L’altra metà dei libri del Novecento

Arriva un'antologia scolastica che tratta le opere delle scrittrici italiane. Si chiama “Scrittrici italiane tra Otto e Novecento”, curata da due professoresse di Letteratura: Silvia Tatti e Chiara Licameli. Un progetto encomiabile, visto che l’editoria scolastica – soprattutto quella destinata alle superiori – riserva ancora uno spazio limitato alle presenze femminili, talvolta relegando nomi di insigni scrittrici nella sezione considerata “rosa”.

Marilù Oliva

«La mia maschera era tutto quello che si vedeva di me, e giudico mi coprisse molto bene perché nessuno, nel breve cerchio delle nostre relazioni, sospettò neppur lontanamente che io potessi divenire una scrittrice; anzi, molti anni dopo, allorché si conobbe il mio nome, io lessi su alcuni volti una sorpresa non scevra da incredulità». (Anna Radius Zuccari – Neera)
Uscita per il marchio di Morcelliana Scholè, “Scrittrici italiane tra Otto e Novecento” è un’antologia curata da due professoresse di Letteratura: Silvia Tatti e Chiara Licameli. Un progetto encomiabile, visto che l’editoria scolastica – soprattutto quella destinata alle superiori – riserva ancora uno spazio limitato alle presenze femminili, talvolta relegando nomi di insigni scrittrici nella sezione considerata “rosa”. Ma si tratta di poche elette, perché la maggior parte di esse rischia di essere dimenticata (spesso tra queste elette c’è il premio Nobel Grazia Deledda, cui viene di norma riservato meno spazio che altri autori ritenuti più prestigiosi, ma che magari hanno prodotto di meno e non la eguagliano per qualità. Stesso discorso per Elsa Morante). Proprio per salvare anche le altre dall’oblio e far conoscere la loro notevole produzione, le due autrici hanno scavato tra i loro libri, i diari, le memorie, le epistole, gli articoli, i saggi, i brani teatrali e così via per consegnarci questa parte significativa di letteratura spesso negletta.

Ogni brano è introdotto da una biografia che permette di comprendere meglio il vissuto dell’artista e, se si volesse procedere scegliendo – visto che il volume conta 700 pagine – è possibile farlo anche attraverso i generi indicati nell’indice finale.
Si tratta di una mappa letteraria che coinvolge tutto il nostro paese, da nord a sud, e la storia che lo connota in un arco temporale così denso di cambiamenti. Dalle donne risorgimentali, protagoniste di lotte patriottiche oppure viaggiatrici e disposte a profonde rivoluzioni nella propria vita, alle donne del primo Novecento, quando il progresso si annunciava ma ancora capitava, come nel caso di Sibilla Aleramo, che restassero schiacciate dal clima asfissiante di un piccolo paese. Oppure incontriamo donne percepite dai loro coevi come irregolari – e difatti la pagano cara. Così avviene a Evelina Cattermole, contessa Lara, ammazzata dall’amante pittore, tal Giuseppe Pierantoni. Se alcune rispecchiano la convenzione degli schemi di vita imposti – nozze e tanti figli – altre, costrette a un matrimonio combinato, si rifugiano nella scrittura. E non mancano le dissidenti, lunga la sequenza di autrici che si separano o spezzano il legame coniugale, tra queste ricordo Enrichetta di Lorenzo, ammogliata al cugino Carlo Pisacane: essa lasciò marito e prole per una fuga romantica con un patriota ma a Parigi, accusata di adulterio, subì persino il carcere.

Spero di cuore che quest’antologia curatissima e interessante venga letta, studiata e presa in considerazione da tanti e tante lettori e lettrici. In particolare da chi realizza le antologie scolastiche e organizza conferenze o premi letterari, perché – anche se sembra strano – nel mondo culturale c’è davvero bisogno di eliminare i diversi dislivelli di genere che si annidano anche negli ambienti più insospettabili.



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