“Senza residenza? Senza diritti!”

Con un presidio a Piazza Montecitorio ActionAid lancia la campagna “Diritti in giacenza” per garantire a tutti, senza discriminazioni, l’accesso ai diritti fondamentali.

Valerio Nicolosi

Residenza e diritti fondamentali hanno un rapporto stretto: senza la prima non si ha accesso ai secondi. ActionAid Italia ha lanciato la campagna “Diritti in giacenza” portando dei pacchi vuoti, rimasti in giacenza per l’assenza dell’indirizzo del destinatario.

“Le istituzioni dovrebbero garantire l’iscrizione anagrafica a tutti, senza nessuna discriminazione perché senza di questa non si ha accesso al medico di base, al vaccino per il Covid o alla richiesta per il reddito di cittadinanza” dichiara Katia Scannavini, vice segretaria generale di ActionAid Italia, in un’intervista a MicroMega durante il presidio in Piazza Montecitorio a Roma, dove hanno partecipato decine di volontari.

“Ci sono stati mesi drammatici in cui le persone non potevano essere tracciate per il Covid perché senza residenza, inoltre non avevano il medico di base ma al tempo stesso non potevano andare in ospedale perché avevano dei sintomi. Sono state abbandonate perché senza iscrizione anagrafica” racconta Pietro Vicari del Comitato di quartiere del Quarticciolo, periferia Est di Roma.

La legge che impedisce l’iscrizione all’anagrafe per chi vive nelle occupazioni o è abusivo è stata approvata nel 2014 e fortemente voluta dall’allora ministro alle infrastrutture Maurizio Lupi. In particolare l’articolo 5 vieta la residenza e l’allaccio delle utenze a chi ha occupato immobili e alloggi, anche se in condizione di necessità.

“La legge Lupi criminalizza la povertà e chi vive in occupazione o è senza fissa dimora si vede negati tutti i diritti fondamentali. Con altri parlamentari ci proviamo da subito dopo l’approvazione ma senza successo”, commenta il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini durante la manifestazione. E a lui si aggiunge Laura Boldrini, anche lei presente al presidio: “Il governo dovrebbe occuparsi di questo problema, personalmente presenterò una proposta di legge per modificare l’articolo 5 della legge Lupi”.



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