Contro i G20 il grido degli ultimi venti Paesi del mondo

Si è chiuso il primo atto di “The Last 20”. I rappresentanti degli ultimi Paesi inviano un messaggio ai grandi della terra: "Per salvarci è indispensabile abbandonare il carbone e tagliare le emissioni di C02".

Daniele Nalbone

Si è chiusa con una dichiarazione congiunta dei rappresentanti dei venti Paesi più impoveriti del mondo la prima tappa del meeting itinerante The Last 20, l’incontro alternativo al G20. Paesi che sono ultimi in classifica in base al reddito pro-capite, ma non, ad esempio, per il loro patrimonio culturale, archeologico, naturalistico, e per la grande riserva di umanità e biodiversità di cui sono detentori. I rappresentanti presenti a Reggio Calabria dal 22 al 25 luglio hanno raccontato di voler essere riconosciuti, al di là delle emergenze, per la loro storia, per l’impegno dei soggetti sociali che in quei Paesi lottano per il cambiamento, per le forme di altra economia nascenti e, non ultimo, per le bellezze naturali.

L’incontro ha messo insieme realtà e istanze molto diverse: organizzazioni non governative, i sindaci che sperimentano nuove forme di accoglienza e di welfare, i soggetti della cooperazione internazionale decentrata, le comunità di immigrati Last 20. “Un clima entusiasmante” spiegano gli organizzatori[1] in un comunicato conclusivo, “a proseguire verso le prossime tappe di Roma, L’Aquila, Milano”.

I rappresentanti degli ultimi Paesi della terra hanno inviato un messaggio video diretto ai G20, “Salviamoci insieme”, nel quale spiegano che per salvarci è indispensabile abbandonare il carbone e tagliare le emissioni di C02.

È stata quindi presa la decisione di costruire un gruppo di lavoro nazionale che ogni anno produca un report su questi Paesi, “perché siamo convinti che se vogliamo capire dove va il mondo dobbiamo partire proprio dai Last 20” sottolineano gli organizzatori. “Per capire dove va il nostro pianeta – spiega Tonino Perna, economista e sociologo, vicesindaco di Reggio Calabria, tra i promotori di Last 20 – dobbiamo misurarne la temperatura nelle parti più fragili, così come misuriamo la temperatura del corpo umano nelle parti più sensibili”.

Il prossimo appuntamento di “Last 20” è a Roma, dal 10 al 12 settembre: l’incontro sarà incentrato sul contrasto alla povertà, alla fame, alla malnutrizione, alle cause del dilagare delle malattie e sulle alternative in atto. E ancora: il rilancio della cooperazione internazionale, la responsabilità della Ue, le nuove pratiche dell’agro-ecologia come risposta dei Paesi dell’Africa sub-sahariana alla siccità e come alternativa alla dipendenza dalle multinazionali del cibo.

Di seguito la dichiarazione dei Last 20

Noi, rappresentanti dei Last 20, i Paesi più impoveriti del pianeta, riuniti a Reggio Calabria dal 22 al 25 luglio, di fronte al gravissimo stato d’allarme di Madre Terra, sentiamo il dovere di far fronte alle sfide planetarie sul clima partendo dalla prospettiva dei nostri popoli, le prime vittime dei cambiamenti climatici.

In questi giorni, non lontano da qui, a Napoli, i G20, i venti paesi più industrializzati che producono il 90% del Pil mondiale e sono responsabili dell’emissione dell’85% dei gas serra, si sono riuniti per cercare un accordo sul clima. Ma sui 60 articoli dell’accordo sono rimasti bloccati sui due più importanti e fondamentali per contrarrestare la deriva della crisi socio-ambientale: l’accelerazione dei tagli alle emissioni di CO2 e lo stop al “pensionamento del carbone”.

Per dare un presente e un futuro al pianeta vogliamo ricordare ai grandi della terra che siamo soggetti della storia e soltanto riducendo consumi e sprechi nei paesi più ricchi e fermando la rapina delle risorse naturali nei nostri paesi possiamo uscire dalla crisi socioambientale e dalla spirale del debito per abbracciare un nuovo modello di sviluppo che dia protagonismo ai nostri comuni sogni e speranze.

Solo così, tutti sulla stessa barca, possiamo salvarci insieme!

[1] L’evento è promosso da: Comune e Città metropolitana di Reggio Calabria, Federazione delle diaspore africane in Italia, Focsiv (Federazione Organismi Cristiani Servizio Internazionale Volontario), Fondazione Terres des Hommes (Italia), ITRIA (Itinerari turistico-religiosi interculturali accessibili), Mediterranean Hope, Re.Co.Sol. (Rete Comuni solidali), Rete azione TerrÆ, Fondazione Casa della Carità “A. Abriani” (Milano), Parco Ludico Tecnologico Ecolandia, Net Scarl.



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