A dieci anni dal sisma dell’Emilia ancora in stallo il codice della ricostruzione

A distanza di quattro mesi il testo di legge delega non è ancora pubblico. E ActionAid in occasione del triste decennale rilancia la campagna del 2019: #sicuriperdavvero.

Valerio Nicolosi

A dieci anni dal sisma che ha colpito l’Emilia, in Italia ancora non è operativo un codice della ricostruzione che possa mettere le basi per future gestioni “dell’emergenza”: ogni volta, infatti, le persone colpite hanno dovuto affrontare, dopo il dolore, lunghe battaglie per riavere la propria casa e ricostruire il proprio territorio. Ogni volta sì è dovuto ricominciare daccapo nel definire il quadro normativo, le procedure di pianificazione, la nomina dei referenti e responsabili, i diritti di volta in volta concessi o meno.

Il 21 gennaio 2022 il Consiglio dei ministri ha approvato il disegno di legge delega per dotare finalmente l’Italia del “Codice”. Un passo urgente per il nostro Paese, richiesto a gran voce dalla società civile, dalle popolazioni colpite dai tanti terremoti italiani, dalle istituzioni locali per garantire equità, velocità e centralità delle persone e dei territori nei processi di ricostruzione. Tuttavia, passati quattro mesi il testo non è ancora arrivato in Parlamento. Gli sforzi positivi compiuti sino a ora rischiano dunque di essere vanificati se l’iter del disegno di legge non subirà un significativo cambio di passo. Il testo è infatti fermo in attesa di parere della Conferenza Stato-Regioni; senza questo passaggio formale il disegno di legge delega non può ritornare presso la Presidenza del Consiglio dei ministri, che dovrà recepire eventuali indicazioni prima di poterlo pubblicare in Gazzetta Ufficiale.

“L’impasse legislativa sul testo di legge delega rende impossibile conoscerne i contenuti e dunque avviare un dibattito pubblico su di essi o partecipare alle discussioni parlamentari” dichiara Katia Scannavini, vicesegretaria generale di ActionAid Italia, organizzazione che sta si sta mobilitando per l’approvazione del codice della ricostruzione. “Con il susseguirsi di scosse lungo tutta la penisola, rende evidente quanto sia necessario e non rinviabile avere un unico insieme di norme che disciplinino le fasi della ricostruzione post evento sismico e che garantiscano equità, celerità, centralità delle persone colpite e dei territori impattati. Solo con un quadro di regole codificate si potrà infatti individuare un modello da seguire a garanzia dei diritti della popolazione coinvolta e contro le disuguaglianze tra persone e luoghi” aggiunge Scannavini che con ActionAid Italia è presente sui luoghi colpiti negli ultimi anni dai terremoti e che nel 219 aveva lanciato la campagna #Sicuriperdavvero, mettendo in evidenza la necessità di mettere in sicurezza 737 comuni italiani che hanno un elevato rischio sismico, dislocati da nord a sud, e che oggi vuole rilanciare la campagna per fare pressione sulle istituzioni responsabili di portare a compimento il processo della legge delega per un codice della ricostruzione. Il 20 maggio verrà lanciato un tweet bombing indirizzato alla ministra per gli Affari regionali e le autonomie, Mariastella Gelmini, al presidente della Conferenza delle regioni e province autonome nonché del Friuli-Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, e alla Presidenza del Consiglio dei ministri per chiedere di sbloccare l’iter legislativo del codice della ricostruzione a nome della campagna #Sicuriperdavvero.

CREDIT FOTO: ANSA/MAURIZIO DEGL’ INNOCENTI

Il dolore e il riscatto. L’Emilia dieci anni dopo il sisma



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