“The Last 20”, il mondo da un’altra prospettiva

A Reggio Calabria al via la rassegna che vede protagonisti i 20 Paesi più “impoveriti” del Pianeta.

Massimo Acanfora

Il breve ponte non scintilla al sole del Sud: è infatti costruito nello scuro acciaio Corten, un materiale dalle straordinarie proprietà estetiche e di resilienza. Siamo sul waterfront di Reggio Calabria: Zakia Seddiki, la moglie di Luca Attanasio, l’Ambasciatore assassinato in Congo, scopre insieme alle autorità la targa che dedica il ponte ad Attanasio e alla sua scorta. Un applauso suggella l’evento. Ma non è solo un gesto simbolico, perché così si inaugura “The Last 20”, la rassegna che vede protagonisti i 20 Paesi più “impoveriti” del Pianeta, almeno secondo le statistiche internazionali.

La conferenza stampa di presentazione è stata tutt’altro che una formalità. Il Sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà ribadisce la centralità della sua città rispetto a tematiche come la cooperazione internazionale e l’accoglienza. “Conosciamo il dramma perché dell’emigrazione perché lo abbiamo vissuto sulla nostra pelle. Intitolare il ponte a Luca Attanasio significa dare un’anima a uno dei luoghi più belli della nostra città”.

Zakia Seddiki, moglie di Luca Attanasio (erano presenti anche i genitori dell’Ambasciatore) pronuncia sommesse e intense parole per ringraziare la città – la prima in Italia – per la dedica del ponte: “È difficile parlare oggi, anche perché sono 5 mesi esatti dalla morte di Luca, un giorno tragico per la nostra patria perché abbiamo perso insieme due servitori dello Stato. Siamo riconoscenti per la volontà di onorarli proprio tramite un ponte, il simbolo più importante dell’attraversamento di difficoltà. Ogni volta che passeremo sul ponte ricorderemo non solo Luca e il carabiniere Vittorio Iacovacci ma anche l’autista Mustapha Milambo e tutti i congolesi che hanno perso la vita su questa strada”.

Poi Tonino Perna, vicesindaco di Reggio Calabria e promotore di punta nel comitato The Last 20 ha spiegato il fulcro di The Last 20: “Vogliamo guardare il mondo da un’altra prospettiva. Siamo una rete nazionale, che non nasce per contrapporsi al G20, ma vuole spiegare a tutti i cittadini che solo se guardiamo il Pianeta dalla parte dei Paesi più fragili, capiamo veramente quale strada stiamo percorrendo”. Tonino Perna è tornato solo per un attimo sul valore simbolico del ponte appena dedicato: “Qualche volta i simboli hanno un’importanza concreta. Questo ponte unisce metaforicamente l’ultimo lembo della penisola italiana, quello più a Sud, con il mare che ci porta verso il Continente africano”.

Suscita lunghi applausi l’intervento della fidanzata del carabiniere Vittorio Iacovacci, profondamente commossa, come tutti i parenti delle vittime. Così come Anselme Bakudila, rappresentante della comunità congolese in Italia, che ha ricordato l’autista Mustapha Milambo e con molta emozione ha consegnato a Zakia Seddiki una bandiera del Congo.

Spicca in questo quadro l’assenza del ministero degli Esteri. Nel suo messaggio Luigi Di Maio ha comunque dichiarato di essere grato alle autorità di Reggio Calabria per la decisione di intitolare un ponte all’ambasciatore Attanasio. “È una scelta che ci onora tutti”, ha scritto.

Nel pomeriggio presso l’Anfiteatro del Parco Ecolandia si è poi aperta la tre giorni di incontri e riflessioni a tutto campo su migrazioni e accoglienza. Un programma che prevede ospiti autorevoli, giornalisti, studiosi, politici, sindaci, attivisti, sindacalisti, rifugiati e migranti rappresentanti della Federazione delle Diaspore Africane. A parlare di viaggi dei migranti, modelli di accoglienza, cooperazione internazionale, corridoi umanitari, ruolo degli enti locali e delle comunità ci saranno relatori di prestigio, da Mimmo Lucano, a Maurizio Ambrosini, da Abdou Babakar a Gianni Silvestrini, da Marco Trovato a Filippo Ivardi, solo per citarne alcuni.

Tonino Perna riassume il senso dei giorni a venire: “The Last 20 vuole misurare la temperatura sociale, economica e ambientale del Pianeta, visto come un organismo vivente, e analizzare i punti più sensibili della Terra, scoprendo i mutamenti che stiamo attraversando e andando alla radice dei problemi e delle contraddizioni del nostro tempo”. L’obiettivo principale di “The Last 20” è quindi politico: affermare che i Last 20 esistono e soprattutto che “i Last 20 contano” e non possono essere dimenticati. Per ribadire che il mondo si può cambiare, e non bisogna farlo necessariamente dall’alto.

Scarica il programma completo: https://thelast20.org/programma/reggio-calabria/



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