Perché la Russia ha iniziato la guerra in Ucraina

Breve riepilogo dei passaggi che hanno condotto alla situazione attuale.

Ingrid Colanicchia

Perché la Russia ha iniziato la guerra in Ucraina? È la domanda che, con l’inizio dell’operazione militare, chi non segue costantemente la politica internazionale si sta facendo. Per capirne le ragioni è ovviamente necessario fare un passo indietro.

L’Ucraina nasce come Stato indipendente nel 1991, a seguito della dissoluzione dell’Unione Sovietica, ma sperimenta una crescente instabilità, soprattutto agli inizi del nuovo millennio, data dalla contrapposizione tra i fautori dell’avvicinamento all’Unione Europea e all’Occidente e i sostenitori del legame storico con la Russia.

La crisi tra Russia e Ucraina spiegata in tre mappe

La contrapposizione si fa evidente con la presidenza di Viktor Yanukovych (eletto nel 2010 ma in precedenza primo ministro). È sotto la sua leadership che il Paese vira decisamente verso la Russia. Questo spostamento dell’asse politico si palesa nel 2013 con il rifiuto, da parte di Yanukovych, di firmare l’accordo di associazione e libero scambio con l’Unione Europea. Immediate (siamo in novembre) le proteste di piazza (che prendono il nome di “EuroMaidan” e in cui sono presenti nazionalisti filo-occidentali e antirussi, alcuni dei quali neonazisti), che infiammano il Paese, fanno un centinaio di morti e si concludono, tre mesi più tardi, con la fuga di Yanukovych.

Non passa neanche un mese che l’Ucraina perde un pezzo del proprio territorio: nel marzo 2014 infatti la Russia sancisce ufficialmente la secessione della Repubblica di Crimea dall’Ucraina e la sua annessione alla Federazione Russa.

Pochi giorni prima, gli abitanti della regione (a maggioranza russofona) avevano espresso mediante referendum (considerato illegale dalla Corte costituzionale ucraina) la volontà di tornare sotto la sovranità di Mosca ma di fatto il processo di riannessione della Crimea alla Russia era iniziato quando migliaia di militari russi privi di mostrine ne avevano preso il controllo.

La regione del Donbass, nell’Est dell’Ucraina, segue a ruota l’esempio della Crimea, scatenando una guerra civile nelle province di Donetsk e Lugansk, che si autoproclamano repubbliche indipendenti (si tratta delle due repubbliche riconosciute da Putin nel discorso di pochi giorni fa). Nel febbraio 2015, con l’accordo detto Minsk II, si giunge a un cessate il fuoco ma gli impegni assunti in quel momento non vengono del tutto rispettati dalle parti, con la conseguenza che il conflitto prosegue di fatto ininterrottamente fino a oggi.

Su tutta questa situazione incandescente si innesta il progressivo allargamento a Est della Nato (a eccezione degli Stati dell’ex Jugoslavia, tutti i Paesi entrati nell’Alleanza Atlantica dal 1990 a oggi erano parte dell’Unione Sovietica o legati a essa dal Patto di Varsavia: parliamo di Lettonia, Lituania, Estonia, Polonia, Romania, Bulgaria, Repubblica ceca, Slovacchia, Ungheria) e il timore da parte della Russia che l’Ucraina possa entrare a far parte del Patto atlantico: una prospettiva inaccettabile per Putin che avrebbe così gli americani sul portone di casa.

PODCAST | Guerra in Ucraina: Valerio Nicolosi racconta l’assedio di Kiev

Il racconto da Kiev (del nostro inviato, Valerio Nicolosi): La lunga notte di Kiev sotto assedio

L’appello – Russia, Ucraina e il conflitto che non conviene a nessuno: ma la pace è ancora possibile



MicroMega non è più in edicola: la puoi acquistare nelle librerie e su SHOP.MICROMEGA.NET, anche in versione digitale, con la possibilità di scegliere tra vantaggiosi pacchetti di abbonamento.

Altri articoli di Ingrid Colanicchia

Un libro di recente pubblicazione raccoglie 14 punti di vista che offrono una panoramica ad ampio raggio su politicamente corretto e cancel culture.

Oms e Regno Unito lanciano l’allarme sul vaiolo delle scimmie e descrivono una maggiore incidenza tra gay. Ma è davvero necessario?

A una lettura approfondita la bozza di parere che rovescia Roe v. Wade fa acqua da tutte le parti. E lascia presagire pericolosissime derive.

Altri articoli di Mondo

L’ennesima strage negli Usa riapre il dibattito sulle armi, in particolare in Texas.

Almeno tre tipi di manovre linguistiche si prestano all'interpretazione delle falsità belliche russe.

Pressioni turche su Svezia e Finlandia per l’allargamento dell’alleanza atlantica. Ma vendere al despota i suoi oppositori non porterà alla pace.