La Corte Costituzionale boccia il referendum sull’eutanasia

I giudici respingono il quesito: "Non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana".

Daniele Nalbone

La Corte costituzionale non ha ammesso il referendum sull’eutanasia. Questa la nota della Consulta diramata nella serata del 15 febbraio: “La Corte costituzionale si è riunita in camera di consiglio per discutere sull’ammissibilità del referendum denominato Abrogazione parziale dell’articolo 579 del Codice penale (omicidio del consenziente). In attesa del deposito della sentenza, l’Ufficio comunicazione e stampa fa sapere che la Corte ha ritenuto inammissibile il quesito referendario perché, a seguito dell’abrogazione, ancorché parziale, della norma sull’omicidio del consenziente, cui il quesito mira, non sarebbe preservata la tutela minima costituzionalmente necessaria della vita umana, in generale, e con particolare riferimento alle persone deboli e vulnerabili. La sentenza sarà depositata nei prossimi giorni”.

Le reazioni:



Ti è piaciuto questo articolo?

Per continuare a offrirti contenuti di qualità MicroMega ha bisogno del tuo sostegno: DONA ORA.

Altri articoli di Daniele Nalbone

Mutuo supporto, solidarietà e saperi condivisi: questo quanto emerge dal progetto di ricerca “La Pienezza del Vuoto”.

Il crollo di Salvini, la scomparsa di Di Maio, il flop di Letta. Resiste solo Conte. Così Giorgia Meloni ha vinto senza faticare.

Intervista a Vanessa Pallucchi, portavoce del Forum Terzo Settore, per analizzare la campagna elettorale: “Molto meglio i programmi del dibattito”.

Altri articoli di Politica

Il Wall Street Journal ha pubblicato un articolo di Joe Biden in cui il Presidente attacca le Big Tech. La lettera sembra preludere l’impegno di contrastare il potere delle aziende monopolistiche della Silicon Valley.

Il consigliere togato del Csm e pm antimafia, Nino Di Matteo, ospite su La7, commenta l'arresto dell'ultimo latitante di Cosa Nostra.

Le reazioni di Giuseppe Cimarosa, parente del boss e figlio di un collaboratore di giustizia, all’arresto del latitante.