non pochi casi sono già all’asta, lo sanno anche i sassi).

Carlassare, Zagrebelsky, Parisi, Caselli, Scarpinato …, i nomi di altissimo profilo per un Custode della Costituzione non mancano certo.

Manca il vostro coraggio, fin qui. Il realismo.



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