Salvini fa Salvini

Carlo Cornaglia

Il lupo perde il pelo, non il vizio,

l’Europa di Salvini è un artifizio.

Entrato nel governo europeista,

in fondo al cuor rimane sovranista

e per il compleanno il capitan

si fa il regalo di Kaczynski e Orbàn:

“Lavoriam con polacchi ed ungheresi

a un nuovo gruppo che in Europa pesi,

lontan dal Ppe, banda di ometti

che coi sinistri tien contatti stretti.

Con il Front National della Le Pen

di sovranisti Ue faremo il pien!”

Salvini vola a Budapest contento

di annunciare il suo neo Rinascimento

che in concorrenza con l’altro Matteo

non è saudita ma bensì europeo.

“Il nostro eroe – lo definisce Orbàn –

che tutti gli immigrati tien lontan!”

Giorgetti che voleva il Ppe

viene costretto a fare marcia indré:

la Lega che in Italia è europeista

all’estero rimane sovranista.

Un partito di lotta e di governo:

da un lato l’ex ministro dell’Interno

che nel governo fa l’oppositore

con un casin ogni ventiquattr’ore.

Un giorno dice ch’è tutto da aprir,

nel secondo non molla il Copasir,

il terzo giorno impone un bel condono,

il quarto vuol Fontana assiso in trono.

Mentre fa il premier di un governo ombra

sogna il Papeete con Draghi che sgombra

e ghiottone festeggia la pasquetta

con pan, cipolla, asparagi e pancetta.

Dall’altro lato il mediator Giorgetti

che in linea col governo dei perfetti,

i cervelloni messi insiem da Draghi,

fa ‘sì che ogni casin non si propaghi

e spiega a Mario, fra leccate e inchini:

“Che ci vuoi far? Salvini fa Salvini!”

In mezzo stanno Draghi, il salvatore

ed un alpino, l’affabulatore:

un general che torna colonnello

perché i vaccini mancano all’appello.

 

(credit foto Ansa Foto Ansa EPA/SZILARD KOSZTICSAK HUNGARY OUT)



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